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Una nuova chiave per lo sviluppo di Taranto

“Complessità, cooperazione e sviluppo sostenibile”: se ne parla al Pacinotti

“Complessità, cooperazione e sviluppo sostenibile”: se ne parla al Pacinotti
“Complessità, cooperazione e sviluppo sostenibile”: se ne parla al Pacinotti

“Complessità, cooperazione e sviluppo soste­nibile”: questo il tema dell’inte­ressante convegno che si terrà lunedì, 17 febbraio, presso l’au­la magna dell’istituto Pacinot­ti, dalle 15 alle 19. Relatore il prof. Alberto Felice De Toni, Ordinario di Ingegneria econo­mico-gestionale, già Magnifico Rettore dell’Università di Udine e presidente della Fondazione Crui.

«Quella del 31 gennaio – la fir­ma del protocollo Individua­zione di criteri di valutazione e monitoraggio delle perfor­mance della strategia Ecosiste­ma Taranto verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu con l’Amministrazione Comunale, la Camera di Commercio, l’A­SviS e il Centro di Eccellenza di Ateneo della Università di Bari Aldo Moro – è certamente una tappa importante per il no­stro impegno e il nostro lavoro; ci trova coinvolti e, se vogliamo continuare ad essere “spazio e snodo di transizione” della no­stra comunità, altro cammino si apre…anzi, forse è ancora all’i­nizio» dichiara Domenico Ma­ria Amalfitano, presidente del Centro di Cultura per lo Svilup­po “Giuseppe Lazzati”, tra gli organizzatori dell’iniziativa in­sieme alla Camera di Commer­cio di Taranto.

La mattina del successivo gior­no 18, sempre nell’aula magna dell’Istituto Pacinotti, il prof. De Toni incontrerà con alcune classi degli istituti scolastici superiori che già da tempo se­guono le problematiche della sostenibilità. Il 6 marzo alle ore 17, alla Cittadella delle imprese, è poi previsto un incontro con il prof. dom Giorgio Bonaccor­so sul tema “L’umanesimo del­la complessità”. «Sperando che vengano colti nella loro impor­tanza e in tutto il loro spessore non sfugga l’autorevolezza dei relatori» continua Amalfitano «quello della complessità è il tema del nostro tempo. E’ la sfida vera che coinvolge tutti i luoghi del sapere, del pensare, del conoscere, dell’educare, del governare. E’la struttura chiave del mondo contemporaneo: un ripensare la stessa cittadinanza e le istituzioni nella funzione e nel metodo.

Le società, le città non si rinno­vano tramite le mere idee chiare e distinte, né per astratti princi­pi, ma per processi coinvolgenti dove il parziale e il particolare anelano al tutto…al tutto inte­ro, nella convivialità dell’intero, senza scarti, senza riduzioni­smi. Se vogliamo semplificare bisogna abitare e attraversare la complessità: una complessità aperta, vissuta».

«I giovani sono pronti, ne ab­biamo avuto conferma da un allievo che ha frequentato la nostra ultima Summer school di Fasano» continua Amalfi­tano. «Certamente un giovane brillante, che dopo un monento di riflessione, di rivisitazione dei suoi studi dopo l’esperienza della Summer school, ha deci­so di concludere il suo corso di laurea in giurisprudenza optan­do per una tesi di sociologia del diritto su la democrazia nella società complessa. E’ una bel­la conferma al nostro lavoro e a quanto ci proponiamo nel coin­volgere i giovani. La ricerca di un nuovo modello di sviluppo, di convivenza ci ha regalato un bisogno di relazionalità, di nuova competenza, di nuova vi­sione di adeguatezza: bisogna assecondarlo per non rimanere nella mediocrità e per superare questa “angoscia territoriale” che ci assale, ci attanaglia, ci al­lontana da una comune respon­sabilità. Ognuno faccia ogni sforzo per uscirne».

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