03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 03 Dicembre 2020 alle 06:55:48

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«Perchè blocchiamo il nostro pallone»

L’intervento del presidente della Lega Nazionale Dilettanti

Cosimo Sibilia
Cosimo Sibilia

Ritengo doveroso rivolgermi a tutti coloro che, a vario tiolo – calciatrici e calciatori, allenatrici ed allenatori, dirigenti, medici, massaggiatori, collaboratori – fanno parte della grande famiglia del calcio dilettantistico italiano.

Credo sia necessario, infatti, – a prescindere da quanto indicato nel Comunicato Ufficiale che ri­porta il provvedimento – chiarire le motivazioni che hanno portato il Consiglio Direttivo, riunito in sessione straordinaria, ad adot­tare il provvedimento di sospen­sione di tutta l’attività, sull’intero territorio nazionale.

Ci troviamo, in questi giorni, a combattere contro un nemico, il coronavirus Covid-19, che non conosciamo, del quale persino gli scienziati non sono in grado, al momento, di dirci molto, e perciò abbiamo tutti paura. Un senti­mento che, come ci spiegano gli Psicologi, è una reazione fisiolo­gica utile perché ci permette di essere più attenti, di pensare, ma che, come ha mirabilmente scrit­to la Professoressa Anna Oliverio Ferraris in un saggio dedicato a questo specifico tema, ha come antidoto la razionalità.

Dunque, abbiamo ritenuto che come Consiglio Direttivo del­la L.ND. non bastasse fermarsi alle prescrizioni contenute nel D.P.C.M. approvato ieri, 8 Mar­zo, ma che bisognasse adottare una decisione coerente con il mo­mento che il Paese sta vivendo.

E, quindi, non si trattava di esa­minare la questione limitata­mente all’attività da consentire eventualmente a “porte chiuse” ma se, in primo luogo, era “giu­sto” ipotizzare lo svolgimento dei campionati.

La tutela della salute di tutto co­loro che sono impegnati nelle no­stre attività, infatti, doveva e deve restare l’obiettivo primario da raggiungere, ma anche il punto di partenza per considerare quale impatto poteva e può avere l’or­ganizzazione delle tante gare che ogni settimana caratterizzano la nostra attività.

Disputare le partite, infatti, si­gnifica prevedere comunque tra­sferte, spostamenti, infra ed extra Regioni e Province, con l’utilizzo di mezzi di trasporto che sicu­ramente non potrebbero sempre garantire il rispetto della distan­za interpersonale consigliata di un metro. Garantire sui terreni di gioco la distanza di un metro tra avversari e tra compagni di squa­dra, inoltre, appare impossibile, così come immaginare di impe­dire di abbracciarsi e gioire per un gol segnato o un rigore parato o una vittoria conseguita.

Insomma, ci è sembrato che, si ripete, a prescindere dalle “porte chiuse”, prevedere la disputa del­le gare in queste condizioni finis­se per svilire lo stesso spirito, se ci si passa il termine la “natura” di quello che resta lo sport che noi tutti amiamo. Ma vi è di più. In termini numerici il movimento calcistico dilettantistico rappre­senta, senza tema di smentite, il più importante momento di coin­volgimento di persone ogni set­timana. Il che, inevitabilmente, significherebbe prevedere la par­tecipazione di Medici, ambulan­ze, Forze dell’Ordine, che, ci pare di poter affermare, rappresentano “risorse”, umane e non solo, che in questo particolare momento è opportuno vengano destinate ad altri e più importanti compiti.

Dunque, abbiamo ritenuto che la decisione adottata, di sospendere tutte le attività sino al 3 Aprile prossimo, fatta salva, ovviamen­te, la possibilità di ulteriori prov­vedimenti che si rendessero ne­cessari in relazione all’evolversi della complessiva situazione nel nostro Paese, fosse una decisione quasi inevitabile, un “contributo” necessario che il mondo del cal­cio dilettantistico italiano doveva dare per superare il momento di difficoltà che sta attraversando la nostra nazione.

È stato scritto, condivisibilmente, che è importante che tutti faccia­no la loro parte, perché il lavoro di medici e infermieri, eroi di questi giorni, potrebbe non ba­stare.

Ma, soprattutto, che è il “tempo della cautela e della responsa­bilità” e che, una volta usciti da questa situazione, torneremo ad occuparci di quello che ci manca.

Che per questa grande nostra co­munità significa partite, reti fatte e subite, la gioia di confrontarsi in un sano agonismo.

Il mondo della Lega Nazionale Dilettanti, inoltre, sia in sede cen­trale che in quelle periferiche, è fatto da dipendenti, collaboratori, componenti degli Organi di Giu­stizia Sportiva, persone tutte che hanno necessità di essere garanti­te circa la salubrità dei luoghi che frequentano e, comunque, avere certezze che quanto era possibi­le è stato fatto a tutela della loro salute.

E’ per questo motivo, pertanto, che a partire da domani (oggi, ndr) e almeno sino al 15 marzo prossimo, tutte le sedi della Lega resteranno chiuse al pubblico e saranno interessate dai necessari interventi di sanificazione.

In questa situazione, certo non facile e che francamente mai avremmo immaginato, desidero pertanto rivolgermi a tutti coloro che amano il calcio dilettantisti­co per invitarli ad abbandona­re le polemiche, a non pensare alle singole convenienze, a chi eventualmente da questa forza­ta sospensione dell’attività potrà trarne vantaggio o, al contrario, subirà un danno, ma utilizzare questo momento per impegnarsi con spirito comune, con senso di responsabilità, ad aiutare il no­stro Paese, questa straordinaria nostra bella Italia, ad uscire dal momento di difficoltà che tut­ti insieme stiamo vivendo. Un pensiero commosso, infine, deve essere rivolto alle vittime che si sono verificate sino ad oggi, ai tanti ammalati, alle loro famiglie. Come diceva San Francesco, il Santo patrono della nostra nazio­ne “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possi­bile. E all’improvviso vi sorpren­derete a fare l’impossibile”. Noi crediamo di aver semplicemente fatto quello che ritenevamo il no­stro dovere. Di cittadini, prim’an­cora che di Dirigenti sportivi. Al piacere di stringerci le mani, non solo virtualmente, nel più breve tempo possibile.

Cosimo Sibilia
Presidente della Lega Nazionale Dilettanti
(intervento pubblicato sul sito della Lnd)

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