11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

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Lizzano, l’anno giubilare della Passione

Promosso da Pietre Vive onlus un ricco programma per omaggiare la 50a edizione

Associazione “ Pietre Vive Onlus”
Associazione “ Pietre Vive Onlus”

LIZZANO – Domenica 1 mar­zo l’Associazione “ Pietre Vive Onlus” ha avviato ufficialmente l’Anno Giubilare della Passione – 2020 . Un intero anno, inaugurato la prima domenica di Quaresima 2020. Un anno dedicato all’even­to più tragico e vissuto in prima persona, legato alla personalità che maggiormente ha spianato la strada al cristianesimo, ossia Gesù Cristo, pagando con la propria vita.

Pie­tre Vive, ispirata liberamente al “ Giubileo straordinario della reden­zione” del lontano 25 marzo 1983 , è pronta ad inaugurare un ricco incubatore, nonché attrattore cul­turale, realizzato da un interessante numero di eventi che andranno ad arricchire, a cadenza specifica, il cartellone artistico redatto appo­sitamente per la redenzione giubi­lare. La ricca rassegna si inaugura con un grande ritorno della rievo­cazione filologica de “ La Passio­ne di Gesù Cristo ”, che il 5 aprile 2020 festeggia la singolare 50^ edi­zione. A celebrare la Santa Messa delle ore 18.00, presso il Convento “ San Pasquale Baylon ” di Lizza­no, è stato don Francesco Simone, il quale segna un grande ritorno nella grande performing art a cielo aperto di Lizzano, proprio perché secondo il grande albo d’oro di Pietre Vive, lo stesso Simone, oggi direttore del MuDi (Museo Dioce­sano di Arte Sacra di Taranto) ha interpretato il ruolo di Gesù nella 31^ edizione del 2001. Nel conven­to francescano, una location molto cara alla comunità locale, la gran­de famiglia di Pietre Vive ha fatto immergere i presenti in un viaggio sensoriale, dedicato ai ricordi e alle forti emozioni. Don Francesco, ha ricordato la sua esperienza passa­ta, legata alla sua “Passione ”.

Alla santa celebrazione era presente anche don Pompilio Pati, parroco del Convento, nonché, padre spi­rituale di Pietre Vive. Da una nota stampa di Vincenzo Ludovico si evince che, Angelo Nisi, presi­dente dell’Ass. “Pietre Vive ” ha esordito, inaugurando l’incontro: « Si inaugura così l’Anno Giubilare della Passione 2020 e lo facciamo con una persona a noi molto cara, don Francesco Simone, col qua­le avviamo un anno preparatorio, adeguato all’accoglimento di Gesù, nei nostri cuori. La cadenza sarà ogni domenica, con le cosiddette Domeniche di Passione. Un inte­ressante percorso, grazie al quale ci avvicineremo al clou della set­timana santa, con la realizzazione della Passione i Gesù Cristo e di tutto ciò che ne consegue ». Pun­tualizza Nisi: « Il ricco programma quest’anno è redatto per omaggiare la 50^ edizione della sacra rievoca­zione filologica, davanti agli occhi del Signore, vogliamo offrire nella semplicità ma con la consapevo­lezza che da 50 edizioni, si è com­piuto un vero miracolo nella nostra comunità. Un miracolo reso grazie da un gruppo di giovani che nell’a­prile del lontano 1971 volle mettere in scena, la prima rappresentazione della Passione, spinti per l’amore di Cristo crocifisso. Nel corso del tempo, quei giovani sono diventati le donne e gli uomini del presen­te, i quali non hanno mai smesso di alimentare il proprio amore per questo evento religioso ».

Conclude il presidente di Pietre Vive « La nostra mission è quella di rafforza­re questo segno distintivo per tutta la comunità di Lizzano, un segno distintivo che porta a livelli supe­riori la cultura e la storia del nostro territorio, già ben consolidata ». Il clou della rassegna, sarà raggiunto grazie ad un convegno di insigni relatori, che andrà a presentare, uf­ficialmente, la 50^ edizione de “La Passione di Gesù Cristo ” a Lizzano e ancor più importante sarà la visita pastorale dierll’arivescovo .Filippo Santoro. E con questa impeccabile presentazione dell’evento, si avvia verso i lavori don Francesco Simo­ne, il quale ha dichiarato: « Ero al 4° anno del Seminario a Molfetta, al di là dell’inconveniente logisti­co, ma ricordo con chiarezza, che prima di accettare questa sfida, at­tesi un bel po’ proprio perché non avevo mai preso parte alla rappre­sentazione scenica della Passione. Ricevere la richiesta di interpretare il personaggio principale, fu un im­patto forte ». Sottolinea il Diretto­re del MuDi: « Decisi, dunque, di accettare e vissi una vera e propria quaresima, chiuso in seminario, a studiare il testo. Man mano che lo interpretavo, mi suscitava una serie di interrogativi sia sulla dimensio­ne umana della Passione di Gesù, che ingiustamente è stato costretto a subire le pene fisicamente cru­deli ». Prosegue: «Già questo per me rappresentò un grande impatto personale e mentre intraprendevo il cammino del sacerdozio, i dub­bi e gli interrogativi mi assalivano sempre di più. Mi chiedevo se fossi, realmente, degno di rappresentare la figura di Gesù nel ministero del sacerdozio. Il contatto con quella esperienza, alquanto, singolare, mi fece percepire ancora di più la grandezza di Gesù, di quell’uomo esposto a qualcosa di veramente disumano, per dimostrare il suo amore nei confronti del genere umano». Altro momento sugge­stivo il “Rito della Promessa” da parte dei Gifrini della Fraternità “GiFra Lizzano” (Gioventù Fran­cescana).

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