12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

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«Il Parco delle Gravine sia una opportunità»

Appello lanciato da Marescotti, Anzolin e Valentini dall’omonimo coordinamento provinciale

Gravine
Gravine

“Il Parco delle Gra­vine deve diventare una oppor­tunità”. E’ l’appello di Marinella Marescotti, Preneste Anzolin e Valentino Valentini.

“In occasione dell’incontro del pre­sidente Emiliano con gli agricoltori del Tavolo Verde- scrivono i tre in una nota- gli abbiamo consegnato un nuovo documento con il quale, nel ricordare l’ormai intollerabile tempo trascorso dalla formale isti­tuzione del Parco Regionale della Terra delle Gravine, si torna a chiedere alla Regione un interven­to deciso e risolutivo.

Nonostante la formale istituzione con la L.R. n° 18 del 2005, il Par­co è di fatto rimasto sulla carta per innegabili responsabilità della Pro­vincia di Taranto (Ente di gestione nella fase di transizione) che, non solo non ha proceduto agli adempi­menti per l’istituzione degli Organi di gestione definitivi e l’adozione del Piano Pluriennale Economico-Sociale del Parco, ma non è stata neanche capace di spendere i soldi assegnati dalla Regione.

Ma in questi 14 lunghi anni di vo­luto immobilismo, non si sono mai fermate le azioni demolitrici degli – da sempre – oppositori del Parco, con sponde politiche trasversali in Regione, da ultimo l’approvazione (trasversale) della L.R. n° 52 del 1° dicembre 2017, tra l’altro, stabilisce la possibilità, sentiti i comuni, di ri­vedere ancora “.. La perimetrazio­ne del Parco … utilizzando (fanto­matici) confini certi, …sia per la zona 1 che per la zona 2”. Il vero obbiettivo è ridurre al nulla il Par­co, attestandolo solo sulla zona 1 su beni come boschi e solchi gravina­li già ampiamente salvaguardati.

E’ certamente auspicabile che i confini del Parco siano esattamen­te individuabili- continuano Mare­scotti, Anzolin e Valentini- cosa che chiediamo da anni, ma non può e non deve essere l’alibi per riperimetrarlo in modo riduttivo, tanto più che è proprio la zona 2, dai vincoli più attutiti, che ospita le attività antropiche tradizionali, con l’obiettivo di valorizzarle.

D’altra parte, il concreto decollo del Parco delle Gravine è impre­scindibile, se si vuole ripensare per Taranto e la sua provincia il presente e il futuro, partendo dai suoi punti di forza: il paesaggio, la cultura, la posizione, il clima, la simbiosi tra la natura e l’opera dell’uomo. Taranto e la Terra del­le Gravine eccelle in tutti questi aspetti e “Matera capitale della cultura europea 2019”, per esem­pio, poteva essere una occasione preziosissima: purtroppo sprecata, per colpa di ritardi, omissioni e op­portunismi politici.

La L.R. 52/2017 introduceva anche un’altra novità: la gestione del Par­co affidata a un consorzio costitu­ito dagli enti locali interessati, che si sarebbe dovuto costituire entro 60 giorni dall’approvazione della legge: di mesi ne sono passati 26, ma gli Enti Locali sono fermi al palo.

E ad accelerare l’iter non è servi­ta neanche la riunione svoltasi lo scorso 14 novembre 2019 (presenti solo 7 dei 16 Enti interessati) pres­so l’Assessorato regionale, nella quale ci si concordò di approvare quanto prima lo Statuto del Con­sorzio e tenere la prima riunione dell’assemblea consortile entro il 31 dicembre 2019, anche per l’in­dividuazione della sede del Parco.

Anche questo ulteriore termine è spirato, senza che nulla sia accadu­to, se non l’approvazione dello Sta­tuto del Consorzio da parte di solo 4 Comuni (da quanto è dato sape­re), a cui va dato atto dell’impegno

Per queste ragioni- concludono Marinella Marescotti, Preneste Anzolin e Valentino Valentini del Coordinamento provinciale peri l Parco delle Gravine- siamo tornati a chiedere al presidente Emilia­no e all’assessore Pisicchio che si prenda atto dell’immobilismo della Provincia sin dalla costituzione del Parco e dell’ennesimo ritardo degli Enti Locali nella costituzione del Consorzio e si nomini con urgenza un Commissario, adottando i po­teri sostitutivi, come previsto dalla stessa L.R. 18/2005; si renda con urgenza obbligatoria l’adozione dei sistemi informatici per il puntuale rilevamento dei confini del Parco da parte di chi pratica attività ve­natoria ed altre attività vietate nel Parco e nelle fasce di rispetto”.

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