14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

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Agricoltura senz’acqua: è emergenza

Rubino e De Padova: «Situazione grave». Sono necessarie le irrigazioni di soccorso

Agricoltura senza acqua
Agricoltura senza acqua

È piena emergen­za idrica in provincia di Taran­to, dove sta per scoppiare in tutta la sua gravità la questione irrigazione. Nella zona occi­dentale del Tarantino, infatti, sia “l’Arif che il Consorzio di Bonifica stanno bloccando i di­pendenti a causa dell’emergenza coronavirus», ha spiegato Vito Rubino, direttore provinciale di Cia Due Mari (Taranto-Brindi­si). «Dalla diga di San Giuliano, in Basilicata, si stanno regolar­mente permettendo le irrigazio­ni di soccorso, assolutamente fondamentali per ovviare alla prolungata siccità degli ultimi due mesi – ha aggiunto Rubino – mentre la situazione più cri­tica riguarda la diga del Sinni, che eroga sia per il fabbisogno potabile che per quello agrico­lo. Il livello è sceso moltissimo e l’invaso non ha più le risorse sufficienti per le irrigazioni di soccorso”. “La situazione è cri­tica – ha dichiarato Pietro De Padova, presidente provinciale Cia Due Mar – andando avanti di questo passo, in pochi giorni solo gli agricoltori che hanno a disposizione dei pozzi potranno irrigare, mentre altre centinaia di aziende agricole resteranno a secco, con danni incalcolabili per le colture che hanno biso­gno di acqua proprio in questo momento”.

Cia Agricoltori Italiani della Puglia, con tutte le sue declina­zioni territoriali, lo sta denun­ciando da tempo: la prossima grande emergenza per le pro­vince pugliesi e per tutto il Me­ridione è quella dell’acqua. Le aziende zootecniche, il settore florovivaistico, tutta la filiera ortofrutticola e delle primizie, ma allo stesso modo l’olivi­coltura, il settore agrumicolo e quello vitivinicolo – per non parlare delle piccole e grandi aziende di trasformazione agro­alimentare – necessitano di un “piano acqua” totalmente in­novativo, con investimenti sia nella ricerca scientifica che otti­mizza l’uso idrico in agricoltu­ra sia nelle infrastrutture. “C’è all’orizzonte un altro allarme – ha aggiunto Rubino – che è quello relativo al probabile ‘ri­torno alla carica’ della Basili­cata che intenderebbe bussare a denari all’indirizzo della Puglia per il danno ambientale causa­to alla Lucania dal prelievo di acqua dagli invasi per irrigare le colture pugliesi, vecchia que­stione mai risolta dalla politica risalente ai tempi dei presidenti regionali di Puglia e Basilicata Fitto e Bubbico che sottoscris­sero quell’accordo scellerato. Il nostro appello è rivolto alle istituzioni e alla classe politica regionale: occorrono soluzioni di lungo respiro, una program­mazione di interventi e progetti capaci di guardare oltre la si­tuazione contingente, già molto grave, per garantire di qui ai prossimi 15-20 anni le risorse idriche necessarie all’uso agri­colo, altrimenti gran parte del comparto primario per come lo conosciamo è destinato a scom­parire”.

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