15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca News

Ex Ilva, «Il modello è l’accordo per Genova»

Gli incontri a Palazzo di Città: prima i parlamentari, poi il sindacato

Ilva, doppio tavolo «Modello Genova»
Ilva, doppio tavolo «Modello Genova»

Una giornata di incontri e di­scussioni. Di confronti. A Palazzo di Città ieri si è affrontato non solo il controverso rapporto tra Taranto e la Fabbrica, l’ex Ilva oggi Arcelor Mittal, ma si è provato a capire come – e se – questo rapporto debba prosegui­re. Andiamo per ordine. In mattinata spazio al tavolo tra l’Amministrazione comunale e i parlamentari ionici; tavolo che “ha raggiunto una generale sintonia sulle esigenze indero­gabili della comunità ionica, sulle azioni da porre in essere a tutti i livelli istituzionali per assicurare il raggiungimento di tali obietti­vi epocali, nelle more di comprendere quali atti formalmente il Governo intenderà adot­tare” si legge nella nota firmata dal sindaco Melucci e dagli onorevoli Cassese, D’Amato (europarlamentare), De Giorgi, Ermellino, Pagano e Vianello. Il tavolo “ritiene ormai che l’unica linea possibile per il bene di Ta­ranto sia quella che conduce ad un accordo di programma come quello adottato a Genova, che non prescinda dalla valutazione dell’im­patto sanitario preventiva. C’è dunque una visione condivisa sullo stop alle fonti inqui­nanti dello stabilimento siderurgico, sulle risorse da garantire alle bonifiche dell’area ionica, alla riqualificazione dei lavoratori e al redigendo Dl Taranto. Misure, queste ulti­me, che devono prescindere dagli esiti della attuale trattativa con ArcelorMittal.

Dovesse mancare la prospettiva dell’accordo di programma con siffatte caratteristiche, il tavolo concorda sulla irrimediabilità della chiusura definitiva della fabbrica ionica. Il tavolo tornerà a confrontarsi in maniera ri­corrente man mano che la vertenza ex Ilva si evolverà”.

“Crediamo che per Taranto e per la Puglia, chiunque sia impegnato per la ricentraliz­zazione del territorio nel dibattito politico e sociale, a prescindere dalle personali ap­partenenze politiche e dal ruolo che riveste nel proprio quotidiano, debba perseguire gli stessi intendimenti. L’obiettivo ora dovrà es­sere comune perché già in passato, chi aveva potere decisionale su Taranto ha continuato ad appoggiare le becere politiche unicamen­te a vantaggio della fabbrica, il tutto a sfavo­re della città e dei suoi abitanti. Cosi come abbiamo messo fine all’odiosa immunità pe­nale in maniera trasversale, ora occorre la­vorare in sinergia per Taranto. Auspichiamo che tutte le forze politiche e sociali a prescin­dere dal ruolo convergano in questo percor­so” hanno voluto specificare successivamen­te i deputati 5 Stelle che hanno partecipato all’incontro. “Intendiamo ribadire le nostre proposte, anche come esempio di chiarezza nei confronti di tutti gli interlocutori coinvol­ti, a cominciare dal nostro gruppo parlamen­tare”, aggiungono, elencando i punti per Ilva: “Si propone quindi la chiusura delle fonti inquinanti previo accordo di programma sul modello genovese, con l’intento di pianifica­re la chiusura dell’area a caldo; conseguen­temente il rafforzamento dell’area a freddo con mantenimento dei livelli reddituali dei lavoratori in esubero tramite il reimpiego per le bonifiche, lavori di pubblica utilità, nuove opportunità lavorative e buonuscita. Occorre quindi una Valutazione del Danno Sanitario preventiva, realizzata in base alle linee guida VIS. Ovviamente non accetteremo nessun nuovo decreto Salva Ilva”. “Su Taranto – con­cludono – oltre alle singole proposte che ab­biamo già rappresentato al Governo non solo nell’ambito del Cantiere Taranto, ribadiamo l’importanza di proseguire sulla linea della riconversione economica, grazie agli stimoli e all’impegno di un commissario straordi­nario che sia in grado di realizzare una pia­nificazione e quindi un cronoprogramma di breve, medio e lungo termine, il quale altresì possa reperire risorse attingendo a fondi in ambito Mef e ministero per il Sud. Inoltre il Fondo di transizione equa non dovrà essere usato per salvare l’Ilva ma per sostenere un processo di cambiamento socio-economico a lungo termine”.

“Se Taranto, attraverso il suo sindaco, chiede aiuto perché il Governo, sia in fase di accor­do con Mittal che di predisposizione di un decreto per Taranto, tuteli la salute e l’occu­pazione dei tarantini, mi troverà sempre al suo fianco pronta a dare il massimo supporto all’obiettivo e a ogni costo. La Regione Pu­glia può e deve supportare questa richiesta e il M5s Puglia è pronto. Bisogna lavorare in sinergia, perché il bene di Taranto va oltre l’appartenenza politica” le parole della can­didata presidente pentastellata alla Regione Puglia Antonella Laricchia e il consigliere regionale Marco Galante in seguito all’in­contro.

“Apprendiamo da fonti di stampa che il Mise e i Commissari di Ilva SpA in AS sarebbe­ro pronti a sottoscrivere con ArcelorMittal, in vista dell’udienza del prossimo 6 marzo presso il Tribunale di Milano, un accordo le cui basi non sembrano garantire gli interes­si della comunità ionica, né mai sono state oggetto di un minimo di confronto con la città di Taranto” aveva in precedenza di­chiarato il sindaco Rinaldo Melucci: “Non sembra, per quanto circola in queste ore sul punto, che alcuna delle parti di cui si com­pone questo accordo sia volta ad accogliere la richiesta sentita dai cittadini di Taranto e anche da una gran parte dei lavoratori dello stabilimento siderurgico di chiusura rapida di tutte le fonti inquinanti, di predisposizione di un accordo di programma mutuato dall’a­nalogo strumento adottato per Genova già venti anni fa, di reimpiego dei lavoratori in esubero in attività di bonifica del territorio o socialmente utili. Oggi l’Amministrazione comunale e la comunità tarantina invitano il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli a non procedere ad una siffatta stipula, senza un previo serio confronto con la cittadinanza su temi così sensibili. Al pari, l’Amministrazione comunale e la comunità  tarantina chiedono pubblicamente al Mini­stro dell’Economia e delle Finanze Rober­to Gualtieri di fornire adeguata e urgente informazione sulle coperture del presunto ‘Dl Taranto’ e garantire che esse non siano subordinate agli esiti di un accordo capestro per la città sullo stabilimento siderurgico”.

“Il sindaco Melucci investa preventivamente il Consiglio Comunale su tutte le decisioni riguardanti i delicati rapporti tra città, Ilva in A. S. e ArcelorMittal” è quanto chiedono, in queste ore decisive per il futuro della città e dello stabilimento siderurgico, i consiglieri comunali Stefania Baldassari e Marco Nilo, “a maggior ragione dopo l’ordinanza emessa dal primo cittadino che impone all’azien­da di eliminare le emissioni nocive entro 30 giorni pena la chiusura”. I commissari di Ilva in Amministrazione Straordinaria hanno subito annunciato l’impugnazione del provvedimento. “L’ordinanza del sindaco – spiegano Baldassari e Nilo – quanto alle finalità ci trova pienamente d’accordo. La difesa da qualsiasi tipo di emissione poten­zialmente inquinante non ha colore: ognuno di noi deve essere impegnato in tal senso uti­lizzando tutti gli strumenti normativi a di­sposizione. Quello che non comprendiamo è come possa coesistere lo strumento della or­dinanza contingibile ed urgente con la previ­sione di rinviare l’applicazione e la efficacia della stessa alla esecuzione dei diversi inter­venti e attività previste. Se c’è l’urgenza ed il pericolo grave ed imminente, segnalato e corroborato da indicazioni scientifiche e tec­niche univoche, occorre intervenire subito”.

A riunirsi nel pomeriggio di ieri, sempre a Palazzo di Città, è stato poi il tavolo per lo sviluppo, che ha visto la partecipazione, ol­tre al civico ente, della Provincia di Taran­to, della Camera di Commercio di Taranto, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Io­nio e delle confederazioni sindacali provin­ciali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb e Confsal. L’esito è apparso meno ‘drastico’ rispetto al tavolo del mattino. Probabilmente, avrà in­ciso la presnza del sindacato. Luci puntate sulle questioni relative al cosiddetto “can­tiere Taranto”, con i partecipanti che hanno dichiarato “la disponibilità a ricercare una solida posizione unitaria in vista della con­vocazione del Cis Taranto del prossimo 5 marzo e, naturalmente, hanno discusso lun­gamente dell’attualità delle iniziative di Go­verno in relazione alla vertenza ex Ilva, po­nendo l’accento sulla centralità delle istanze provenienti in questo momento dal mondo del lavoro e delle imprese”. Non è escluso, peraltro, che alla vigilia del 5 marzo, venga sottoscritto l’accordo tra governo e Arcelor Mittal per mettere fine alla causa civile e porre le basi per i futuri assetti industriali dell’azienda. Dal Comune si sottolinea che “pur necessitando il tavolo di ulteriori ap­profondimenti sui contenuti e sulle soluzio­ni, che non potranno che vedere da subito il coinvolgimento delle singole categorie, nella previsione di eventuali intese, è stato espresso l’unanime richiamo al Governo ad un preventivo confronto e alla condivisione, oltre che con le parti sociali, anche con la comunità ionica e gli enti locali” è quanto comunicato dallo stesso Comune in una nota che porta le firme, oltre che del sinda­co, di Antonio Castellucci (Cisl), Giancarlo Turi (Uil), Paolo Peluso (Cgil), Franco Rizzo (Usb), Salvatore Mattia (Confsal), Alessan­dro Calabrese (Ugl), Sergio Prete (Autorità di Sistema Portuale), Luigi Sportelli (Came­ra di Commercio), Piero Bitetti (ente Provin­cia di Taranto). A protestare è stata la Fim, sigla metalmeccanica della Cisl: “Il sindaco ha escluso dal confronto le categorie di Fim, Fiom e Uilm, chiamate dalle rispettive sigle confederali per offrire un supporto adegua­to al tavolo. Dal sindaco di Taranto non ci saremmo mai aspettati un atteggiamento simile, considerata la trasparenza più volte richiesta dallo stesso primo cittadino. Im­pegnarsi per la risoluzione di una vertenza così complessa come quella dell’ex Ilva è no­stro dovere. Non accettiamo che un sindaco escluda dal confronto chi la fabbrica la vive quotidianamente, accanto ai lavoratori e ai cittadini” ha dichiarato Michele Tamburra­no, segretario generale Fim Cisl Taranto.

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