14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 08:15:36

Cronaca News

Processo Ambiente svenduto, il video dell’incontro tra Archinà e Liberti ai raggi X

In aula, come teste, è stato sentito l’ingegnere informatico forense citato dalla difesa per esaminare le immagini e gli aspetti tecnici della registrazione

Girolamo Archinà
Girolamo Archinà

Torna sotto i rag­gi x il video dell’incontro finito nel mirino della Procura fra Gi­rolamo Archinà e Lorenzo Li­berti, all’epoca dei fatti pr Ilva il primo e rettore del Politecni­co di Bari il secondo. Questa volta in aula, come teste, è stato sentito l’ingegnere informatico forense Sergio Civino, citato dalla difesa per esaminare le immagini e gli aspetti tecnici della registrazione.

Il filmato al centro dell’esame del teste è quello acquisito dal­la Guardia di Finanza dall’area di servizio Fonti est, sulla A14, ad Acquaviva e risale al 26 marzo 2010.

Su quella registrazione effet­tuata dalle telecamere dell’im­pianto di videosorveglianza si basa la tesi della pubblica ac­cusa della presunta consegna di una busta contenente 10mila euro da parte di Archinà a Li­berti.

Una tangente, sempre secondo l’accusa, per ammorbidire la perizia sull’inquinamento am­bientale, provocato dall’Ilva, che il professore redigeva in quel periodo su incarico del­la Procura di Taranto. Quelle immagini e una intercettazione sono state ritenute sufficienti dai pubblici ministeri per for­mulare l’accusa di corruzione.

Una tesi contestata dai difen­sori degli imputati, Giando­menico Caiazza per Archinà e Carlo Raffo per Liberti, secon­do i quali la somma di 10milla euro, richiesta telefonicamente da Archinà all’ufficio contabile dell’Ilva, era destinata all’offer­ta pasquale alla Curia.

Quel denaro fu realmente devo­luto ha riferito in aula, durante la sua testimonianza, l’ex ar­civescovo Benigno Papa. Alle affermazioni del prelato che smentiscono la tesi accusa-toria si sono aggiunti altri elemen­ti emersi dalla deposizione del teste Civino L’ingegnere ha escluso che Archinà potesse avere in mano una busta alla luce di alcuni particolari della scena: “Ha qualcosa di bianco ma non può essere una busta – ha affermato Civino mostran­do le immagini sui maxischer­mi alle spalle della Corte – a mio avviso si tratta di fogli di formato A4 o A5. La presenza di un occhiello su quanto ha in mano Archinà fa pensare a più fogli rilegati. Un’impressione che viene confermata in modo decisivo quando Archinà legge qualcosa dopo aver sfogliato delle pagine.

L’atto della lettura porta ad escludere l’ipotesi accusatoria che si tratti di una busta”.

Inoltre, ha osservato Civino, “lo spessore è diverso su un lato ri­spetto ad un altro”.

L’altro quesito posto dai legali degli imputati riguarda la pre­senza sulla scena, documentata dal video, della cameriera Ma­rianna Benemerito, dipendente impegnata nella zona ristoro, che di tanto in tanto compare all’esterno mentre svolge la­vori di pulizia. Secondo le af­fermazioni del consulente, “la donna ha il viso rivolto verso i due uomini in due mo-menti, una volta per due e l’altra per undici secondi, quando si reca all’esterno”.

Un tempo limitato che sembra incompatibile con la dettaglia­ta descrizione riportata nei due verbali di sommarie informa­zioni. Parte del contenuto non è stato confermato in aula (a febbraio 2018) dalla donna che, malgrado la presenza di due verbali, ha sostenuto di es-sere stata ascoltata dai militari solo una volta. L’acquisizione delle dichiarazioni durante le inda­gini è stata al centro di accesi contraddittori anche durante l’esame in aula di al-cuni fi­nanzieri.

Sotto la lente del perito, inoltre, sono finiti anche i profili Fa­cebook di un paio di testimoni escussi nel corso del processo per il contenuto di alcuni post. Le prossime udienze del pro­cesso Ambiente svenduto, sul disastro ambientale del Side­rurgico, proseguiranno dinanzi alla Corte d’assise di Taranto (presidente Stefania D’Errico, giudice a latere Fulvia Misseri­ni) con l’esame di altri testi del­la difesa dei 47 imputati. Fra gli altri, nell’aula bunker dell’ex Corte d’appello, compariranno chimici ed esperti in materia di ambiente e inquinamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche