07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

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«Non ci facciamo demoralizzare»

Parla il preparatore atletico del Cus Jonico Taranto, Giuseppe Diciolla

Parla il preparatore atletico del Cus Jonico Taranto, Giuseppe Diciolla
Parla il preparatore atletico del Cus Jonico Taranto, Giuseppe Diciolla

Difficile se non impossibile pensare e parlare di basket in momenti delica­ti come quelli che Taranto, la Puglia, l’Italia, come il resto del mondo, stanno vivendo per fronteggiare la pandemia da co­ronavirus. Pallacanestro ferma, così come la maggior parte de­gli sport. E se la palla a spicchi ha smesso di rimbalzare c’è chi, come gli atleti, prova a tenere il motore acceso in vista di una chissà quanto lontana ripresa dell’attività agonistica.

Il Cus Jonico da questo punto di vista sta seguendo i suoi gioca­tori rientrati nelle loro città d’o­rigine e ben saldi all’invito di “restare a casa” da parte delle istituzioni.

A cercare di guidarli a distanza Giuseppe Diciolla il prepara­tore atletico rossoblu che non nasconde quanto sia difficile coordinare e uniformare il la­voro dei ragazzi a tanti km di distanza gli uni dagli altri.

“Diciamo che stiamo portando avanti una sorta di programma di mantenimento della forma fisica sulla falsa riga di quanto avviene durante l’off season, d’estate, ma con carichi mag­giorati visto che la sospensione è arrivata in piena stagione”.

“I problemi sono tanti – sottoli­nea Diciolla – perché d’estate le palestre sono aperte, qui invece con la chiusura delle strutture non tutti sono in grado di porta­re avanti lo stesso tipo di lavo­ro o magari non sono attrezzati con pesi, bilancieri e macchinari, chi più chi meno”.

Diciolla continua nella sua ana­lisi del momento: “Altra cosa che per noi è nuova è che non sappiamo, ad oggi, quando si riprenderà a giocare, quindi an­che questo è un particolare non trascurabile, il lavoro che i ra­gazzi stanno facendo ha un ini­zio ma non una fine certa”.

Le difficoltà però non spaven­tano il preparatore atletico cussino: “Però non ci faccia­mo demoralizzare. In questo momento, inutile dirlo, ci sono problemi più importanti da ri­solvere.

Noi continuiamo a lavorare cer­cando di monitorare i ragazzi quasi quotidianamente. Loro sono molto partecipi, ci man­dano foto e video dei loro alle­namenti “casalinghi” e noi cer­chiamo di intervenire laddove possibile”.

In attesa di tempi migliori, c’è da augurarselo

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