20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

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Rooms: scatti in mostra al Circolo “Il Castello” con Donne Senza Volto

Il 6 marzo il vernissage con la critica Federica Cerami

Rooms: scatti in mostra al Circolo “Il Castello”
Rooms: scatti in mostra al Circolo “Il Castello”

Sarà inaugurata venerdì, 6 marzo, alle 19, al Cir­colo fotografico “Il Castello” (in via Plinio, 85) “Rooms”, mostra delle artiste del collettivo Don­neSenzaVolto sul tema delle stanze come spazi fisici e men­tali, realizzata con il patrocinio della Fiaf (Federazioni italiana associazioni fotografiche).

Madrina del vernissage sarà la critica Federica Cerami, cu­ratrice di mostre e progetti ed esperta di fotografia terapeu­tica, un modo per scoprire se stessi e gli altri attraverso uno strumento, la fotografia, per l’appunto, che oltre ad essere un’arte, un registratore di ricor­di e un mezzo di informazione, può essere considerato un modo di esprimere i sentimenti in un determinato istante.

E di istanti parlano gli scatti di «Rooms» realizzati da Alessan­dra Angeletti (autrice della foto accanto al titolo), Enza Cartelli­no, Silvia Cristofaro, Valeria Di­maggio, Stefania di Tommaso, Maria Michela di Biasi, Fran­cesca Famá, Roberta Laviola (sua la foto di copertina), Leti­zia Lo Prete, Debora Masciavè, Valeria Merlo, Ilaria Morello, Federica Moscatelli, Valentina Pellegrino, Federica Petruzzi, Miriam Putignano, Giulia Qua­ranta, Eleonora Ressa, Nico­letta Spinelli, Federica Fullone e Tiziana Ruggiero. Scatti che al centro hanno stanze intese come luogo fisico delimitato da pareti, oppure come parte di un’interiorità che domanda di rimanere segreta. Le stan­ze possono essere chiuse, o aperte, possono conservare i segreti, le abitudini, le solitudi­ni delle persone che le vivono. Possono custodire mobili e og­getti oppure essere completa­mente spoglie. E talvolta met­tere in comunicazione spazi diversi, l’interno e l’esterno, op­pure i luoghi della veglia e del riposo. Camere nuove e mai abitate prima, appena prese in affitto, a volte condivise con sconosciuti o con bambini che scrivono a penna sui muri, ma anche dimore di anziani, cari­che di cose inutili che non si è riusciti a buttar via.

Le stanze possono anche es­sere cassetti per custodire il ricordo di qualcuno, la bellezza di un gesto. O anche, rappre­sentare luoghi immaginari nei quali ci si nasconde per fuggire dalle aspettative altrui e ripo­sarsi. Dimensioni in cui provare a ritrovarsi, scoprendosi diver­se da come ci si aspettava di essere.

Quella collettivo DonneSenza­Volto è una storia lunga tredici anni.

Ci sono donne, tante donne, che non riescono a esprime­re il loro pensiero. Donne che non hanno un volto, e alle qua­li altre donne hanno scelto di dare un’identità, attraverso la fotografia, raccontandone passioni, emozioni, sensibilità. Queste donne sono le socie del Circolo Fotografico Il Ca­stello di Taranto, che nel 2007 decidono di dare vita ad un’ini­ziativa con la quale esprimere la propria creatività con uno sguardo diverso, una differente inquadratura, un’angolazione tutta al femminile. Il primo pas­so è una “collettiva” che viene simbolicamente inaugurata l’8 marzo 2008. Titolo della mo­stra, “Essere uomini: fotografie di donne”, organizzata nel cen­tro turistico-ricettivo Al Gam­bero, dove vengono esposti circa ottanta scatti realizzati da otto socie.

È il preludio al progetto Donne­SenzaVolto che prende l’attua­le denominazione in occasione della II edizione dell’iniziativa. I significati legati al nome del progetto sono molteplici. Si al­lude ai volti delle partecipanti, che si aggiungono e mutano continuamente nel corso de­gli anni. Ma DonneSenzaVolto comunica anche l’idea che, per esprimere un’opinione, un sentimento, un’immagine, non vi sia bisogno di un viso: sono sufficienti cuore, passio­ne ed emozione, sentimenti che muovono l’iniziativa. E poi, il nome del progetto rivela la necessità di dar voce alle tan­te donne che ancora oggi non possono esprimere liberamen­te il proprio pensiero, al con­trario di quelle che, in passato, hanno potuto dire la loro con quell’impegno e quel coraggio considerati tra i valori fondati­vi della Festa dell’8 marzo. La mostra rimarrà aperta al pub­blico sino all’8 marzo (ore 10-12 e 18-20). Ingresso libero.

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