15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca News

Ex Ilva, lavori in corso per l’intesa

Governo ed Arcelor Mittal proseguono i contatti dopo il pre-accordo. Critica l’Usb

Ex Ilva
Ex Ilva

“L’impegno del Go­verno e l’intesa tecnica raggiunta sul futuro dell’ex Ilva di Taranto vanno nella giusta direzione: ora, però, le famiglie tarantine e i la­voratori aspettano risposte chiare e definitive. Entro fine febbraio, termine ultimo per formalizzare un accordo, occorrono un quadro definito e garanzie inamovibili su bonifiche, svolta green e tutela del lavoro”.

Lo scrive su facebook il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano.

“ArcelorMittal ha fatto marcia indietro – prosegue Pagano – sui propositi autunnali di voler chiu­dere lo stabilimento da un mese all’altro e questo è positivo. An­cora, però, mancano prospettive definite sul futuro dell’azienda. Il presidente del Consiglio Conte ha fatto bene ad annunciare presto la convocazione dei sindacati, i lavo­ratori devono essere invitato al ta­volo delle trattativa. Ed è urgente accelerare la riconversione verde degli altoforni”.

“Il nostro obiettivo è quello di fare del polo siderurgico di Taranto un leader europeo dell’acciaio verde, creando nel Mezzogiorno il primo esempio concreto di attuazione del Green New Deal, motivo per il quale ci aspettiamo, peraltro, che l’Unione Europea guardi con fa­vore a questo ambizioso e sfidante progetto. Con l’auspicato interven­to dello Stato si avvia un nuovo ciclo di investimenti su cui il Go­verno potrà esercitare un control­lo diretto per assicurare crescita e sostenibilità ambientale e socia­le” è quanto si legge in una nota congiunta di Palazzo Chigi, Mef, Mise, diffusa nei giorni scorsi.

“L’intesa tecnica raggiunta fra i rappresentanti legali di Arcelor­Mittal e quelli di Ilva in Ammi­nistrazione Straordinaria rappre­senta un passo importante verso un complessivo miglioramento dell’assetto dello stabilimento di Taranto. Sono state poste le basi per arrivare, entro la fine del mese, a un nuovo rapporto contrattuale tra le parti che preveda, fra l’altro, la concreta possibilità di un inve­stimento pubblico nella società che gestisce l’impianto, in modo da garantire ancor più efficace­mente il perseguimento della po­litica industriale del Governo, che mira a coniugare ambiente, in­novazione, occupazione e cresci­ta”, si legge nella nota di Palazzo Chigi, Ministero dell’Economia e Ministero dello Sviluppo Econo­mico.

“Tutto ciò, ovviamente, sul pre­supposto che ArcelorMittal revo­chi il suo proposito di recesso e ri­nunci alla azione civile intrapresa presso il Tribunale di Milano”, si legge ancora.

A parlare è stato direttamente il premier, Giuseppe Conte: «Si la­vora nella direzione che il governo ha sempre richiesto: i principi e gli obiettivi del negoziato» con Mittal sono «una transizione energetica dello stabilimento, vogliamo far­ne lo stabilimento più innovativo e verde nell’ambito siderurgico; vogliamo assicurare il livello oc­cupazionale e il risanamento am­bientale».

«I sindacati hanno tutto il diritto di essere aggiornati sulla trattati­va: ieri sera e stamattina è stato formalizzato un passo avanti im­portante che ha permesso di evi­tare una decisione del tribunale. Si continua a lavorare e si lavora nella direzione che il governo ha sempre richiesto» ha dichiarato il presidente del Consiglio dopo il rinvio dell’udienza di venerdì scorso al Tribunale di Milano.

A rimanere critica è l’Usb: «Nel Decreto Taranto non c’è nulla di concreto per la città. Nessun intervento che miri a ristabilire gli equilibri, gettando le basi per un’economia alternativa, e a ri­sarcire il territorio. Non ci sono misure che possano dare risposte adeguate per quel che riguarda l’offerta sanitaria. Nulla sul po­tenziamento delle infrastrutture di trasporto, dalle quali dipende direttamente lo sviluppo dell’area portuale. Il Decreto è monco an­che sul trasporto aereo. Gli sgravi fiscali previsti per chi assume di­pendenti ex Ilva in As non sono ri­tenuti dall’Usb realizzabili a causa dell’alto costo del lavoro annuale dei lavoratori» dichiara il coordi­natore provinciale Franco Rizzo. Annunciata dalla sigla sindacale, per i prossimi giorni, «una serie di proposte finalizzate a dare un contributo in termini di idee, chie­dendo però prima di tutto di por­re fine ad una sorta di “razzismo politico” nei confronti di Taranto, dal momento che in altre realtà si chiudono, anche in tempi stretti, le aree inquinanti (Trieste e Genova) e qui si pensa invece di riportare la produzione a 8 milioni di ton­nellate/anno».

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