11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca News

Una giornata tra gli ospiti del centro di accoglienza “San Cataldo Vescovo”

Centro di accoglienza "San Cataldo Vescovo" (foto di G. Leva)
Centro di accoglienza "San Cataldo Vescovo" (foto di G. Leva)

Fra due chiacchie­re nel salone, giochi di società, proiezione di dvd, programmi televisivi e puzzle (i migliori saranno esposti) nonchè lavori a maglia per le donne, trascorrono tranquille, ma affatto noiose, le giornate al centro di accoglien­za per senza fissa dimora “San Cataldo vescovo” della dioce­si (nelle foto di G. Leva), i cui ospiti hanno accettato di rispet­tare le disposizioni governative anticoronavirus un puzzle non uscendo più dall’edificio in Cit­tà vecchia fino a quando durerà l’emergenza.

“Queste persone – spiega don Nino Borsci, direttore della Ca­ritas diocesana – si sono disci­plinatamente e ammirevolmen­te adeguate senza troppi disagi. Anzi, secondo quanto mi riferi­scono, il tempo per loro adesso passa più in fretta rispetto a prima, quando dovevano girare per la città in attesa del rientro, nelle ore serali”.

La giornata ha uno svolgimento standard.

Centro di accoglienza "San Cataldo Vescovo" (foto di G. Leva)
Centro di accoglienza “San Cataldo Vescovo” (foto di G. Leva)

La mattina la sveglia è alle ore 7, Dopo la pulizia personale e il riassetto delle proprie camere, si scende giù per la colazione. Quindi iniziano le varie attivi­tà. Il pranzo nel frattempo viene preparato in cucina da un cuo­co volontario, ma talvolta vi si cimentano, con ottimi risultati, alcuni degli ospiti.

Dopo la recita della preghiera alla Madonna della Salute, chie­dendo il suo intervento affinché cessi la pandemia, ci si ritrova a tavola (naturalmente mantenen­do le distanze di scurezza) dove vengono serviti il primo, il se­condo e la frutta.

Successivamente si sale in ca­mera per il riposino e alle ore 15 si riprendono le attività fino all’ora di cena. A

l termine ci si ritrova davanti alla televisione o per due chiac­chiere, cui talvolta partecipa anche don Nino per saggiare gli umori e, se il caso, intervenire con un consiglio. Attorno alle ore 21, dopo le pulizia persona­li, si va a letto.

Tutto ciò si accompagna alle misure igienico-sanitarie adot­tate da diversi giorni, come la misurazione periodica della temperatura corporea per veri­ficare la presenza di febbre. An­cor più insistente è il controllo della pulizia personale attra­verso le docce attive nel centro, a seguito della quale vengono consegnati gli indumenti puliti.

Nelle camere ogni mattina si provvede al frequente interven­to di igienizzazione e di sani­ficazione, con il cambio delle lenzuola; fra i letti, inoltre, le distanze prudenziali sono state ulteriormente incrementate a oltre un metro.

Tutte le attività sono supporta­te dalla presenza costante degli operatori volontari, opportuna­mente muniti di guanti e ma­scherine, coordinati dalla re­sponsabile del centro.

Centro di accoglienza "San Cataldo Vescovo" (foto di G. Leva)
Centro di accoglienza “San Cataldo Vescovo” (foto di G. Leva)

Sempre a seguito delle recen­ti disposizioni governative, si sono resi necessari dei cam­biamenti per quanto riguarda il servizio mensa per gli esterni, che è stato spostato nei locali attigui alla chiesa di San Pio X, in via Puglie. Infatti ai circa cinquanta utenti abituali, delle ore 11.30 alle 12.30, i volontari consegnano il sacchetto con le vivande sufficienti per il pranzo e la cena (generalmente panini, focacce e frutta) da consumare per conto proprio.

Continua infine nelle sedi Cari­tas parrocchiali, con le oppor­tune misure cautelative, la pe­riodica attività di distribuzione di generi alimentari alle fami­glie bisognose.

Centro di accoglienza "San Cataldo Vescovo" (foto di G. Leva)
Centro di accoglienza “San Cataldo Vescovo” (foto di G. Leva)

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