29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 15:43:40

Cronaca News

Coronavirus, Mons. Santoro: «Acquasantiere vuote, comunione distribuita sulle mani»

I consigli dell’arcivescovo a parroci e fedeli

Mons. Filippo Santoro
Mons. Filippo Santoro

Nei giorni scor­si, in occasione dell’inizio del periodo di Quaresima, l’arcive­scovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, è intervenuto anche sull’attuale emergenza sanita­ria.

«La Quaresima comincia in questi giorni con scenari inedi­ti per il nostro Paese e per tanti paesi del mondo. Stiamo viven­do un’emergenza sanitaria che desta molte preoccupazioni. Ci capita di scoprirci improvvisa­mente, fragili, vulnerabili e di­sorientati. D’un tratto abbiamo bruscamente riscoperto quan­to siano importanti i luoghi di socializzazione, di istruzione, di quanto fondamentali siano le chiese quali oasi di pace e di preghiera. Penso ai fratelli di alcune regioni del Nord Italia, che si sono ritrovati nell’impos­sibilità di frequentare la messa, di celebrare il sacramento del matrimonio o le esequie o di portare i propri figli in orato­rio. La comunità cristiana, che nel periodo quaresimale ricalca l’immagine del popolo d’Israe­le nell’esodo verso la terra pro­messa, deve trainare tutti nella direzione della comunione, del­la fiducia in Dio, della solida­rietà. La fede è nella sua natura opposta al panico e alla paura e vive la profonda fiducia nel Dio che salva, non fugge via dalla realtà ma trasforma ogni prova, anche la più dura, in occasione di salvezza».

«La nostra Arcidiocesi – ha sottolineato mons. Santoro – si adeguerà con grande rispetto ad ogni indicazione che verrà dal­le autorità competenti. Ad oggi mi sento solo di raccomandare tutto ciò che attiene al buon sen­so, bandendo ogni forma estre­mista dettata dalla disinforma­zione, soprattutto quando certi comportamenti sono causa di allarmismo, di offesa e peggio ancora di razzismo. Consiglio ai parroci di lasciare vuote le ac­quasantiere, di invitare i fedeli a scambiarsi il gesto di pace evi­tando il contatto fisico e che la Comunione sia distribuita sulle mani. In comunione con i nostri fratelli e sorelle che vivono la malattia o l’isolamento il nostro primo compito è quello di pre­gare. Raccomando perciò la pre­ghiera del Rosario, in famiglia e nelle nostre parrocchie, con l’intenzione per i contagiati, per le persone che vivono i disagi correlati, per le istituzioni, per i medici, per gli operatori sanita­ri e per gli scienziati ricercatori. Rechiamoci tutti, anche se solo spiritualmente, con la preghie­ra, nel nostro santuario dioce­sano di Taranto vecchia, dove veneriamo l’icona di Maria Sa­lute degli infermi, la Madonna della Salute. In questo momento particolare abbiamo bisogno di ricorrere alla sua intercessione. A lei affidiamo ogni nostra ne­cessità, a lei affidiamo questo tempo santo. Raccomando a tut­ti, insieme al santo Rosario, la preghiera della Madonna della Salute».

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