24 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2021 alle 14:38:43

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“Tonya”, storia di una donna e del suo riscatto

I film di successo visti sul piccolo schermo

Margot Robbie
Margot Robbie

In questi giorni in cui dobbiamo passare mol­to tempo in casa per affrontare l’emergenza sanitaria, possiamo approfittarne per rivedere film che abbiamo amato o scoprirne altri che qualche anno fa ci sono sfuggiti.

È da poco trascorsa la festa del­la donna, per cui ho pensato di scegliere un film incentrato su una protagonista femminile. Ma non volevo una figura esemplare o un modello da imitare, ero alla ricerca di un personaggio com­plesso e controverso. Ho deciso quindi di scrivere di Tonya, film del 2017 con cui Craig Gillespie (che ha esordito nel 2007 con Lars e una ragazza tutta sua con Ryan Gosling) ci racconta la sto­ria dell’ex pattinatrice americana Tonya Harding.

Dopo un infanzia difficile segna­ta dalla violenza, da una madre anaffettiva e dall’abbandono da parte del padre, la protagonista cerca il riscatto facendosi spa­zio nel mondo del pattinaggio su ghiaccio e nel 1991 diventa famosa per essere la prima don­na americana a eseguire in una competizione ufficiale il triplo axel, ancora oggi un salto che poche atlete sono riuscite a com­piere. Ma la parentesi di gloria è breve: nel 1994 viene accusata di aver pianificato con il marito un’aggressione ai danni della ri­vale Nancy Kerrigan e per que­sto l’America si scatena contro di lei. Evidentemente Tonya non è lontana dalla verità quando, alla fine del film, afferma che “il pub­blico vuole qualcuno da amare, ma anche qualcuno da odiare”. Lei però non era mai stata molto amata dai giudici sportivi: se­condo la federazione statunitense le pattinatrici devono essere eleganti e “perfette” e la Har­ding, che non lo era affatto, ve­niva penalizzata non ottenendo i punteggi che meritava.

Tonya però non si adegua alle al­tre atlete e continua a indossare costumi appariscenti, a preferire il rock alla musica classica per le sue esibizioni e ad avere un at­teggiamento anticonformista.

Il film di Gillespie non è il clas­sico biopic ma è strutturato come un documentario: Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney (che interpretano rispet­tivamente Tonya Harding, suo marito Jeff Gillooly e la terribile madre LaVona) recitano ricrean­do sul grande schermo le vere in­terviste dei personaggi coinvolti e attraverso le loro testimonianze lo spettatore può ricostruire la vicenda.

Le interviste hanno un ruolo chiave nel film, che in gran par­te è basato su alcun incontri tra lo sceneggiatore Steven Rogers e i protagonisti. Prima dell’ini­zio del film lo spettatore viene avvisato che quello che sta per vedere è “basato sulle interviste estremamente contraddittorie, prive di ironia e totalmente vere a Tonya Harding e Jeff Gillooly”. Quindi viene subito chiarito che quello che sta per essere mostra­to non è il racconto della verità (il ruolo della pattinatrice nella brutta vicenda dell’aggressione alla Kerrigan non è mai stato chiarito del tutto) ma semplice­mente una sua versione, una delle tante.

La colonna sonora, composta da hit pop-rock di gruppi degli anni Settanta e Ottanta (Dire Straits, Heart, ZZ Top, Siouxie and the Banshees tra gli altri) è notevole e completa il film alla perfezione.

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