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I Mighty Mocambos ed il Nu Funk

In giro per il mondo fra vinili, dj, producer: tra Gb e Germania

I Mighty Mocambos
I Mighty Mocambos

Continua il mio frenetico saltellare tra il Regno Unito e la Germania, perchè come ho più volte detto, sono i paesi che maggiormente stan­no contribuendo al rilancio del­la musica di un certo tipo (Nu Funk e Nu Jazz) e cioè quella che io ritengo di qualità.

Per comprendere subito con che tipo di band vado a con­frontarmi questa settimana vi riporto cosa ha detto di loro Mr. Snowboy, un dj, percussio­nista e pilastro del movimento Acid Jazz durante tutti gli anni 90: “Secondo me i Mighty Mo­cambos sono una delle migliori band funk al mondo in questo momento!”.

Fatta questa premessa, grazie a Bjoern Wagner chitarrista e leader del gruppo passo a rac­contarli. I Mighty Mocambos con le loro numerose conta­minazioni hanno pubblicato dozzine di 45 e diversi album sulla loro propria etichetta la Mocambo Records e al­tre labels come Kay Dee, Big Crown, Truth & Soul, Tramp, Légère e Favorite Recordings, solo per citarne alcune. Hanno collaborato con leggende mu­sicali come la pioniera dell’hip hop Afrika Bambaataa, la soul star Lee Fields, il composito­re tedesco Peter Thomas o il produttore principale Kenny Dope, hanno messo in sce­na nuovi talenti come Gizelle Smith e Caroline Lacaze, por­tando i loro suoni caraibici nei club funk con i loro alter ego Bacao Rhythm & Steel Band, e hanno girato tutto il continente e oltre per buona parte degli ultimi anni. Se il loro album di debutto “This Is Gizelle Smith & The Mighty Mocambos” del 2009 li ha presentati come la band di supporto della sirena soul Gizelle Smith, il follow-up “The Future Is Here” nel 2011 li ha messi saldamente sulla mappa come band di altissimo livello e entità autosufficiente, esplorando nuove collabo­razioni con i cantanti ospiti e fornendo il modello per quello che sarebbe diventato il loro modus operandi.

Con il terzo album “Showdown” del 2015, i Mighty Mocambos hanno consolidato la loro reputazione e reputazione come una delle band funk più riconoscibili ed emozionanti di tutto il mondo. Il quarto album intitolato “2066” è stato pubblicato nell’ottobre 2019 e segna l’ennesima pietra miliare nella loro prolifica carriera come gruppo funk strumentale attivo a livello globale. Pur mantenendo il loro approccio organico alla registrazione di veri musicisti dal vivo su nastro, il gruppo ha perfezionato il suono del suo marchio con un vantaggio drammatico, una produzione incisiva che si avventura in territori musicali meno ovvi, con un elenco diversificato di ospiti speciali che vanno dall’icona del compositore di film tedesco Peter Thomas al pioniere hip-hop Ice-T, in arrivo MC JSwiss e la ragazza d’oro del funk Gizelle Smith. Il loro stile unico e il suono distintivo sono amati da colleghi, fan e critici allo stesso modo e li distingue dai meri atti di copiatura retrò e dall’anima di plastica sovrapprodotta. I Mighty Mocambos continua­no a offrire il loro marchio di funk con fiati fiammeggianti, chitarre soul, tamburi guida e linee di basso combinati con un pizzico in più di eccentricità.

Quando non producono dischi per una delle loro molte produ­zioni e collaborazioni, la band è costantemente in tournée, i testimoni dei loro concerti ti parleranno della musicalità, della passione, dell’energia, dell’umorismo e della gioia che la band ama portare sul palco e sulle persone. Chiedo come al solito a Bjoern della situazio­ne musicale in Germania e in particolare ad Amburgo che è la sua città. “La città-porto di Amburgo ha una scena mu­sicale molto ricca, incentrata in particolare nel quartiere a luci rossi della zona di Ree­perbahn, ne sanno qualcosa i Beatles, mi dice. Dagli anni ‘90 in poi c’è stato anche una vera rinascita per il funk ed il soul, con locali come Soulkitchen, Mojo Club o il fumoso vinyl bar Le Fonque. La scena live per quanto riguarda il funk ora è supportata da una forte comunità di DJ, ma quando abbiamo fondato The Mighty Mocambos era praticamente inesistente. C’era movimento in ambito jazz, delle band di cover pop-funk, ma niente che si possa paragonare a quello che stava succedendo con The Poets Of Rhythm a Monaco.

Poi spinta da quello che stava­mo facendo noi dei Mocambo, e nostri amici come il gruppo Bacao Rhythm & Steel Band o Diazpora, ed etichette come la nostra e Légère Recordings, si è evoluta una nuova genera­zione fortemente radicata nella cultura hip hop, piuttosto che proveniente dal soul puro e tradizionale. La breakdance, i graffiti e tutta la cultura di stra­da in generale hanno giocato un ruolo fondamentale nel no­stro sviluppo e ora il cerchio si è chiuso perché spesso veniamo invitati a suonare il nostro funk dal vivo in gare di breakdance con moltissimi giovani”. Ecco che in chiusura mi piace sotto­lineare del come, a distanza di meno di un anno, stia crescen­do questo fenomeno e di come stia diventando virale. Siamo giunti ai saluti, ma non prima di farmi dettare le sue dieci trac­ce preferite.

01) Imarhan – Azzaman

02) Khruangbin – Maria Tam­bien

03) Fenoms – Shakem

04) Mighty Mocambos – Su­perstrada

05) The Scorpios – Mashena

06) Misha Panfilov Combo – Planetarium

07) Bacao Rhythm & Steel Band – The Serpent’s Mouth

08) Yvon – Sprezzatura

09)Lizzo – Juice

10) Eric Boss – Merry Jane

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