27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca News

Taranto riscopre il valore della civiltà

La reazione della città all’emergenza

Taranto durante il coronavirus
Taranto durante il coronavirus

Nella vita di tutti i giorni, quella reale, quella della strada, i tarantini stanno dimo­strando grande compostezza e senso di responsabilità.

Non era scontato che ciò acca­desse. Migliaia di cittadini re­stano in casa, come richiesto; altri, quelli costretti a uscire per lavoro o altre esigenze, si spo­stano muniti di mascherine e guanti, accettano con pazienza di restare compostamente in fila fuori dai negozi per rispettare le distanze di sicurezza e per con­sentire agli stessi commercian­ti, in particolare quelli dei punti vendita di generi alimentari, di gestire al meglio il flusso di clienti. C’è molta più attenzione alle precauzioni igieniche che se prima erano talvolta trascu­rate oggi il coronavirus ha reso ineludibili.

I commercianti, dal canto loro, sono in larghissima parte ri­spettosi delle norme: i locali sono diventati delle specie di carreggiate divise in corsie se­parate da strisce gialle a indica­re il fatidico metro di distanza.

Sembra recuperato anche il sen­so del rispetto verso il prossimo, perché si comprende che una imprudenza può danneggia­re non solo se stessi ma anche chi ci è accanto. C’è una edu­cazione ritrovata, insieme ad un desiderio di umanità che simili inaspettate tragedie riescono a risuscitare per infondere calore, fiducia, speranza.

Certo, non mancano i trasgres­sori, non mancano gli incivili, non mancano gli urlatori di pro­fessione, quelli pronti a prote­stare sempre e comunque e ad additare chiunque pur di rita­gliarsi, anche in momenti dram­matici come questi, il proprio spazio di stupido protagonismo. Non mancano neppure gli scia­gurati che sulle chat continuano a diffondere messaggi che con­tengono notizie false e allarmi­stiche. Ecco, queste situazioni vanno denunciate senza remore perché qui è in gioco la vita di tutti.

Un ruolo positivo fondamentale lo stanno svolgendo le istituzio­ni, dalla prefettura alle forze dell’ordine, la Provincia, i Co­muni; per non dire di chi ope­ra negli ospedali: un impegno egregio, encomiabile, per ga­rantire sicurezza e, per quanto possibile in queste circostanze, tranquillità.

Al di là di certe pur gravi mani­festazioni di stupidità, dunque, la città nel suo complesso sta rispondendo con grande digni­tà alla crisi sanitaria e purtrop­po anche economica, perché è evidente che tutta l’economia – dalla più piccola attività alla più grande – sta pagando e con­tinuerà a pagare non sappiamo ancora per quanto un prezzo pesante alle restrizioni che l’e­mergenza impone.

Oggi è il momento di riscopri­re la solidarietà e chissà che, passata questa tempesta, non ci si ritrovi con una città – ma il discorso può valere per tutto il Paese – umanamente rigene­rata e, questa volta sì, pronta davvero a ricostruire. Una città che riscopra il valore di essere comunità, dopo lunghi anni di devastanti lacerazioni che han­no distrutto persino l’armonia all’interno delle famiglie. Ne abbiamo bisogno, ce la faremo.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

2 Commenti
  1. Gianni Passafiume 2 anni ago
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    Ha perfettamente ragione, direttore. Purtroppo anch’io ho constatato in quei brevissimi momenti in cui ho avuto necessità di uscire che ci c’è quella ormai endemica percentuale di cittadini incivili da lei narrati che non si sa perché non si riescono ad isolare e che nemmeno si vergognano dei loro comportamenti, anzi, rischi pure di litigare. Io, comunque, continuerò a redarguirli come è successo ieri, di fronte ad una farmacia, che non solo alcuni non mantenevano la distanza ma avevano un concetto di fila tutto personale. Sembra che stare uno dietro all’altro ordinati sia un affronto!

  2. chiara rizzo 2 anni ago
    Reply

    Alla c.a. del Direttore
    Buongiorno,
    non può immaginare con quanta gioia, stupore ho letto questo articolo che mi da la certezza della recuperata civiltà dei miei concittadini.
    Certo il morbo ha dato l’imput comunque il fine è quello che conta.
    Grazie a tutti con infinita serenità con la quale dobbiamo convivere.
    C.Rizzo

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