Cronaca News

L’intervento pubblico per l’ambiente

Il prof. Alberto De Toni: complessità e sostenibilità applicate al caso Taranto

Il professor Alberto De Toni
Il professor Alberto De Toni

“Complessità, co­operazione e sviluppo sosteni­bile” è stato il tema del conve­gno del quale è stato relatore il professor Alberto De Toni, pro­fessore ordinario di Ingegneria Economico Gestionale, già ret­tore dell’Università di Udine, presidente della Fondazione Crui. Il convegno, organizza­to dal Centro di Cultura per lo Sviluppo G. Lazzati, si è tenuto il 17 febbraio nell’Aula Magna dell’Istituo Pacinotti.

Nell’occasione abbiamo intervi­stato il professor De Toni.

Professore, complessità e so­stenibilità sono i due para­digmi sui quali costruire una prospettiva futura, in Italia soprattutto. È però un percor­so irto di difficoltà. Perché?
La sostenibilità più che una scelta è una necessità, solo che se noi vogliamo realizzarla im­maginandola come un costo fa­remmo una gran fatica a farla passare. Io ricordo Ernesto Illy quando entrò nell’azienda di fa­miglia: per rilanciarla decise di puntare sulla qualità e all’epoca la qualità era un costo, ma lui diceva sempre che la qualità ha un prezzo e un consumatore certi. La sostenibilità di oggi è come la qualità degli anni ’60-’70 vissuta come un costo, poi la qualità è diventata una delle caratteristiche fondamentali per caratterizzare prodotti e servi­zi. Credo che grazie alla sensi­bilità dei giovani un prodotto e un servizio sostenibili verranno premiati. Secondo me questo è il grande cambio di paradigma: trasformare la sostenibilità da costo a valore e quando sarà un valore la cercheranno tutti, an­che i meno convinti. E avranno interesse a farlo.

Gli scettici da convincere però sono molti…
Non possiamo soltanto puntare su chi crede nella sostenibilità. Si deve puntare anche sugli in­differenti ma bisogna lavorare per portarli nella direzione del­la sostenibilità bisogna lavorare per portarli in quella direzione.

A proposito di complessità, Taranto vive una situazio­ne estremamente complessa, quella dell’ex Ilva. Dal pun­to di vista politico elettorale hanno prevalso proposte sem­plicistiche, poi rivelatesi del tutto illusorie.
Uno dei cardini della complessi­tà è passare dal principio dell’or (bianco o nero, destra o sinistra, salute o lavoro) al principio dell’and (destra e sinistra, bian­co e nero, lavoro e salute). Cre­do che questo principio possa spiegare cosa è possibile perché la complessità è la scienza delle possibilità. Dobbiamo lavorare perché lavoro e salute non sia­no in competizione. L’acciaieria Pittini, in provincia di Udine, con investimenti e tecnologia verde applicata all’acciaio ha superato il problema dell’in­quinamento. È un problema di investimenti. Questo dualismo è figlio della storia ma non è obbligatoriamente figlio del fu­turo.

Come si può governare la complessità in uno scenario così difficile, dove appunto fanno più presa le proposte semplicistiche?
La complessità non è in opposi­zione alla semplicità. Pensiamo all’oceano, alle onde: non pos­siamo eliminarle, ma possiamo surfarle, dobbiamo navigare nella complessità, non possia­mo impedire che le onde si for­mino; la complessità esiste, le onde esistono, dobbiamo impa­rare a surfarle. Perché i surfisti si mettono sulla punta dell’on­da? A valle c’è troppa confu­sione, a monte non c’è energia, il punto di massima energia è sulla cresta dell’onda e noi dob­biamo metterci lì dove i surfisti riescono a dominare l’onda.

Cosa risponde a chi crede che Taranto debba fare a meno dell’Ilva e puntare sul turi­smo?
Puntare sul turismo va benissi­mo, ma bisogna puntare anche sul lavoro. Non è vero che ac­ciaieria vuol dire inquinamen­to, questa storia si può cambia­re. Dobbiamo avere capacità e volontà politiche per creare un grande investimento, che non può che essere pubblico per­ché nessun privato potrà mai fare questi investimenti. Dob­biamo immaginare un investi­mento pubblico che sani il tema dell’inquinamento e poi trovare gruppi industriali che vogliono non portare via tecnologie ma lavorino per creare un valore sociale qui.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

1 Commento
  1. Fra 1 mese ago
    Reply

    Caro er professor siete tutti esperti a dire
    sciocchezze a quanto pare ,soltanto chi vive qui può dare dei sani giudizi ,la situazione è catastrofica ;abbiamo rifiuti radioattivi da smaltire ,spazzatura di ogni genere ,la democrazia da ristabilire è ancora ci illudete che arriveranno tempi migliori . Mi auguro che la società di oggi si svegli e incominci a protestare su tante questioni di vera ingiustizia,non va bene proprio nulla ,arretrare non può essere la nostra prerogativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche