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Combattere la psicosi da virus con la cultura

La “scommessa” di Legacoop Puglia

Un libro
Un libro

Emergenza Coronavirus, una cura per il Covid-19 (è il nome del­la malattia) ancora non c’è, ma per la psicosi indotta, che rischia di imbarbarire anche i rapporti sociali, sì. Più di una. La cultura, per esempio. E’ la scommessa che Legacoop Puglia inten­de giocare proponendo “Il contagio della Cultura”, una iniziativa a valenza regiona­le presentata a Bari in una conferenza stampa.

Il settore della cultura, infat­ti, è uno dei più colpiti dal­la paura: cancellazione di spettacoli ed eventi culturali in genere; chiusura di musei e chiese che ospitano ca­polavori o sono capolavori esse stesse; rinvii di mostre e di presentazioni di libri; chiusura dei teatri… Insieme col turismo, vittima principa­le, la cultura ha ricevuto un colpo durissimo.

“A questo contagio – afferma Vittoria De Luca, responsa­bile di Culturmedia Puglia, il settore di Legacoop che riu­nisce le cooperative cultura­li, creative e della comunica­zione – noi rispondiamo con un altro contagio dal basso, come è nella nostra natura, che è quello di promuovere attività di micro-eventi sul territorio per continuare ad incontrarsi, a svolgere le no­stre vite. Si può aderire alla campagna con tre diverse azioni: “Creo”, rivolta a ope­ratori culturali che vogliono promuovere un micro even­to; “Accolgo” destinata ad enti del territorio che metto­no a disposizione un piccolo spazio; “Promuovo” è l’azio­ne rivolta a istituzioni o orga­nismi di rappresentanza che vogliono sposare questa campagna e promuoverla grazie ad un’azione diffusa”.

Per ciascuno di questi par­tecipanti è stato predisposto un format che è necessario inviare a legacoop@legapu­glia.it. Per maggiori infor­mazioni e per appoggiare la campagna è a disposizio­ne il numero telefonico 327 8224590. Ad appoggiare la campagna in prima fila c’è la cooperativa Radici Futu­re “che rilancia – come ha evidenziato in conferenza stampa il suo presidente, Leonardo Palmisano, vi­cepresidente nazionale di Culturmedia – mettendo a disposizione i propri autori, il proprio know how nell’or­ganizzazione di eventi e una scontistica forte per riempi­ re con le parole il vuoto ge­nerato dalla paura del con­tagio”.

Un vuoto che ha conseguen­za pesanti: una stima di Fe­dervivo su dati SIAE, infatti, ci racconta – rileva Legaco­op Puglia – di una perdita ad oggi pari a 10,1 milioni di euro al botteghino e la cancellazione di oltre 7.400 spettacoli nella settimana in corso (fino al 1 Marzo). A pagarne le conseguenze sono le compagnie teatra­li, le imprese e gli operatori culturali che operano sull’in­tero territorio nazionale. Lo stesso trend negativo, senza distinzione territoriale, sta colpendo il settore turistico, con la cancellazione delle prenotazioni nelle struttu­re di accoglienza turistica e un complessivo calo stima­to intorno al 40%. Più in ge­nerale, le inquietudini delle persone coinvolte e le pre­occupazioni imprenditoriali, in generale compromettono la vita futura del settore cul­turale in Italia. “In tutto il ter­ritorio nazionale – evidenzia Legacoop – visite culturali e didattiche, viaggi di istru­zione, fiere, eventi di promo­zione della lettura, soggiac­ciono a molteplici disdette, spesso non giustificate dallo stato di emergenza e oltre qualsiasi cautela disposta dalle autorità. Senza dubbio, accogliamo positivamente l’attenzione da parte delle Istituzioni nell’affrontare le conseguenze originate dalla congiuntura “Coronavirus”, su un sistema di imprese strategico per il futuro del Paese. Salutiamo con sod­disfazione la preannunciata proposta del Governo sul predisporre strumenti di tu­tela a favore delle imprese e, soprattutto, dei lavoratori della cultura, dello spetta­colo e del turismo. Peraltro, convenendo sull’istinto co­struttivo degli operatori dei settori culturali, non possia­mo immaginare un ulteriore periodo di attesa, di arresa o di silenzi, sopratutto in una fase in cui siamo tutti impe­gnati a costruire una nuova, più coesa comunità”.

“Il Contagio della Cultu­ra – ha concluso Palmisano – non è la risposta al virus. E’ la risposta alla sindrome della paura che sta spaven­tando in modo esagerato le persone e sta contraendo le opportunità di mercato di un settore molto complesso e articolato come quello della cultura. La reazione è quella di creare una rete di opera­tori dentro la cornice della campagna che stiamo lan­ciando oggi, che altro non fa che integrare diverse possi­bilità di creare, promuovere e produrre cultura all’interno di territorio, luoghi, spazi, anche inusuali per costitu­ire un embrione di società colta e pensante. Questa macchina, finita la quaran­tena mediatica, non si fer­merà: e ci potrà consentire, anche dopo l’emergenza, di raggiungere anche i pic­coli territori che sono fuori dai grandi circuiti dei grandi eventi”. La campagna, dice­vamo, ha valenza regionale, e ad essa hanno già aderito importanti cooperative im­pegnate in vari settori cultu­rali, tra le quali la tarantina Museion (tra le altre, Radici Future, Teatro Koreja, coop Quisalento e PazLab di Lec­ce, 29Nove di Cutrofiano, Teatro Abeliano e coop Ex­perience di Bari).

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