07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

Il sindaco Melucci dà i trenta giorni ad Arcelor Mittal

Impianti in sicurezza oppure si ferma l’attività

Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci
Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

Tecnicamente si chiama “Ordinanza di eliminazione del rischio e, in via conseguente, di sospensione dell’attività”. È l’atto col quale giovedì 27 febbraio il sindaco Rinaldo Melucci ha dato ad Arcelor Mittal e all’Ilva in amministrazione straordinaria trenta giorni di tempo – pena il fermo degli impianti – per rimediare alle emissioni di odori molesti «attribuibili allo stabilimento siderurgico» che anche negli ultimi giorni sono state segnalate dai cittadini. In caso di inottemperanza, l’ordinanza del sindaco prevede due scenari.

Il primo: se le cause delle anomalie verranno individuate senza porvi rimedio, si concedono sessanta giorni per «portare a completameno le procedure di sospensione/ fermata» degli impianti. Qualora invece non siano state individuate le cause delle anomalie e quindi non siano state risolte le criticità, si danno sessanta giorni per fermare altiforni, cokerie, agglomerazione, acciaierie. Dunque, siamo di fronte ad un aut aut: o si mettono in sicurezza gli impianti per evitare conseguenze nocive per la salute o gli impianti andranno fermati. Nelle premesse si fa riferimento alla «permanenza di alcune criticità sanitarie» descritte nel Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario trasmesso da Arpa, Aress e Asl e relativo allo stabilimento siderurgico. L’ordinanza era stata preceduta nella stessa mattinata del 27 febbraio da una lettera che il sindaco Melucci ha inviato al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Una lettera nella quale Melucci di fatto preavvertiva Conte dell’adozione di provvedimenti di una certa gravità. In particolare, «interpretando – è scritto nella lettera – sentimenti diffusi della cittadinanza, raccogliendo le più disparate denunce formali, avendo la responsabilità ultima della salute di cittadini e lavoratori ormai esausti, avendo considerato tutte le implicazioni di natura economica e sociale, dovendo primariamente garantire quei diritti inalienabili della persona e assicurare un futuro degno ai bambini di Taranto ed alle prossime generazioni di tarantini, avendo per altro rilevato l’inefficacia delle trattative con il gruppo ArcelorMittal e l’atteggiamento di quest’ultimo nei confronti degli impianti e della città tutta, partendo dall’urgenza e contingibilità dei pregiudizi che in questi giorni i rilevanti fenomeni emissivi stanno recando alla salute pubblica, nelle more di ricevere dagli organismi tecnici riscontri meno indefiniti, in aggiunta con l’applicazione di un legittimo principio di precauzione, sono ad annunciarLe imminenti iniziative amministrative volte ad obbligare il gestore ad una condotta più appropriata o, in difetto, al fermo dell’attività produttiva del sito di Taranto». C’è da dire che la stessa azienda aveva informato Ispra e Arpa di «odori presumibilmente legati a gas» segnalati all’esterno dello stabilimento dagli stessi dipendenti e che i dati delle centraline gestite da Arpa segnalavano valori più alti di H2S nelle postazioni “Direzione” e Portineria C”, che sono «più distanti dai processi produttivi».

Ma a proposito della trattativa tra governo e Arcelor Mittal, da fonti vicine al dossier si apprende che l’intesa sarebbe stata raggiunta e che per essere siglata mancano solo alcuni passaggi che potrebbero essere superati già nelle prossime ore e comunque entro il 6 marzo, data dell’udienza al Tribunale Civile di Milano dove Arcelor Mittal e Ilva in amministrazione straordinaria sono in lite per la richiesta della multinazionale di recedere dal contratto di gestione/acquisto dell’azienda siderurgica. L’accordo, ovviamente, supererebbe ogni controversia, nonostante qualche fibrillazione all’interno del governo dove il ministro dello sviluppo Stefano Patuanelli non vedrerebbe di buon occhio la definizione di una intesa con Mittal. Per ragioni evidentemente tutte legate ai subbugli interni al M5S.

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