06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

L’amore (e il sesso) al tempo in cui il virus ci obbliga a stare in casa

Una digressione sulle relazioni affettive condizionate dal rispetto delle distanze

Il celebre dipinto “Gli amanti” di René Magritte
Il celebre dipinto “Gli amanti” di René Magritte

E ora che ci siamo fermati. Ora che dobbiamo es­sere distanti, obbligatoriamente. Ora che è meglio evitare ogni contatto ravvicinato pur “corteg­giati” dal calore del dover stare a casa. Ora che una rondine non fa già primavera. Ora che per molti i sogni notturni stanno diventan­do una routine da incubo – anche i piccoli talvolta non dormono – e pur rigirandosi dall’altra parte del letto il film onirico non cam­bia neanche il giorno successivo. Ora che, puntualmente, la sera conosciamo in diretta con trepi­dazione il bollettino della Prote­zione Civile sui nuovi ammalati, su chi è guarito e chi ha smesso di respirare aggiungendosi alla lista dei decessi, benché questi “pazienti persi” in terapia in­tensiva valgano per i propri cari molto più di un numero, chiedia­moci pure come sta funzionando il meccanismo dell’amore (e del sesso) ai tempi delle restrizioni dettate dal Coronavirus? Come e dove stanno andando i battiti del cuore? Forti, rallentati, inter­mittenti, spenti, esagerati: quelli consolidati, i matrimoniali come i conviventi; i persi per sempre come i ritrovati, e ancora come pulsano invece i primi battiti: quelli inediti, in divenire, fuo­co dell’innamoramento?

Magari nati nella lunga attesa di mezzodì in fila a un metro di distanza fuo­ri dal supermercato; negli sguar­di complici al di là di una ma­scherina dietro il bancone di una farmacia, o rientrando a piedi, ad un incrocio particolarmente ro­mantico allietato dalle note di un jukebox casalingo che, alle 18 in punto, parte con un neomelodico “Je so’ pazz ‘e te’ ”. E diciamolo pure francamente, chissà quanti amanti si sono contagiati per poi tornare all’apparente normalità quotidiana di famiglia. Come cambierà in generale la vita di una relazione privata in que­sto dopo? Forse molti incalliti amanti riterranno che non varrà più la pena tradire scoprendo che sarà meglio continuare a giocare in casa – lezione da pura terapia. Probabilmente, i più lussuriosi vorranno comunque riprendere a inebriarsi del vino della trasgres­sione; gli indecisi sceglieranno piuttosto una via di mezzo, un limbo tra l’assenza e lo stare, come hanno fatto abitualmente sino ad oggi non potendo farne a meno adesso più di prima.

E poi, potrebbero esserci degli amanti che lo sono diventati in questo frangente contagioso, per dispe­razione, per stanchezza, per noia, perché l’emergenza li tiene stret­ti – seppur sempre ad almeno un metro di distanza – in una morsa di amorosi sensi, lontani da chi hanno scelto per la vita, o per varie innumerevoli ragioni. In ogni caso, nella cagionevolezza e nella pazienza di un presente tristemente comune e condiviso, è doveroso che la passione resti platonica per tutti. Indistinta­mente, con gli sconosciuti così come con i conosciuti, non c’è abbraccio, bacio, carezza, am­plesso che tenga, che si possa concedere tanto alla luce del sole quanto al buio. Qualcuno po­trebbe obiettare suggerendo che ci sono valide alternative “fai da te”. Tuttavia, visto che mai come in questo momento cerchiamo l’altro da lontano, perché non ri­trovare nuova linfa umana attin­gendo all’arte del corteggiamen­to, di cui non ne ricordiamo più né l’anima né le corde del cuore. Che sia senza vincoli di legami altri o proibito, il corteggiamen­to accenderà il desiderio per la ristrettezza delle circostanze, sedimentandosi in quell’attesa da tempo abbandonata nei troppi eccessi concessi. Quando que­sta pandemia sarà guarita, per i partner fedelissimi come per gli amanti, sarà ora di rinfresca­re le lenzuola; di riscoprire ciò che nell’attuale fermo immagine si è sbiadito perdendo i colori dell’originale; quello che, in una collettiva anestesia, abbiamo la­sciato addormentare, distratti e dimentichi veramente di amare. E molto sarà comunque a tutti perdonato.

 

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