08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

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Dal pane fresco a quello congelato

Pane
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Pensare di mettersi a tavola e mangiare senza che ci sia l’ac­compagnamento del pane, pare che sia per molti una condizio­ne impossibile da realizzare. In effetti, il pane è tra i pochi alimenti che non mancano mai durante i pasti e che mangiamo con tale frequenza, abbondanza e piacere che è impensabile im­maginare un pasto senza la sua presenza al centro della tavola. Un tempo il pane era il tipico prodotto casalingo, impastato a mano usando solo farine di grano duro e lievito madre. Il pane di un tempo veniva cotto in forni a legna al mattino pre­sto ed aveva un tipico sapore, cosi caratteristico, che oggi si stenta a ritrovare inalterato. Il pane, inoltre, veniva prodotto in forme anche molto grandi e consumato lentamente, poiché era in grado di durare anche diversi giorni.

Seppure si secca­va ed induriva non veniva mai buttato, ma ritrovava nuova vita nel latte caldo al mattino al ri­sveglio oppure alla sera prima di mettersi a letto dopo cena. Sicuramente l’associazione del latte e del pane rendono mol­to dal punto di vista calorico, soprattutto se si aggiungeva al dopo cena, ma non dobbiamo dimenticare che un tempo le calorie che si bruciavano ogni giorno erano decisamente di più di quelle che consumiamo noi oggi. Un tempo ci si muo­veva sempre a piedi, vi era una sola auto in famiglia, magari usata solo la domenica, non c’e­rano ascensori o scale mobili, non c’erano le e-mail e si usciva per imbucare la lettera oppure per telefonare alla cabina telefo­nica. Non c’erano i termosifoni e l’inverno il tremore del corpo era una condizione quasi nor­male, utile a riscaldare il corpo.

Tutto ciò consentiva di consu­mare molte calorie durante il giorno, così da rendere neces­sario il loro recupero in diversi momenti della giornata. Il pane che oggi mangiamo non è esat­tamente lo stesso di un tempo, a cominciare dai panifici che proprio recentemente hanno modificato la loro definizione attraverso il decreto intermini­steriale n°131 del 01/10/2018, che disciplina anche la denomi­nazione di pane fresco e pane conservato. Per definizione il pane fresco è il pane preparato secondo un processo di produ­zione continuo, che non superi le 72 ore complessive, sino alla sua messa in vendita e che non abbia interruzioni di nessun tipo, come il congelamento. Di­versamente, il pane conservato, di lunga durata e non preimbal­lato deve riportare una apposita dicitura che descriva il metodo di conservazione utilizzato e le eventuali modalità di consumo e di conservazione successiva all’acquisto. Questo pane deve, inoltre, essere messo in vendita in scomparti diversi da quello fresco. Pertanto, è bene infor­marsi per conoscere esattamen­te il tipo di pane che ci accin­giamo a consumare durante i nostri pasti quotidiani.

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