22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto, chiesto il rinvio delle udienze

La Giustizia ai tempi del Coronavirus


Una udienza del processo Ambiente Svenduto

La Giustizia ai tem­pi del Coronavirus fra paure, sta­to di agitazione e rinvii. Dopo lo stop delle udienze di questa setti­mana ormai conclusa, c’è il serio rischio di un ulteriore rinvio per il processo Ambiente svenduto.

I difensori degli imputati, parte dei quali provenienti da Lom­bardia ed Emilia Romagna, han­no chiesto alla Corte d’assise di Taranto il rinvio delle prossime udienze dibattimentali in ca­lendario il 9, 10, 11, 16, 17 e 18 marzo, con un differimento di almeno 15 giorni in considera­zione dell’aggravarsi dell’epide­mia. Nell’istanza si fa riferimen­to anche ad un componente del collegio difensivo ricoverato in isolamento nel reparto infettivi dell’ospedale “Moscati” di Taran­to per accertamenti. L’avvocato è stato nel frattempo dimesso, per­ché i test sono risultati negativi. Il legale, un pugliese che opera a Bologna, aveva fatto ricorso alle cure mediche nel pomeriggio di martedì scorso, quando si è ritro­vato con la febbre. Il ricovero si era reso necessario in considera­zione dei contatti che l’avvocato aveva avuto nei giorni precedenti con esponenti del Consiglio re­gionale dell’Emilia Romagna en­trati a loro volta in contatto con i due assessori risultati positivi al tampone. Come detto, tutto risol­to. L’avvocato sta bene ed è stato dimesso.

A questa situazione si aggiunge la presenza, non solo nel collegio difensivo ma anche fra i testimo­ni e i periti, di professionisti pro­venienti da città a ridosso dalle zone rossa e gialla o che hanno frequentato gli uffici giudiziari di Milano o di Lodi. Queste ultime circostanze erano all’origine del­la richiesta di rinvio, presentata dagli avvocati dei Riva e di altri imputati, parzialmente accolta martedì scorso dal presidente del­la Corte d’assise Stefania D’Erri­co (la richiesta di slittamento era di due settimane e ne è stata ac­cordata una).

A distanza di alcuni giorni, il numero dei soggetti risultati po­sitivi si è esteso in diverse regioni e il rischio di contaminazione è reale come dimostra il caso re­gistrato al Tribunale di Napoli, un legale campano proveniente da Milano ricoverato in condi­zioni serie. Per questo civilisti e penalisti sono in stato di agita­zione dopo l’astensione indetta dall’Organismo congressuale fo­rense a partire da ieri fino al 20 marzo; iniziativa a cui ha aderito anche l’Ordine degli avvocati di Taranto. Provvedimenti per la li­mitazione dell’attività giudiziaria a questioni urgenti e indifferibili e accorgimenti tesi a scongiurare il rischio di infezione sono stati adottati nei giorni scorsi in diver­se sedi giudiziarie. Nella sezione distaccata di Taranto della Corte d’appello di Lecce, su disposi­zione dei presidenti Giovanna de Scisciolo e Antonio Del Coco, le udienze penali in calendario dal 9 al 30 marzo si terranno nell’au­la della Corte d’assise le cui di­mensioni consentono di evitare sovraffollamento. Come in altre sedi giudiziarie anche in quella di Paolo VI lo svolgimento delle udienze è scaglionato in diverse fasce orarie.

Il dibattimento di Ambiente sven­duto si tiene nell’aula bunker della vecchia sede della Corte d’appel­lo dove non si rischia il sovraffol­lamento sia per l’ampiezza sia per l’assenza di pubblico nella quasi totalità delle udienze. Le con­dizioni sono sicuramente meno problematiche ma questo non rappresenta una garanzia contro i rischi di diffusione del virus. La ripresa del dibattimento è stata fissata, m artedì s corso d al p re­sidente D’Errico, per lunedì 9. In quell’udienza ci sarà la decisione della Corte sulla nuova istanza depositata ieri in cancelleria dagli avvocati e quindi sulla ripresa del processo contro 47 imputati (fra cui tre società) con imputazioni che vanno dal disastro ambientale e reati contro la pubblica ammini­strazione.

Il Coronavirus potrà allungare i tempi del processo ma non inci­derà sulla prescrizione. Infatti il decorso dei termini resta sospeso fino al ritorno in aula sia su richie­sta dei legali sia su disposizione del presidente come avvenuto per lo stop dei giorni scorsi.

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