05 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2020 alle 16:02:00

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Il ritorno di Piero Pelù con l’album “Pugili fragili”

Con il disco l’artista festeggia quarant’anni di musica e successi

Piero Pelù
Piero Pelù

MILANO – «Mi auguro che cominciano a nascere associazioni di uomini traditi per poter affrontare in maniera matura e civile questo problema, subito, imme­diatamente. Acciuffare questi maschi fuori controllo credo sia fondamentale, sia dal punto di vista sociale che politi­co, prima che succedono altri disastri. Ho cercato di immedesimarmi nella testa di un uomo cantando un blues molto dark: non avevo mai scritto un tema come questo, ma ora ho tre figlie femmine». È la puntualizzazione fatta da Piero Pelù durante la presentazione dell’album di inediti “Pugili fragili”, usci­to lo scorso 21 febbraio, che contiene il brano “Nata libera” che analizza un aspetto della violenza sulle donne».

Piero Pelù festeggia 40 di musica con questo nuovo album e con una serie di concerti.

«È il compromesso fra le due forze con cui convivevo ma che sono confluite nella stessa direzione – ha ammesso – Ci sono dentro tutte le anime dei miei 40 anni di rock’n’roll e penso di essere riuscito a toccare tutti i generi di questi anni».

“Pugili fragili” è la canzone che dà il tito­lo all’album.

«Ci sono vari step per arrivare a questa consapevolezza – ha precisato – Esser­mi sposato dopo tanti anni mi ha fatto capire anche l’importanza di non mol­lare mai all’interno di un rapporto dove bisogna essere un lottatore. Questa ballad l’ho scritta in occasione del mio matrimonio ed è una confessione per confrontarsi e conoscersi, sostenersi e crescere insieme».

“Pugili fragili” è un album di grande at­mosfera rock.

«Vivo una vita un po’ estrema da sem­pre e non faccio scelte facili come l’A­riston – ha ribadito – Bisogna essere sempre pronti ad attaccare e vado avanti perché ho qualcos’altro da dire, un po’ per scelta e un po’ per necessità: è un rodeo continuo, un ring continuo, con l’avversario che cambia in conti­nuazione. Il rock non è morto, come ha dimostrato Sanremo che ha premiato con il 5° posto la mia canzone “Gigante in gara” e la scelta rock di “Cuore mat­to” per la serata delle cover».

Partecipare al festival di Sanremo è sta­to voluto.

«Volevo festeggiare davanti a una pla­tea così grande i miei 40 anni con la musica: sono arrivato a un’età dove o ti diverti o vai a fare l’orto, nel senso buono del termine – ha puntualizzato – Non devo insegnare niente a nessuno e devo sempre imparare qualcosa. Io faccio parte di un mondo più artigianale della musica, sono più un cesellatore e tutti i dischi che ho realizzato sono di­versi fra loro: sono un vampiro, anzi un VamPiero».

Piero Pelù tornerà ad esibirsi dal vivo.

«Non è un tour di celebrazione ma di festeggiamenti di ciò che mi sono cir­condato in tutti questi anni: c’è un tour molto ciccioso che mi aspetta – ha con­fidato – Sto cominciando a studiare il sound del ‘live’ che durerà non più di tre ore anche se ho un repertorio devastan­te: delle nuove canzoni ci saranno “Pic­nic all’inferno”, “Gigante” e “Cuore mat­to” ma anche “Nata libera” e adatterò il resto del repertorio al nuovo sound».

Pelù tornerà ad esibirsi live da luglio nel­le principali piazze italiane con “Pugili fragili live 2020”: il 3 a Isola di Castello a Legnano (Milano), il 10 in Piazza Ca­stello a Marostica in occasione del Ma­rostica Summer Festival, il 16 in Piazza Castello a Fossano (Cuneo), il 19 alla Banchina S. Domenico di Molfetta (Bari) in occasione dell’Oversound Festival, il 1 agosto al Teatro della Laguna di Or­betello (Grosseto), il 19 in Piazza delle Regioni a Presicce (Lecce) in occasio­ne del Festival I Colori Dell’Olio, il 3 set­tembre al Teatro Romano di Verona per il Verona Folk Festival e porterà avanti anche il suo “Clean Beach Tour” orga­nizzato con Legambiente per sottrarre attivamente e concretamene plastiche e microplastiche all’ambiente.

«Ora più che mai ho cercato di coniuga­re la musica con l’ambiente – ha accen­nato – Devo ringraziare i miei genitori che hanno insegnato a me a mio fratello Andrea di portare via tutto quello che trovavamo davanti a noi, in modo da lasciare i luoghi meglio di come li ave­vamo trovati: è un gesto rivoluzionario. Sulla spiaggia di Sanremo abbiamo tro­vato tanto polistirolo nella sabbia e “Pic­nic all’inferno” mi ha dato l’impulso ad andare avanti verso l’ambiente».

Pelù sarà impegnato in un instore tour per incontrare i fan e presentare il disco nelle principali città italiane: il 23 febbra­io a Il Libraccio Libreria di Firenze (ore 17), il 24 al Semm Music Store & More di Bologna (ore 18), il 25 alla Discoteca Laziale di Roma (ore 18), il 26 a La Fel­trinelli di Napoli (ore 18.30), il 27 allo Sky Stone & Songs di Lucca (ore 18.30), il 28 a La Feltrinelli di Bari in Via Melo (ore 18.30), il 29 a La Feltrinelli di Torino (ore 17.30), l’1 marzo all’Ostello Bello Grande di Milano (ore 16.30).

«Nell’album ho affrontato il tema delle infanzie negate dai carceri minorili, la paura del diverso, l’ambiente, la violen­za sulle donne – ha concluso – C’è tutta la mia incoscienza e la mia progettuali­tà, perché sono istintivo ma razionalizzo tanto per quello che faccio».

 

1 Commento
  1. Fra 9 mesi ago
    Reply

    Piero quando verrai a Taranto? Abbiamo bisogno della tua saggezza e della tua adrenalina .sei troppo forte !!

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