14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 16:17:07

Cronaca News

Settimana Santa, i Riti come volano di sviluppo

Settimana Santa, i Riti come volano di sviluppo
Settimana Santa, i Riti come volano di sviluppo

Taranto Città Inter­nazionale della Settimana Santa” se ne è parlato per l’intera giornata di sabato all’interno della sala Me­ridionale del Castello Aragonese. L’iniziativa ha fatto seguito alla presentazione del libero di Gigi Montenegro “Riti e Misteri” una sorta di quarta puntata, un sequel come ama definirlo l’autore, teso alla ricerca di ciò che accomuna le processioni della settimana santa tarantina a quelle spagnole di Sivi­glia. Nel volume si conferma che è stato un italiano, certo Pesare, che ha introdotto i riti della Settimana Santa in Spagna e verosimilmente quest’uomo potrebbe essere pu­gliese, addirittura di quella che un tempo si chiamava Terra d’Otranto dove faceva l’operaio ceramista. Il libro lo si trova da Mondadori in via De Cesare e Alla Casa del Confratello in via Anfiteatro. Il­lustri conoscitori della settimana santa si sono avvicendati nel corso del convegno, due su tutti: Ade­lardo Mora Guijosa, già priore della confraternita della Orazione nell’Orto di Granada e commis­sario per la coronazione canoni­ca della Vergine dell’Amarezza e Jesùs Muros Ortega, presidente della Confederazione delle con­fraternite di Granada, giunti dal­la Spagna per parlare di ciò che avviene nella loro terra e come i nostri riti potrebbero, mantenen­do la loro religiosità, portare una ricaduta economica. I riti hanno portato a Siviglia un incremento di presenze che oscilla dall’82 al 91% con un considerevole aumento di lavoro per alberghi, ristoranti, bar e quant’altro. Una vera e propria macchina organizzativa che punta tutto sui riti. Migliaia di turisti at­tirati dalla magnificenza delle sta­tue, degli abiti, dei carri sorrettivi anche da ottanta confratelli. Tutto questo viaggia su due binari distin­ti, da una parte la fede, la passione degli uomini che danno vita alle processioni e dall’altra il business. Le due cose possono se non addi­rittura devono convivere per fare dei riti della Settimana Santa uno dei momenti, se non il momento più importante dell’anno. I Riti sono magia, sono coinvolgimen­to, sono comunità. Anche chi non crede viene rapito da tutto questo, un richiamo forte ad uscire di casa per andare in strada a se-guire le processioni. Del resto è questo ciò che accade anche a Taranto, gente di fede e non si ritrova unita fianco a fianco nelle notti della passione.Settimana Santa, i Riti come volano di sviluppo

Gigi Montenegro commenta così al termine dei lavori dell’interessante convegno “Spero prima di tutto che il convegno abbia risposto alle attese. Sono certo che ora, qualcu­no crederà a quel che dico da anni e cioè che la dichiarazione di città internazionale, non reca danno a quanti della settimana santa siano protagonisti. Anzi. Seguendo le esperienze degli altri, la religiosità dei confratelli viene esaltata non nella spettacolarità dell’evento, ma in quanto essi diventano divulga­tori della fede e del vangelo. Ed inoltre è possibile ritrovare nelle confraternite e tra i giovani, specie se si fa divulgazione nelle scuole, una nuova linfa, che farà tornare a vivere alcune di queste associa­zioni che sono diventate nel tem­po delle scatole vuote, esaltando il senso di appartenenza ad una chiesa e ad un quartiere della città. Così le confraternite torneranno ad essere strumento nella vita sociale della città, che è poi la ragione pri­maria per la quale nacquero. Non l’organizzazione che si occupa di qualche processione, ma il posto in cui trovare risposte e sostegno agli affanni quotidiani. Se attor­no a tutto ciò può crescere l’occu­pazione e la vita economica della città, se questa occasione diventa anche utile a promuovere il terri­torio e le sue particolarità insieme alle produzioni agroalimentari ed artigianali, credo che la cosa non possa e non debba far dispiacere ad alcuno. In fine, ma non certo per ultimo la corretta lettura della storia: a noi gli spagnoli non hanno insegnato nulla. Da sempre è dalle nostre parti che è stata esporta-ta la cultura e non il contrario”.

Il consigliere Gianni Liviano, nonché primo firmatario del pro­getto di legge già approvato in consiglio regionale, diventato legge solo qualche giorno fa, con Taranto capofila, la Puglia regione di inte­resse internazionale per la Setti­mana Santa ha messo in evidenza come i Riti della Settimana Santa, e ce ne sono di belli e coinvolgenti in Puglia, ma soprattutto quelli del­la città bimare hanno un fascino particolare, una magia ed una bel­lezza assoluta che deve diventare forte richiamo per i turisti prove­nienti da ogni dove.

“Un misto di religiosità ed apparte­nenza, nella settimana santa. Anche noi di Confcommercio” ha detto Leonardo Giangrande, presiden­te provinciale Confcommercio Ta­ranto “cerchiamo di dare il nostro contributo, accogliendo al meglio i turisti che giungono nella nostra città proprio in quei giorni, Taranto deve girare pagina e cogliere tutte le opportunità, i riti della settimana santa sono una opportunità”. Anto­nio Fornaro ha relazionato su “La Settimana Santa tarantina e la via francigena, valenza cristiana di un pellegrinaggio” sottolineando che la ritualità sacra della Settimana Santa si articola in tre momenti. La seconda parte della sua relazione è stata incentrata sulla importanza della via francigena ieri e oggi nel­la ritualità della Settimana Santa e ha concluso mettendo in evidenza il significato del pellegrinaggio fin dai tempi remoti quando intorno all’800 una monaca laica fece il primo pellegrinaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche