17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

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Arci e Sprar Siproimi incontrano gli studenti a Mottola

Al centro temi riguardanti il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

Arci e Sprar Siproimi incontrano gli studenti
Arci e Sprar Siproimi incontrano gli studenti

MOTTOLA- “Il viaggio come bi­sogno di libertà, voglia di cambia­mento o come necessità per fuggire da qualcosa o da qualcuno”. Se n’è parlato a Mottola con i ragazzi del “Lentini – Einstein”, nella bibliote­ca della scuola, grazie a un incontro organizzato da SvegliArci Palagia­no e Sprar Siproimi Koinè sempre di Palagiano, il sistema di protezio­ne per richiedenti asilo e rifugiati. Prima il saluto del dirigente scola­stico Pietro Rotolo, che ha invitato a non farsi prendere “dal panico, dalla paura di viaggiare a causa del Coronavirus”. Dalle parole di Angela Surico, coordinatrice Sprar Palagiano, è emerso come “quella di ricorrere al viaggio sia sempre stata un’esigenza dei popoli per scappare, per trovare nuove terre in cui insediarsi o semplicemente per cercare un cambiamento. Sicura­mente, dietro ogni spostamento, c’è sempre il sogno di una vita miglio­re, tranne che si tratti di scappare dalle guerre: in questi casi si cerca solo di sopravvivere”. Nel mondo, lo dicono i dati dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Uni­te per i rifugiati, ci sono 70 milioni di persone costrette a mettersi in viaggio a causa di guerre, condi­zioni climatiche avverse o per scar­sa disponibilità di acqua. Di questi, 40 milioni vivono come sfollati nel proprio paese, 27 milioni sono rifugiati fuggiti all’estero e tre mi­lioni richiedenti asilo. Insomma, “una drammatica situazione – ha rimarcato la Surico – cui si aggiun­gono le vicende della Siria con sei milioni di sfollati e cinque milioni di persone fuggite all’estero. E poi, la fuga di 2 milioni e mezzo di af­ghani, dei somali e degli eritrei che lasciano il Corno d’Africa per con­flitti e dittature sanguinarie.

Conteh Modou oggi mediatore cul­turale e Mubbashr Khuram bene­ficiario dello Sprar Siproimi Koinè Palagiano hanno raccontato la loro esperienza di fuga, il loro viaggio.

Modou, in Italia da sei anni, è an­ dalla difficoltà di dover bere, di do­ver sopravvivere al sole, cercando ombra sotto il camion rovente che li trasportava come merce. Il viag­gio del pakistano Khuram, invece, è stato soprattutto un viaggio di emozioni: l’unico modo per anda­re avanti è stato quello di affidarsi al “gruppo” che è diventato, poi, la sua famiglia. Ma il viaggio, può essere anche una forma di scoperta di territori e diversi modi di vive­re, così come lo sono tutti i viaggi raccolti in “Mesoamerica”, edito da Antonio Dellisanti, che l’autore Gaetano Appeso, ufficiale di Mari­na, nella stessa occasione ha voluto descrivere agli studenti. Il suo mes­saggio? “Ovunque si vada, il viag­gio non è mai solo geografico, è anche interiore. Un’esperienza che costringe ad affrontare paure, diffi­coltà e incertezze, da cui se ne trae un prezioso insegnamento: viag­giare non solo è scoprire il mondo, è anche scoprire se stessi”.

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