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«La musica è un linguaggio universale»

In giro per il mondo fra dj e vinili: Dr Rubberfunk e la sua musica

Simon Ward, in arte Dr Rubberfunk
Simon Ward, in arte Dr Rubberfunk

Non è una novità il fatto che io sia letteralmen­te e musicalmente parlando, innamorato della Germania e del Regno Unito: non a caso anche questa settima­na mi trovo in Inghilterra per fare quattro chiacchiere con Simon Ward, in arte Dr Rub­berfunk, dj producer di fama mondiale e boss della Jala­peno Records.

Il Dr Rubberfunk è un pro­duttore, musicista e dee jay di Londra che combina il suo amore per la strumentazione dal vivo con suoni trovati e una miriade di influenze.

Durante i suoi lavori si cir­conda, spesso, di cantanti e musicisti che invita a portare il proprio contributo.

Ward inizia a fare il dj con lo pseudonimo di Dr Rubber­funk nel 1992. Il suo primo album lo pubblica nel 2001. Da allora ha scritto e prodot­to tre album: “The First Cut” e “My Life At 33 ″, pubblica­ti rispettivamente sulla sua etichetta GPS Recordings nel 2003 e, nel 2006, “Hot Stone”, pubblicato dalla Ja­lapeno Records nel 2010.

Il buon dottore ha remixa­to artisti del calibro di The Stereo MCs, Norah Jones, Bobby Hebb, Madness e tanti altri.

Ha suonato la batteria in uscite per Dj Food, Georges Vertes e French Horn Rebel­lion e ha suonato in tutto il mondo da New York a Mo­sca, con presenze a Gla­stonbury, Bestival, The Big Chill e Love Supreme.

Non solo: ha anche trovato il tempo di mescolare l’album di debutto di Alexia Coley “Keep The Faith” dal 2014 e di scrivere e produrre l’al­bum di debutto di Izo FitzRoy “Skyline” dal 2017, entrambi su Jalapeno Records per il plauso della critica.

L’estate 2018 ha visto nasce­re il primo di una nuova se­rie di singoli da 7 pollici per celebrare “My Life At 45″, con la Parte 2 e la Parte 3 rilasciate nel 2019, mentre la Parte 4 è arrivata a gennaio 2020. Questi singoli anticipano l’al­bum “La mia vita a 45″ che vedrà la luce il 14 febbraio su Jalapeno Records, con un altro viaggio attraverso la vita piena di musica del no­stro intrepido dj e musicista.

Mi piace sottolineare questa simpaticissima frase da lui coniata: “Non è un vero me­dico dal 1992, ma ti darà la dose prescritta di groove!”. Gli chiedo della situazione musicale nel suo Paese ed ecco il suo punto di vista: «Io vivo nel Surrey, circa a metà strada tra Londra e Brighton – dice – quindi riesco a godere dell’eccellente scena musicale di ambedue le città.

La mia etichetta, la Jala­peno Records, è di base a Brighton, quindi probabil­mente vado più spesso lì che a Londra ultimamente, sia per lavorare in studio con amici e colleghi che per an­dare a sentire e vedere con­certi di altri artisti, spesso miei compagni di label.

Ho fatto djset un po’ in tut­ta l’Inghilterra e ritengo che siamo fortunati ad avere una cultura musicale molto di­versificata.

Ogni giorno, ovunque nel paese si possono trovare eventi per tutti i gusti – dalla dance all’elettronica, da sti­li urban come rap e grime a forme di folk, soul o musica classica – il che permette di ampliare la propria cono­scenza della musica.

Sono cresciuto nel Kent, a sud-est dell’Inghilterra, dove attualmente c’è una grande rinascita culturale che coin­volge musica, arte e teatro. Se negli anni ‘80 era diffici­le vedere ‘nomi grossi’ fuori dalle città principali – conti­nua – le cose ora sono cam­biate e sono felice di vedere che ci sono molti più artisti che fanno tappa lì durante i loro tour nazionali ed inter­nazionali. Mi sento fortunato ad essere cresciuto nel sud-est del paese, la distanza di un viaggio in traghetto dalla Francia o dal Belgio, perché mi ha permesso di viaggiare per l’Europa sin da giovane.

È stato un grande onore po­ter fare djset in tantissime città del continente negli ul­timi 20 anni e, di conseguen­za, di condividere la mia mu­sica e poter incontrare fan. È proprio vero – conclude – che la musica è un linguag­gio universale! Spero possa continuare così a lungo».

E dopo questa ventata di ot­timismo tutto Inglese, prima di salutarlo non mi resta che chiedergli le solite tracce preferite.

Ecco la tracklist delle 10 tracce per lui più significa­tive:

  1. Dr Rubberfunk – ‘Boom!’ featuring John Turrell – Jala­peno 2020 2. Booker T & The MGs – ‘Hip Hug Her’ – Stax 1967 3. Brittany Howard – ‘Stay High’ – ATO 2019 4. Michael Kiwanuka – ‘Worry Walks Beside Me’ – Com­munion 2012 5. Bedouine – ‘Mind’s Eye’ – Spacebomb 2017 6. Dr Rubberfunk – ‘A Matter Of Time’ featuring Izo FitzRoy – Jalapeno 2019 7. Laura Misch – ‘Climb’ – Self Released 2017 8. Beastie Boys – ‘Make Some Noise’ – Grand Royale 2011 9. Izo FitzRoy – ‘Say Something’ – Jalapeno 2017 10. Maceo Parker – ‘Walking Home To­gether’ – Minor Music 1993.

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