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Coldiretti: «Speculazione sul latte»

Attivata una casella mail per le segnalazioni. C’è un vademecum per gli allevatori

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Emergenza Corona­virus: casella mail della Coldiretti per denunciare speculazioni sul latte. Un vademecum per gli alle­vatori

Agli allevatori della provincia ionica, così come sta accadendo anche nella murgia barese, conti­nuano ad arrivare comunicazioni su variazione al ribasso del prezzo del latte alla stalla, di riduzione delle quantità fino ad arrivare al mancato ritiro da parte dei tra­sformatori.

E questo sta mettendo a rischio la sopravvivenza e il lavoro delle aziende zootecniche, senza con­siderare l’indotto e la stessa indu­stria casearia.

“Sono insostenibili le richieste di riduzione del prezzo del latte pa­gato agli allevatori proprio men­tre i supermercati vengono presi d’assalto e nelle stalle si continua a mungere per garantire le produ­zioni”.

La denuncia arriva da Coldiretti, che sta attivando ogni iniziativa utile per garantire la tenuta del li­vello del prezzo del latte facendo appello non solo alla grande di­stribuzione organizzata affinché, con senso di responsabilità, scelga prodotti lattiero – caseari italiani, ma anche all’industria casearia affinché ritiri solo latte nazionale. E poi ci sono le istituzioni (Ismea e Agea), cui Coldiretti chiede di aprire tutti i canali possibili per smaltire le produzioni, a partire dal ritiro per gli indigenti.

Per Coldiretti Taranto, “bisogna attivarsi insieme, allevatori e tra­sformatori, per profilare percorsi che sostengano l’economia, il la­voro e il territorio.

Necessita che supermercati, iper­mercati e discount aderiscano con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano, privilegiando negli approvvigio­namenti sugli scaffali le mozza­relle e i formaggi di latte pugliese piuttosto che quelle ottenute da cagliate straniere”.

Coldiretti al contempo ha appron­tato “un vademecum di compor­tamenti virtuosi che permettano agli allevatori pugliesi – spiega il presidente Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo – di continuare a produrre evitando, però, in questa fase contingente e provvisoria, di immettere sul mercato quantità di prodotto in eccesso. Stiamo con­sigliando ai nostri allevatori – ag­giunge il presidente Cavallo – di aumentare la quota di foraggi nel­le razioni, di rimodulare la som­ministrazione di concentrati nelle vacche a medio – avanzato stadio di lattazione, di anticipare di non più di dieci giorni l’asciutta delle vacche a fine lattazione e di ridur­re il numero delle mungiture delle vacche a fine lattazione.

E, nel caso di robot, occorre li­mitare a due le mungiture della mandria.

E, ancora, serve anticipare l’usci­ta degli animali già destinati alla riforma e alimentare i vitelli con latte munto”.

Intanto, sulla speculazione in atto sul latte, Coldiretti ha già infor­mato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e ha attivato una casella di posta sos.speculatoricoranavi­rus@coldiretti.it per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giu­diziario se non verranno fornite adeguate motivazioni.

E, ai tempi del coronavirus, serve la massima attenzione degli alle­vatori verso i propri salariati affin­ché siano assicurati elevati livelli di sicurezza e precauzione per evitare i contagi da covid-19, che, oltre ad avere ripercussioni sulla salute, metterebbero “fuori gioco” le stalle: in assenza di personale, non si potrebbe garantire l’essen­ziale attività giornaliera.

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