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La Masseria Solito ospiterà il Museo degli illustri tarantini

Avviati i lavori di ristrutturazione dell’antico complesso in via Plateja

Masseria Solito
Masseria Solito

Nasce da una necessità culturale pura: mantenere in vita un’antica masseria di proprietà privata del XVII sec., un tempo mol­to lontana dal centro abitato della città di Taranto e nell’e­ra moderna in pieno centro cittadino, via Plateja, e semi distrutta.

Il terreno era di proprie­tà della famiglia Mazzilli, di Bari, la quale aveva ottenu­to dal Comune di Taranto la concessione edilizia per costruire su quel terreno 2 palazzi di 6 piani ciascuno. La masseria, Masseria Soli­to appunto, non aveva alcun riconoscimento ufficiale di interesse culturale o storico perciò giuridicamente poteva essere abbattuta. Ma quan­do si avvicinavano le ruspe per abbatterla un gruppo di persone di cultura, che co­noscevano il valore storico di quella masseria, facevano scudo con il proprio corpo per impedire l’abbattimento. Il contrasto all’abbattimento era soltanto per interessi cul­turali in quanto quella mas­seria aveva avuto un ruolo storico per la città di Taranto: era stata proprietà di Luigi Viola, grande archeologo e fondatore del Museo Arche­ologico e quindi vissuta an­che dal figlio, Cesare Giulio, scrittore e commediografo di fama. Peraltro su quella mas­seria il dott. Vincenzo Gre­co aveva già scritto un libro comprendendola tra antiche masserie storiche del territo­rio tarantino. Ma le persone che volevano salvarla, per poter meglio assicurare la sopravvivenza, costituiro­no l’associazione culturale “Centro Studi Cesare Giulio Viola” e furono soltanto cin­que: Pierfranco Bruni, Josè Minervini, Silvano Trevisani, Iolanda Leccese, con la pre­sidenza di Enrico Viola già amministratore di grandi e complesse aziende pubbli­che. Successivamente, per cooptazione, si sono aggiun­ti: Paolo Domenico Solito, Ubaldo Occhinegro, Luigi Nuzzi, Gianfranco Guarino, Maria Elena Basile, Rosaria Fonseca.

L’atto costitutivo del Centro Studi stabiliva tra l’altro che finalità dell’associazione è quella di “raccogliere tutte le opere pubblicate dallo scrit­tore Cesare Giulio Viola e porle a disposizione dei cit­tadini, italiani o stranieri, che intendano conoscerle o ap­profondirle” e “svolgere atti­vità analoga per altri scrittori ed artisti nati a Taranto o nel territorio di Taranto che si siano distinti per le proprie opere ed abbiano dato lustro alla città” (art. 4 Atto Costi­tutivo del 13.4.2010 rinnova­to e registrato il 12.4.2017 n. 3/1141).

Dopo aver richiesto inutil­mente alla Soprintendenza Archeologica regionale il ri­conoscimento del valore sto­rico della Masseria, il Centro Studi proponeva al Comu­ne di Taranto di acquisire la Masseria Solito al patrimo­nio comunale ed il Comune aderiva con importante atto costitutivo. Si creava quindi opinione pubblica di soste­gno alla salvaguardia della Masseria Solito con articoli di giornali, convegni e dibat­titi molto seguiti dalla popo­lazione e dal mondo cultura­le tarantino.

Il territorio in età medioevale era probabilmente apparte­nuto ai Cavalieri Ospedalieri di S. Giovanni (noti come Ca­valieri di Malta dopo il 1530).

Si dava luogo perciò ad un’ulteriore azione avviata dal Centro Studi con una ri­chiesta al Consiglio Comu­nale di Taranto – condivisa e sottoscritta da numerose associazioni di Volontariato – per cui fu presentato a so­stegno un Ordine del Giorno, sottoscritto da tutti i Gruppi Consiliari che fu approva­to dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 53 del 19.7.2011 avente ad oggetto: “Salvaguardia della Masse­ria Solito” a tutela della me­moria storica e della identità della città”.

La Deliberazione – conside­rato che “è volontà del Co­mune di preservare tutti gli spazi in cui si possa conser­vare e recuperare la memoria collettiva della città” e che è stata dimora di Cesare Giulio Viola “indiscutibilmente uno dei più grandi romanzieri e sceneggiatori del Novecento Letterario” – esprime “forma­le indirizzo all’organo esecu­tivo ed alla parte tecnica” perché la Masseria Solito, ri­strutturata, diventi “un bene fruibile dalla cittadinanza per eventi culturali ed attività di studio e ricerca storica”.

Per conseguenza il Comune di Taranto nel 2017 ha par­tecipato – per realizzare il MUDIT – al Bando di finan­ziamento Smart in Puglia per Communitary Library in partenariato culturale con il Centro Studi, così come previsto dall’art. 6 della di­sciplina di Bando che preve­deva tale legame culturale. Il rapporto di partenariato è stato sottoscritto in esecuzio­ne della Delibera della Giunta Comunale n. 238/17 la quale prevede all’art. 1 del Protocol­lo d’Intesa che il Centro Studi “dovrà affiancare nelle scel­te culturali l’amministrazione Comunale di Taranto per tutto quanto riguarda le decisioni relative alla individuazione e conservazione delle opere dei tarantini illustri”.

Con il Protocollo d’Intesa, sottoscritto dal sindaco Me­lucci e dal presidente Viola, si sono stabilite quindi le colla­borazioni tra Comune e Cen­tro Studi per i contenuti cul­turali del Museo degli Illustri Tarantini che saranno prodotti dal Centro Studi e presentati dal soggetto gestore del Mu­seo in modalità multimediale. La partecipazione della popo­lazione nelle scelte storiche è stata più volte invocata dal sindaco Melucci.

L’associazione “Centro Stu­di” ha intrapreso il coinvolgi­mento della popolazione e del mondo della cultura affinché il Museo risulti espressione del­la città ed identificazione della popolazione.

Intanto il 31 luglio 2019 sono stati affidati all’impresa vinci­trice dell’appalto i lavori per la ristrutturazione della masseria e la realizzazione del “Museo degli illustri tarantini”.

Enrico Viola
(Presidente dell’associazione “Centro studi Cesare Giulio Viola”)

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