Cronaca News

L’appello al governo per sostenere la cultura

L’assessore Fabiano Marti si unisce ai colleghi di altre città italiane

L’assessore alla Cultura, Fabiano Marti
Fabiano Marti

Anche l’assessore alla cultura del Comune di Ta­ranto, Fabiano Marti, aderisce all’appello lanciato dai colleghi di altre città d’Italia (tra i qua­li Filippo Del Corno, assessore alla Cultura di Milano, France­sca Leon, assessora alla Cultura di Torino e Luca Bergamo, vice­sindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma) che hanno firmato una lettera indirizzata al governo con la richiesta di un intervento che sia in grado di aiutare il comparto cultura, nel concreto timore che non riesca a riprendersi una volta risolta la situazione di emergenza. Tra i vari comparti economici che soffrono a causa delle restrizio­ni necessarie a contenere il con­tagio da coronavirus, il settore cultura è stato il primo a subirne le conseguenze, con la chiusu­ra immediata di musei, cinema, biblioteche e teatri, per cui è si­curamente tra quelli che hanno bisogno di maggiore sostegno.

Impiegati di teatri musei e ci­nema, imprenditori del settore, artisti, sono tanti coloro che, già normalmente, operano in un set­tore precario, ma che è ora total­mente fermo e che, sicuramente, avrà grandi difficoltà a ripren­dersi.

«Ho ricevuto una mail dal colle­ga di Firenze Tommaso Sacchi” – dichiara l’assessore Marti – e, dopo un velocissimo consulto con il Sindaco, che mi ha dato il immediatamente il suo pla­cet, ho aderito con tutto il cuore all’appello. Al di là del mio at­tuale ruolo istituzionale, sono tra coloro che, con grande sacrificio, vivono di arte da sempre, per cui nessuno più di me può compren­dere il terribile momento che il mondo della cultura sta attra­versando e attraverserà. Faremo tutto quello che il nostro ruolo ci permetterà per aiutare coloro che operano in questo campo».

Di seguito, la lettera inviata al Governo della Repubblica Italia­na e ai Presidenti delle Regioni:

Arginare la diffusione di Co­vid-19 richiede sacrifici a tutti. E tutti dobbiamo rigorosamen­te seguire le regole e ridurre al minimo i contatti: Sì, #iorestoa­casa. La sospensione totale delle attività culturali è stata la prima delle misure di riduzione del­la socialità, prima nelle regioni settentrionali e poi in tutta Italia. Ora sono indispensabili e non rinviabili misure che ne assorba­no gli impatti. La produzione e i servizi legati allo spettacolo dal vivo, alle arti visive, al cinema, all’editoria, ai musei, alle biblio­teche e agli archivi, all’offerta di esperienze culturali in generale, si regge largamente su lavorato­ri con poche garanzie e che, in un momento come quello che stiamo vivendo, rischiano tutto. Sono donne e uomini che vivo­no spesso di un’economia fatta di passione ma con piccolissimi margini di sopravvivenza, di ri­schio costante. Artisti e opera­tori con contratti atipici, partite Iva, freelance, prestazione occa­sionale o a giornata, e così via. Talvolta riuniti in associazioni, cooperative, piccole imprese, reti e anche naturalmente lavora­tori dipendenti, spesso a termi­ne. L’intero mondo della cultura poggia anche sulle loro spalle e senza interventi rapidi di soste­gno non sarà in grado di ripren­dersi dalla crisi, con conseguen­ze gravissime che ricadono sul paese intero.

La vita culturale è un tratto di­stintivo dell’Italia e una risorsa fondamentale del Paese: è il no­stro miglior biglietto da visita nel mondo, dà lavoro qualificato a milioni di persone, è un fatto­re determinante per il benessere e per la qualità della vita, per la democrazia e per la coesione so­ciale.

Chiediamo dunque nell’imme­diato di:

– dichiarare lo stato di crisi per l’intero settore culturale pubbli­co e privato;

– estendere tutti gli strumenti disponibili di tutela dell’occupa­zione previsti nello stato di crisi a tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalle tipologie di contratto di lavoro;

– estendere, anche temporanea­mente per i prossimi mesi, l’ac­cesso al reddito di cittadinanza ad operatori – con o senza par­tita IVA – del settore culturale;

– introdurre strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori di un settore dove il precariato è strut­turale;

intervenire sul sistema bancario per la sospensione temporanea dei pagamenti del credito a breve e medio termine ed estensione dei termini di scadenza per una durata pari a quella della sospen­sione;

– ampliare la platea di beneficiari del FUS e considerare il periodo di interruzione dell’attività do­vuta alle disposizioni dello Sta­to con criteri che non generino una riduzione dei contributi as­segnati, nonché destinare risorse straordinarie per compensare la caduta delle entrate proprie di enti, istituzioni e organizzazioni;

– emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga a norme ge­nerali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle at­tività culturali e la riscossione di oneri e imposte locali.

La cultura ha da sempre una grande capacità di generare fidu­cia, senso di comunità, speranza, di immaginare scenari inediti pur nella più difficile delle situa­zioni storiche. Sono già tante le iniziative prese da chi vi lavora per essere vicini ai nostri con­cittadini nelle loro case. E tante altre lo saranno. È urgente che la Repubblica Italiana faccia la sua parte per sostenere questo mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche