02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 06:50:03

Cronaca News

Appalti alla Marina Militare: dodici arresti. Tutti i nomi

La caserma della Guardia di Finanza di Taranto
La caserma della Guardia di Finanza di Taranto

Appalti pilotati: un altro scandalo ha travolto la Marina Militare e, questa volta, l’Arsenale. Qualche anno fa lo scandalo era scoppiato a Mari­commi

In dodici sono finiti agli arresti domiciliari tra i quali il con­trammiraglio Nervi, direttore dell’Arsenale, un altro ufficiale, otto imprenditori e due dipen­denti civili.

Gli arresti eccellenti nell’am­bito di una inchiesta condotta dal procuratore aggiunto, dott. Maurizio Carbone (nel cer­chietto), sull’aggiudicazione di quindici appalti per 4,8 milio­ni di euro riguardanti lavori di ammodernamento e riparazione di navi militari. Gli indagati ri­spondono a vario titolo, di asso­ciazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato. I provvedi­menti restrittivi sono stati fir­mati dal gip, dott. Benedetto Ruberto.

Ai domiciliari sono finiti oltre al contrammiraglio Cristiano Nervi, l’ufficiale Antonio Di Molfetta, addetto al servizio “efficientamento navi” i dipen­dente civili Abele D’Onofrio e Federico Porraro e gli impren­ditori Alessandro Di Persio, Angelo Raffaele Ruggiero, Nicola Pletto, Giona Guarda­scione, Fabio Greco, Giovanni Pletto detto Luca, Giacinto Pernisco, Armando Di Comi­te. Sono tutti tarantini, tranne D’Onofrio che è di Locoroton­do e il contrammiraglio Nervi che è di La Spezia.

De Comite, Ruggiero, Di Per­sio, Greco, Pletto, Guardascione e Pernisco sono amministrato­ri, gestori di fatto delle società coinvolte.

Secondo le indagini, condot­te dai militari del Nucleo di PoliziaEconomico-Finanziaria, diretti dal tenente colonnello Antonio Marco Antonucci sa­rebbero state pilotate le aggiu­dicazioni di quindici appalti banditi dall’Arsenale e dalla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto, da ottobre a dicembre del 2018.

In particolare, per una gara di circa tre milioni di euro, rela­tiva ai lavori di ammoderna­mento della flotta, vi è stato un frazionamento artificioso degli appalti originari in undici gare. Ciò per garantire ad ogni socie­tà gestita dagli imprenditori in­dagati di aggiudicarsi una por­zione dei lavori e di conseguire un maggior guadagno.

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