28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cultura News

Maarten van Aalderen, l’olandese del sud Italia

Il giornalista è corrispondente del quotidiano “De Telegraaf”

Maarten van Aalderen
Maarten van Aalderen

Maarten van Aalderen, giornalista olandese corrispondente del maggior quotidiano “De Telegraaf” da oltre vent’anni, è sta­to premiato con il Neruda Award nel 2017 nel teatro Comunale di Crispiano.

«Ho un ottimo ricordo delle giornate con voi. L’atmosfe­ra era bella, la compagnia ottima.

C’erano molte persone du­rante la premiazione. Tra le tante conosciute, ricordo il Sindaco (Egidio Ippolito, all’epoca sindaco di Crispia­no), un uomo molto dinami­co che crea costumi molto particolari per il carnevale», mi dice Maarten, ricordando la seconda edizione del pre­mio istituito dall’associazio­ne culturale “Pablo Neruda” per raccontare la bellezza e dedicare una serata, tra mu­sica e poesia, a tante belle storie di protagonisti di vari settori.

Il giornalista olandese che vive da metà della sua vita in

Italia, è stato scelto, oltre che per la sua professiona­lità ed il suo ruolo importan­te, per quattro anni, di pre­sidente della stampa estera in Italia, soprattutto per aver scritto due libri sul nostro paese, oggi anche il suo.

Da attento osservatore, con il rigore scandinavo ed il cuore meridionale, ha mes­so sotto la lente particolare dei suoi colleghi giornalisti stranieri il paese Italia, inter­vistandone venticinque, tre­dici donne e dodici uomini.

Nasce così un “canto co­rale di pareri, sensazioni, esperienze che raccontano di una terra meravigliosa”, titolo, “Il bello dell’Italia”, il Belpaese visto appunto dai corrispondenti della stampa

estera.

Cambia il nome ed il paese di provenienza, dalla Germania alla Turchia, dalla Russia alla Svezia, dalla Grecia all’Au­stralia, tutti raccontano un plus, una qualità del nostro paese.

«Tutto quello che è buono, tutto ciò che funziona non fa notizia.

(…) Il giudizio degli stranieri sull’Italia è spesso più posi­tivo rispetto a quello che gli italiani danno di loro stessi.

I giornalisti stranieri che vi­vono qui da molti anni sono tutti osservatori attenti ed hanno un ruolo da prota­gonisti nella trasmissio­ne dell’immagine dell’Italia all’estero», scrive l’autore nella prefazione al libro.

Questo racconto corale del­la bellezza italica ha avuto reazioni erecensioni molto positive.

Tante le eccellenze focaliz­zate dai giornalisti stranieri:

la creatività innata nella cul­tura italiana e quindi la ca­pacità di venir fuori dalle situazioni più difficili, anche l’ironia, la satira ed il senso dell’umorismo, la solidarie­tà, il cibo, la buona tavola e l’essere conviviali.

Accanto a queste caratteri­stiche, da sottolineare an­che luoghi e ricordi unici, come la Comunità di Sant’E­gidio, la moda italiana, il vino come carattere e speci­ficità del territorio, lo stivale strategico a livello storico e culturale nel Mediterraneo, il fascino di Stromboli, Pantel­leria, la scuola e l’istruzione, il nostro cinema, il patrimo­nio artistico e la bellezza­della lingua italiana, e tante tante altre positività.

Maarten ha conosciuto l’Ita­lia da piccolo perché veniva in vacanza con i suoi geni­tori a Rimini e Cesenatico. Amante del calcio (tifa Ajax), da bambino sognava come tutti i ragazzi di emulare il grande Johan Cruijff.

I suoi studi sono filosofici, con laurea presso l’Universi­tà di Utrecht e poi dottorato di ricerca a Firenze. Il meto­do di studio gli è stato molto

utile per il giornalismo.

Vive felicemente a Roma sposato con una italiana.

Il secondo libro “Talenti d’I­talia” è il seguito del primo, dando quasi una risposta editoriale alle tante doman­de di quando in giro per l’I­talia, dal nord al sud, molti ponevano una domanda concreta, “Cosa fare per i giovani che se ne vanno dall’Italia?”

Risposta dell’autore: «Un grande paese come l’Italia per riprendersi ha bisogno di valorizzare i propri talen­ti».

Ventuno storie di giovani uomini e donne, attraverso le regioni italiane, per de­scrivere storie di inventori, scienziati, ricercatori, spor­tivi, di piccoli imprenditori di se stessi, dal cinema alla sartoria, dalle biotecnologie alla musica ed al canto liri­co, alla ricerca, alla terra.

E quale il filo conduttore che unisce queste storie di gio­vani che hanno preferito re­stare, scommettere sul pae­se e su se stessi?

A leggere e rileggere, quasi studiare i ventuno racconti di Maarten van Aalderen ci sono delle specificità che da vecchio esperto di piccola impresa mi piace sottoline­are: determinazione, sacrifi­cio, creatività, passione, vo­lontà, anche caparbietà ed un pizzico di fortuna.

Questi gli ingredienti base da mischiare con il talento settoriale di queste storie che sono un altro bel bigliet­to da visita per il paese Ita­lia.

Innegabile che il pubblico ed il privato devono investire in questi e tanti, tanti altri gio­vani, grande risorsa per la nostra società ed economia. Lo chiedono questi Talenti.

È stato un piacere ed un onore raccontare ed asse­gnare il Neruda Award al giornalista Maarten van Aal­deren che realizza articoli, libri, conferenze con il rigo­re del nordico e con il cuore del meridionale.

A lezione di positività!

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