29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

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All’ospedale S. Marco di Grottaglie 32 letti post Coronavirus

Il Comitato in difesa dell’ospedale: «Non siamo d’accordo con questa scelta»


Ospedale San Marco di Grottaglie

GROTTAGLIE – Dal piano re­gionale straordinario per l’emer­genza Coronavirus presentato ieri dal presidente Emiliano sono inseriti 32 posti presso l’ospeda­le San Marco di Grottaglie per terapia post acuzie per pazienti positivi al virus. In merito a que­sta decisione abbiamo raccolto il parere della presidente del Comi­tato in difesa dell’Ospedale San Marco Milena Erario: “Noi non siamo assolutamente d’accordo con questa scelta- dice la dot­toressa Erario- da anni lottiamo per la riapertura dell’Ospedale di Grottaglie, ma non per spo­stare pazienti infetti da Taranto a Grottaglie.

“Chi ci dà la sicu­rezza – chiedono dal Comitato-che l’infezione sia passata? Tutti parlano di San Marco oggi, ma mi sorge il dubbio che lo faccia­no solo con lo scopo delle elezio­ni regionali alle porte, non per­chè tengono alla salute reale dei cittadini. Gente che non ha mai parlato, e faccio nomi e cogno­mi- dice la dottoressa Erario- mi riferisco al segretario di Articolo Uno Massimo Serio, che non ha mosso un dito quando Emiliano ci ha chiuso il reparto maternità, e noi protestavamo, ora vogliono riapra per il Coronavirus”. Il co­mitato in questi giorni sta rice­vendo centinaia di telefonate da cittadini grottagliesi terrorizzati da questa eventualità: ”la gente ha paura se portano qui questi pazienti, in mezzo agli altri re­parti, senza essere attrezzati. A Grottaglie mancano respiratori, non c’è un buon ecografo, non c’è terapia intensiva, cardiolo­gia, pneumologia. Gia la scorsa settimana avevano provato a tra­sferire pazienti sospetti dal Mo­scati, poi per fortuna qualcuno si è messo di traverso facendo no­tare che mancava il necessario. Prima devono mandare medici, apparecchiature, infermieri”. Al momento a Grottaglie sono attivi solo reparti di geriatria, lungodegenza, e medicina “par­liamo di pazienti con patologie molto importanti e anzini, i più a rischio in caso di inzezione, e qui non abbiamo neanche le ma­scherine”.

Il Comitato San Marco rileva poi come circa il 98 per cento dei pazienti finiti in terapia in­tensiva per coronavirus, pur­troppo non ne esce vivo. “Quin­di di quale post acuzie stiamo parlando?”

“Noi – conclude Milena Erario-simo per la riapertura effettiva e continuativa dell’ospedale per le esigenze quotidiane dei pa­zienti che non si interrompono con l’emergenza del virus, e di cui invece soprattutto in questo periodo ci sarà sempre piu biso­gno. Noi lottiamo per la salute dei cittadini, non come alcuni che per il bene di partito dimen­ticano il bene comune”.

 

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