03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 03 Dicembre 2020 alle 06:55:48

Cronaca News

I commissari Ilva: Piano ambientale anche senza Arcelor Mittal

L’audizione alla Camera. «Il Governo entrerà nel capitale sociale solo a determinate condizioni»

ArcelorMittal
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“Ci sarà un’anti­cipazione dell’acquisto di Ilva rispetto alla data fissata del 2023”. Questa la notizia prin­cipale, insieme a quella che per il rifacimento della Masse­ria Leucapide è stato chiamato chiamato l’archistar Massimi­liano Fuksas, venuta fuori per la prima volta ufficialmente e pubblicamente, direttamente dalla voce dei commissari Ilva in Amministrazione Straordina­ria auditi ieri dalla commissione ambiente della Camera dei De­putati.

Ma chi sarà l’acquirente? Non è detto che sia Mittal: “Ab­biamo scritto un nuovo piano ambientale che possa prevedere anche la non presenza di Arce­lor Mittal in Ilva”. E “stiamo verificando la disponibilità di Ami conferire il contratto a una nuova società”. Lo hanno detto a piu riprese, quindi per la pri­ma volta viene fuori quello che fino a ieri, e soprattutto fino al giorno prima della richiesta di rinvio delle parti dell’udienza al tribunale di Milano, non si era mai detto: non è certo che Mit­tal resti. “Ci sarebbe la dispo­nibilità dello Stato per entrare nella compagine di AmInvest­co a fronte della disponibilità di questa ad accettare nuove tecnologie tra virgolette gre­en insieme al mantenimento dell’occupazione”. Hanno detto i Commissari. “La transizione dovrà mantenere la sua validità industriale, contemperando le esigenze di tutela della salute delle persone e dei lavoratori, nel rispetto delle regole e delle leggi e in una logica che possa essere considerata un modello a livello europeo.

C’è una sostan­ziale riduzione di tutti gli aspet­ti emissivi e si immagina anche una sostenibilità economica po­sitiva. Per la produzione l’obiet­tivo è tendere sino a 8 milioni di tonnellate. Che consentirebbe la sostenibilità economica e la piena occupazione”. La nego­ziazione con ArcelorMittal è in corso, ma l’esito incerto. Sicura­mente non potrà esserci un altro rinvio al Tribunale di Milano, quindi o si raggiunge una inte­sa entro la fine del mese, oppure si prosegue la causa”. L’accordo tra l’ex Ilva e ArcelorMittal deve essere raggiunto entro il 28 feb­braio, prima quindi dell’udienza del 6 marzo. “Da quando abbia­mo assunto l’incarico, si sono avute manifestazioni di difficol­tà di questa gestione dovuta alla crisi del mercato dell’acciaio, al tragico incidente della scor­sa estate che ha impedito l’uso dello sporgente portuale, e al rapporto non facile con l’affit­tuario. “Per lo smaltimento dei fanghi – ha spiegato il commis­sario Lupo – abbiamo allestito un apparato che ci consente di utilizzare 65 lavoratori in cassa integrazione. Dove invece tro­viamo ostacoli è per la gravi­na Lecauspide, pari a 50 ettari, poiché da maggio 2019 Arpa Puglia non ci risponde”. Eppu­re, ha affermato il commisario, “con Arpa Puglia abbiamo su­perato i problemi delle colli­nette ecologiche. Qui abbiamo messo in campo tutti insieme delle attività che ci hanno con­sentito di applicare le misure di precauzione che hanno poi con­sentito la riapertura delle scuole vicine”.

Rispondendo alle do­mande che gli sono state rivol­te dagli onorevoli interroganti, i pugliesi Labriola, Vianello, Tateo, e Lacarra, i commissari hanno detto che la decarboniz­zazione sarà comunque parzia­le, dato che i forni elettrici non eliminano presenza di carbonio, oltre a quello degli altoforni che restano, che la copertura dei parchi minerari garantisce rispetto ambientale a 8 milioni di tonnellate di produzione, che fino ad oggi per il piano am­bientale Ami ha gia investito oltre i 200 milioni di euro sui 700 programmati. “Registro l’assenza di collaborazione da parte di Arcelor Mittal, il quale contestualmente si è permesso di minacciare lo Stato italiano, nonostante gli evidenti problemi sul fronte della sicurezza dei la­voratori, la manutenzione degli impianti e la tutela dell’ambien­te”. Ha dichiarato Vianello.

“I Commissari – continua il depu­tato – da parte loro hanno con­fermato che le bonifiche stanno procedendo, ma sul punto riten­go necessaria un’accelerazione, prevedendo anche un intervento normativo che sburocratizzi le procedure. Benissimo, poi, il progetto dell’architetto Fuksas che gratuitamente ha proposto una nuova visione per la cava L’Amastuola proprio su suggeri­mento dei Commissari”. “Sulla questione della impropriamen­te detta ‘decarbonizzazione’ poi, ho personalmente esposto i miei dubbi: oltre alla sosteni­bilità ambientale mi chiedo chi metterà i soldi per gli interventi attualmente oggetto di trattativa tra Governo e Mittal”, incal­za Vianello che aggiunge: “A maggior ragione perché manca ancora oggi una Valutazione del Danno Sanitario in senso pre­ventivo, e inoltre l’area a caldo continua a produrre in forza di un Salva Ilva nonostante sia sot­to sequestro”. Sulla decarboniz­zazione non ha nascosto i suoi dubbi il leader della Fim Cisl, Marco Bentivogli: “È diventata uno slogan, uno spot che serve molto spesso alla politica locale e nelle elezioni regionali”; “La decarbonizzazione è l’elemento centrale dei documenti sui mu­tamenti climatici europei, è il centro del trattato di Parigi, è il mantra anche sul quale si sta sviluppando la trattativa tra il governo e ArcelorMittal” la re­plica del presidente della Regio­ne Puglia, Michele Emiliano. Intanto, il prefetto di Taranto Demetrio Martino ha convoca­to per oggi, giovedì, il tavolo di crisi sull’indotto-appalto Arce­lorMittal

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