22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca News

Bullismo al femminile, nuova emergenza

Il Garante regionale dei diritti del minore: «Così cambia lo stereotipo del bullo».

Bullismo al femminile
Bullismo al femminile

Bullismo, fenomeno da non sottovalutare. Mai. Il 7 feb­braio è stata la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbulli­smo, appuntamento fondamentale, per i ragazzi e per gli adulti, non solo per soffermarsi a riflettere sul fenomeno, ma anche per capire e imparare come reagire e come contrastarlo. Significativo quanto dichiara il Garante regionale dei diritti del minore Ludovico Abba­ticchio: “Lo scorso mese di dicem­bre nel pieno centro di Bari due ragazze minorenni, di anni 13 e 14, si sono rese responsabili di una violenta aggressione, nei confronti di una loro coetanea, “accusata” di aver intrapreso una relazione sen­timentale con l’ex fidanzato di una delle due. Schiaffi, calci, pugni, pesanti insulti, un mix di violenza fisica e verbale, che ha visto come involontaria protagonista l’inerme minore”. “Come Garante regionale non posso non notare quanto si stia modificando, nello scenario attua­le, lo stereotipo del bullo” continua Abbaticchio.

“L’immagine del ma­schio con doti fisiche e dal carattere forte sta lasciando il campo ad una figura molto più complessa e meno facilmente identificabile. Negli ul­timi tempi tale figura ha incluso anche le bulle femmine, suscitan­do una grande preoccupazione dal momento che, nell’immaginario collettivo, le caratteristiche fisiche femminili sono molto lontane da quelle tipiche dei prevaricatori. L’aggressività femminile ha carat­teristiche che spesso, ma non sem­pre, si differenziano da quelle ma­schili e rispecchiano le differenze di genere legate a radici biologiche e socio-ambientali”. Continua il garante: “I numeri sono importanti e dal nostro osservatorio rileviamo che nel bullismo tradizionale i bulli sono ancora prevalentemente ma­schi, ma nel cyberbullismo maschi e femmine hanno la stessa proba­bilità di ricoprire il ruolo di pre­varicatore. La ricerca delle ragioni di tali comportamenti ci portano nelle scuole dove le classi sono sempre più affollate e vedono la di­sciplina sempre meno tollerata. E poi nelle famiglie, dove l’alleanza con i docenti è saltata. Eppure un contesto familiare caratterizzato da un buon equilibrio tra la dimen­sione normativa e quella affettiva può rappresentare un importante fattore di protezione rispetto al coinvolgimento nel fenomeno, sia nel ruolo di vittima che in quel­lo di bulla. Da tempo l’ufficio del Garante dell’infanzia e dell’Adole­scenza agisce nel convincimento che per prevenire serve una anali­si accurata e, da tempo, su questo ha attivato una serie di programmi mirati alla educazione alla salute ed al rispetto della propria persona insieme all’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, ai Tribunali per i Minorenni della Puglia, alle Associazioni del terzo settore, agli Enti locali, al mondo della scuola ed alle famiglie. Il mio convinci­mento è che nessuno può agire da solo e solo l’azione sinergica dei tanti e differenti soggetti può mo­dificare modalità violente che sem­pre più incidono nelle relazioni tra adolescenti. Come Garante ne sono convinto e lavoro per questo”.

Anche la Polizia di Stato si confer­ma in prima linea per contrastare questi odiosi fenomeni; e per fare ciò mette in campo tutti gli stru­menti a disposizione, sia in fun­zione repressiva sia, soprattutto, preventiva.

Numerosi sono gli strumenti che, nel corso del tempo, sono stati attivati per rendere più agevole e più “facile” la comunicazione tra le vittime e la Polizia di Sta­to. Tra questi YouPol, la nuova App scaricabile direttamente sul­lo smartphone da Apple Store e Play Store, che consente di invia­re segnalazioni alla sala operativa della Questura, anche in via anoni­ma, se si è testimoni o si è venuti a conoscenza di episodi di bullismo (oltre che di fenomeni di microcri­minalità). Proprio la Polizia di Sta­to, ormai da tempo, ha varcato la soglia delle scuole della provincia di Taranto, per essere vicino ai ra­gazzi, per parlare e riflettere, a loro e insieme a loro, di bullismo e di cyberbullismo. Per dare ancora più forza e incisività a queste iniziative, quest’anno, su impulso del questore Giuseppe Bellassai, è stato avviato un ambizioso progetto che ha coin­volto non solo la Polizia di Stato e le Istituzioni Scolastiche, ma le tut­te le principali forze attive sul ter­ritorio: la Prefettura, il Comune di Taranto, l’Associazione Nazionale Magistrati; l’Università degli Stu­di di Bari, l’ Ufficio VII – Ambito Territoriale per la Provincia (Uffi­cio Scolastico Provinciale) e la Po­lizia Postale, nella consapevolezza i risultati nella lotta a questi feno­meni possono essere il frutto solo di uno sforzo congiunto e sinergico di tutte le forze in causa.

Il progetto si è concretizzato in un “Protocollo d’Intesa”, siglato lo scorso agosto, prima dell’inizio dell’anno scolasti­co, che si va ad inserire nell’ambito delle azioni finalizzate all’educa­zione alla cittadinanza, alla preven­zione del rischio e alla promozione del benessere a scuola. L’obiettivo è quello di promuovere azioni volte a diffondere la cultura della legali­tà, del rispetto e della non violenza tra le giovani generazioni, al fine di supportare gli istituti scolastici nel­lo svolgimento della propria fun­zione educativo-formativa. Quasi cinquanta gli istituti di ogni grado che hanno aderito all’iniziativa e circa 1800 i ragazzi coinvolti che, settimanalmente, permettono a specialisti di incontrare studenti, insegnati e genitori e di confrontar­si su questi argomenti. Nell’ambito di questo progetto, inoltre è stato bandito un concorso per la realiz­zazione di opere artistiche di vario genere sul tema del bullismo, del cyberbullismo e dell’affermazione della legalità, contro ogni tipo di discriminazione, rivolto a tutti gli studenti degli istituti che hanno aderito al protocollo. “La Polizia di Stato è da sempre in prima linea nell’attivare le giuste sinergie con tutti coloro che agiscono, a vario ti­tolo, sul territorio ricercando sem­pre nuove strategie che possano veicolare la cultura della legalità tra i cittadini” ha sottolineato il dr Bellassai. “Ritengo che la collabo­razione tra le Istituzioni impegnate nel progetto sia indispensabile per rafforzare il senso di responsabilità civile e sociale sul territorio puglie­se, a tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini. La scuola rappresenta il principale veicolo di ogni forma di educazione e sapere, incluso l’insegnamento della legalità quale pilastro fondante della convivenza civile”.

Cyberbullismo e bullismo al femminile sono fenomeni che destano preoccupazione. È necessaria un’azione sinergica che coinvolga la scuola e le famiglie. Nei tondini, a sinistra, il questore Bellassai e, a destra, il garante per i minori Abbaticchio

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