15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

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“Tra eredità e tempo presente”, la nuova antropologia a cura di Bruni

L’opera letteraria contiene una serie di scritti di alcuni fra i maggiori studiosi italiani

Tra eredità e tempo presente
Tra eredità e tempo presente

“Tra eredità e tem­po presente. Antropologia e oltre” (Passerino Editore) è il titolo della nuova opera letteraria curata dal­lo scrittore e saggista tarantino, Pierfranco Bruni (nella foto in alto).

Si tratta di un viaggio nella metafi­sica con scritti di altissimi esperti. Fa discutere sul tema in oggetto i maggiori studiosi italiani di lingui­stica, critica letteraria, antropologie applicate e scrittori. Un testo fon­damentale che apre a prospettive nuove il legame tra letteratura an­tropologia e filosofia. Non un testo di tradizioni popolari, ma un lavoro di “pensiero” forte sulla antropolo­gia intesa come metafisica dell’a­nima con un argomentare che va dal senso della Antropologia oggi al legame tra la lingua e i modelli della tradizioni.

Saggi su La lingua antropologica, su Grazia Deledda, su Ernesto De Martino, su Cesare Pavese, sugli archetipi della santità. Il tutto coro­nato da figure in un immaginario decisionale non collettivo.

Ha visto impegnati strutture come il Mibact, l’università, le associa­zioni dei critici letterari, il sindaca­to libero scrittori italiani, gli istituti culturali di pertinenza e professio­nalità che operano nel campo.

La copertina è già la sintesi di un visionario alchemico che rimanda a Mircea Eliade. Un libro snello, sintesi di un percorso in itinere che vedrà, prossimamente, un ulteriore contributo di idee su poesia, meta­fisica e antropologia, già annuncia­to nel testo con il capitolo dedicato alla poesia di un un’antropologo puro come Lombardi Satriani. Il lavoro avanza una discussione ar­ticolata, ampia, coraggiosa e origi­nalissima.

Il centro studi e ricerche Francesco Grisi con l’istituto Bruni – Carac­ciolo sono punti di riferimento in una articolazione sui modelli me­tafisici della antropologia ontolo­gica. I contributi sono di Annarita Mi­glietta (docente Unisalento), Neria De Giovanni (presidente associa­zione internazionale critici lettera­ri), Francesco Damato (funziona­rio demoetnoantropologo Mibact), Micol Bruni (storica minoranze linguistiche), Mibact – Progetto Et­nie Letteratura.

Un prestigioso lavoro che ha posto all’attenzione il ruolo delle civiltà nella antropologia dei nuovi saperi.

La cultura come conoscenza del passaggio tra tradizione e innova­zione.

Pierfranco Bruni – archeologo di­rettore del Ministero Beni Cultura­li, già componente della Commis­sione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero – è presidente del Centro Studi “Grisi”.

Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali “Via Carmelitani”, “Viag­gioisola”, “Per non amarti più”, “Fuoco di lune”, “Canto di Re­quiem”), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati “L’ultima notte di un magistrato”, “Paese del vento”, “L’ultima primavera”, “E dopo vennero i sogni”, “Quando fioriscono i rovi”). Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Gri­si, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasi­modo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteg­gia le eredità omeriche e le dimen­sioni del sacro. Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.Ha scrit­to saggi sulle problematiche relati­ve alla cultura poetica della Magna Grecia. Ha scritto, tra l’altro, un li­bro su Fabrizio De André e il Me­diterraneo (“Il cantico del sognato­re mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

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