13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca News

Al personale sanitario il riconoscimento di Vittime del Dovere

La proposta è stata avanzata da Contramianto al premier Conte

Personale sanitario al lavoro
Personale sanitario al lavoro

Contramianto ha indirizzato una lettera accorata al premier Conte affinchè il Governo preveda tra le prossime misure di intervento per l’emergenza sanitaria da Coronavirus anche la possibile estensione di quanto già vigente in termini di benefici economici per le Vittime del Terrorismo e del Dovere riconoscendo specificamente tale Status a tutto il personale sanitario che ha subito o subisca lesioni anche mortali nello svolgimento della propria professione a difesa della salute dei pazienti nella cura del Covid-19.

«Sono i nostri “Eroi“ in prima linea contro il Covid-19 il pericoloso virus. Una guerra combattuta nella trincea delle corsie, degli ambulatori, delle ambulanze – osserva il presidente di Contramianto e altri rischi onlus, Luciano Carleo – che espone il personale sanitario a maggiori rischi e fatiche rispetto alle normali condizioni di lavoro ed è per questo che vanno aumentate le tutele, prevedendo più rilevanti garanzie anche sociali per chi ogni giorno in campo rischia la vita. Estendere i diritti che l’ordinamento riconosce con particolari indennità economiche in favore del personale dello Stato che abbia riportato lesioni o infermità a causa dell’espletamento del proprio servizio anche al personale sanitario Vittima del Covid-19 impegnato giornalmente sul fronte dell’emergenza per la tutela della salute dei cittadini. Ad oggi una parte degli infetti da Coronavirus è rappresenta ta dal personale sanitario che eroicamente svolge quotidianamente il proprio servizio tra gli ammalati una situazione che gli espone a maggiori rischi di contagio. Una condizione che il personale sanitario vive giornalmente e per la quale si sono già verificati alcuni casi mortali mentre non sono da escludere tra i guariti una possibile riduzione della capacità polmonare compresa tra il 20% e il 30%, con un danno permanente che dovrà essere opportunamente valutato».

1 Commento
  1. giuseppe 1 anno ago
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    Noto con gioia che qualcuno abbia preso a cuore le sorti del personale sanitario che in questi giorni, per colpa dell’epidemia COVID, ha perso la vita per aver prestato il proprio servizio nelle oramai tristi e note “Operazioni di Soccorso” nei confronti degli ammalati.

    Il personale sanitario dipendente del SSN – Ministero della salute – come noto è costituito da:
    *personale delle Aziende Sanitarie Locali, compreso quello degli istituti di cura a gestione diretta;
    *personale delle Aziende Ospedaliere, delle Aziende Ospedaliere integrate con il Servizio Sanitario Nazionale e delle Aziende
    Ospedaliere integrate con l’Università.

    Detto ciò, a parere dello scrivente, la statuizione che ne concede i benefici assistenziali e previdenziali per i soggetti di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, ne prevederebbe già, come statuito alla legge 23 dicembre 2005, n. 266, art.1 comma 563, i benefici agli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:
    a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
    b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
    c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
    d) in operazioni di soccorso;
    e) in attività di tutela della pubblica incolumità;
    f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

    Inoltre il comma 564 della citata legge così recita: “sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563 coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

    Il personale medico deceduto, di cui Voi giustamente parlavate, a parere dello scrivente rientrerebbe a pieno nelle specifiche del comma 563 e 564 in quanto il servizio prestato è avvenuto in un “operazione di soccorso” (comma 563 lettera D) e “per le particolari condizioni ambientali od operative a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali” (comma 564).

    Sperando di aver fatto cosa gradita, buona serata alla Redazione di TarantoBuonasera e alla nobile iniziativa di Contramianto.

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