07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

Imprese agricole in netto calo in provincia di Taranto

Tra il 2010 ed il 2019 sono diminuite del 14,6%

Imprese agricole in netto calo in provincia di Taranto
Imprese agricole in netto calo in provincia di Taranto

«Il settore agri­colo pugliese vive da anni un periodo di crisi. Nel 2019 nella regione sono 76.245 le imprese attive di “agricoltori, allevatori, attività di caccia e servizi con­nessi”, in calo del -1% rispetto al 2018 e del -13,2% sul 2010. Un dato, quest’ultimo, in linea con la media nazionale (-14,5%)».

Una fotografia, quella eviden­ziata dallo Studio Legale Laca­landra di Milano, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, su base dati Unioncamere-InfoCamere (Movimprese), che ha portato tanti piccoli imprenditori del settore prima a indebitarsi e successivamente a non riuscire a pagare i debiti, inclusi quelli fiscali.

«Cosa possono fare questi im­prenditori che si trovano in difficoltà economica? Un aiuto arriva dalla legge sul Sovrain­debitamento (L. 3/2012), che permette a soggetti non fallibili “meritevoli” di ridurre i debi­ti in base alle proprie capacità economiche. Si tratta di una legge che può aiutare concre­tamente le imprese pugliesi del settore agricolo che in anni di difficoltà sono state costrette a dover chiudere. Quali sono le aree geografiche più critiche? Tra le province della regione, nel 2019, rispetto al 2010, il calo maggiore è stato registra­to a Brindisi (-19,3%; 7.248 imprese attive). Seguono Lec­ce (-14,8%; 8.770 imprese), Ta­ranto (-14,6%; 10.382 imprese), Bari (-12,7%; 25.522 imprese), Foggia (-10,4%; 24.324 impre­se). Bari e Foggia sono le città con il numero più alto di impre­se del settore sul territorio».

«La Legge sul Sovraidebita­mento rappresenta una valida soluzione per chi si trova ad affrontare una situazione di dif­ficoltà economica – commenta l’avv. Pasquale Lacalandra – L’obiettivo della legge è, infatti, quello di aiutare anche i piccoli imprenditori a superare mo­menti particolarmente difficili come una congiuntura del mer­cato negativa non prevedibile. I numeri, però, confermano come questa proceduta sia ancora poco utilizzata. È importante che si faccia una maggiore co­municazione su questo tema, in modo da informare i cittadini dell’esistenza di un’alternativa in grado di aiutarli a risolvere i loro problemi. Ma su questo punto bisogna fare chiarezza. Non è una legge per i “furbi”, bisogna essere meritevoli altri­menti non è possibile accedervi. Inoltre, non bisogna dimentica­re che questa procedura risulta vantaggiosa anche per il credi­tore, poiché, senza la ristruttu­razione del debito, correrebbe il rischio di perdere totalmente ogni possibilità di recupero».

«Ad oggi sono tanti i casi risolti positivamente grazie alla legge sul Sovraindebitamento. Il Tri­bunale di Como ha decretato la riduzione di un debito fiscale da circa 1,4 mln a 350 mila euro in favore di una imprenditrice e la riduzione di un debito da 509 mila a 54 mila in favore di un lavoratore dipendente. Il Tribu­nale di Busto Arsizio (VA) ha invece ridotto una cartella esat­toriale Equitalia da 86mila euro a 11mila euro (-87%) mentre il Tribunale di Monza ha ridot­to il debito da oltre 150mila a 52mila euro (-65%)».

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