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Diodato si racconta: «Sono felice, ancora ci sto capendo poco»

Taranto, la famiglia, la musica: cosa c’è dietro la sua vittoria

Fiorello, Diodato e Amadeus
Fiorello, Diodato e Amadeus

Premio della Critica Mia Martini, Premio della Stampa Radio Tv Web Lucio Dalla e, soprattutto, vittoria fra i campioni al 70° festival della can­zone italiana: Diodato non poteva chie­dere di più a questo Sanremo 70, dove ha lasciato il segno. «Voglio essere sincero: ancora ci sto capendo poco – ha attac­cato – Il festival ha attese lunghissime e ti carichi di un’emotività che fai fatica a smaltire: ovviamente tutti questi premi mi rendono felice, anche per le persone che hanno creduto in me fin dall’inizio».

In fatto di dediche il nostro Antonio è stato chiaro.

«La vittoria la dedico alla mia famiglia che ha fatto tanto rumore nella mia vita – ha sottolineato – Dopo la vittoria ho chiamato a casa: c’era tutta la famiglia, mamma Dora, ma non ho capito nulla di quello che dicevano, in viva voce. E poi la dedica va anche a coloro che hanno ca­pito chi sono e come voglio muovermi».

Il nostro artista non ha certo dimenticato Taranto. «Sì, ci tengo a dedicare questa vittoria alla mia Taranto: è una città per la quale bisogna far rumore e per tutti coloro che lottano ogni giorno per una situazione insostenibile – ha aggiunto – Continuerò a fare tutto quel che pos­so per tutti i tarantini, aiutando anche il Primo Maggio Taranto: utilizzerò questa popolarità per dare una maggiore impor­tanza a questo evento e per dare ulteriori messaggi, ed ero comunque partito già con l’intenzione di interessare qualche collega per la prossima edizione».

La musica di Diodato ha trionfato al fe­stival per la sua semplicità.

«Non so se avrò contribuito all’abbatti­mento di un muro che c’è attorno a un certo tipo di musica, ma spero di sì: stan­no iniziando ad arrivare riconoscimenti importanti – ha affermato – In Italia c’è tutto un movimento che fa buona musica, ed è importante farla conoscere».

Il messaggio di “Fai rumore” è sicura­mente arrivato alla gente.

«Non saprei dire cosa è arrivato: so che ho raccontato me stesso, sensazioni che fanno parte del mio vissuto – ha riflet­tuto – La cosa che più mi ha colpito è che ci sono persone che mi hanno detto “hai scritto la mia canzone”. Quando si va in profondità, ci somigliamo un po’ tutti, anche persone che apparentemente sembrano parecchio distanti. La mia mu­sica ha sempre avuto esattamente quel­lo che meritava, e credo che se oggi si è avvicinata più gente, è perché io le ho permesso di avvicinarsi aprendomi ma rimanendo me stesso».

Venerdì prossimo esce il nuovo album “Che vita meravigliosa” nel giorno di San Valentino.

«Non è un caso perché è un disco sull’a­more, cui sono molto attento – ha confi­dato – Utilizzo la musica per andarvi in profondità e questa data del 14 febbraio è per omaggiare la musica e l’ondata d’a­more di questi giorni». Nell’album “Che vita meravigliosa” c’è anche il singolo omonimo colonna so­nora del film di Ferzan Ozpetek “La dea fortuna”.

«La considero canzone manifesto dell’al­bum – ha sostenuto – Racconto la condi­zione di un navigante disperso in mez­zo al mare, in cui talvolta ci si diverte e talvolta se ne ha paura. Ho iniziato a raccontare queste sensazioni e quando ho saputo che il regista stava girando il nuovo film ho sentito che c’ea un legame con la mia canzone, gliel’ho sottoposta e se n’è innamorato. Vengo da un percorso molto lungo: sto lavorando in quella di­rezione forse perché ho studiato cinema, sono amante dei film di Ozpetek e ho sentito una influenza cinematografica in quello che faccio».

Diodato andrà all’Eurovision Song Con­test il 16 maggio a Rotterdam in rappre­sentanza dell’Italia. «Parteciperò all’Eu­rovision Song Contest, anche perché sono contento di portarvi la musica italiana: dobbiamo aiutarla ad arrivare all’estero – ha precisato – Domenico Modugno lo insegnava: noi abbiamo una forza che è molto riconoscibile anche all’estero».

La vittoria a questo Sanremo cambierà la vita di Diodato? «Non so cosa succederà, ma dovesse aumentare il successo credo di esserne preparato: sono molti anni che lavoro, prendendo tante batoste, ma que­ste mi hanno fortificato e ho seguito la mia strada con tanta gavetta. Ho fatto un tipo di percorso che non è stato così ru­moroso in questi anni, un passettino alla volta: mi riempie di gioia vedere questo percorso riconosciuto da così tanta gen­te. Ho avuto sempre un Instagram ma­grolino, pochi follower ma buoni e at­tenti: sono stato concentrato a coltivare questo giardino e ho voluto farlo con la massima attenzione possibile e poi pian piano sono arrivate delle farfalle; conti­nuerò passetto dopo passetto perché non voglio farmi sconvolgere la vita da tutto questo». Diodato ha vinto il Sanremo 70 con il 39.3%, davanti a Francesco Gab­bani con il 33.9% e ai Pinguini Tattici Nucleari arrivati terzi con il 26.8%.

 

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