27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Cronaca News

«Fare rumore a Taranto significa ascoltare i giovani»

Carmine Passarelli
Carmine Passarelli

«Il rumore che serve a Taranto deve necessa­riamente scaturire dall’energia delle nuove generazioni e dalla capacità di incanalare questo vi­gore, a più livelli, da parte degli attori operanti sul territorio. La vivacità dei millenials è oltremo­do stimolata dalle nuove tecnolo­gie, ma risente di una mancanza di concretezza nel momento in cui si devono fare i conti con la vita reale» spiega Carmine Pas­sarelli, Retail Manager del Grup­po Pascar.

«La città deve tornare ad aprirsi in modo deciso alla collabora­zione reciproca tra istituzioni, imprese, enti pubblici e privati, rivolgendo ai giovani un ascolto attivo. Ciò di cui necessita Taran­to in questo particolare momento storico è di individuare un’iden­tità precisa, attraverso un’anali­si accurata dei fabbisogni, con particolare attenzione alla sfera lavorativa. La disoccupazione è indubbiamente una piaga che colpisce soprattutto il sud, tutta­via sono molte le aziende taran­tine che non riescono a trovare personale qualificato per inca­richi in cui è richiesta una certa manualità».

«La risposta risiede dunque nel­la creazione di opportunità tan­gibili, di laboratori formativi in grado di garantire un placement oggettivo, di co-working tra do­manda ed offerta in cui le istitu­zioni assolvano al ruolo di trait d’union tra le forze. Fare rumo­re a Taranto significa accompa­gnare i giovani verso un futuro dai contorni decisi, realizzabile semplicemente guardandosi at­torno».

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