13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca News

«Queste le criticità negli ospedali»

I sindacati dei medici e dei dirigenti sanitari

La tenda pre triage al Ss. Annunziata
La tenda pre triage al Ss. Annunziata

Un rapporto di 27 pagine per denunciare criticità e proporre soluzioni per fronteggia­re l’emergenza Coronavirus negli ospedali di Taranto e provincia. Il rapporto è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dell’area medica e della dirigenza sanitaria, con i rispettivi responsabili pro­vinciali, Anaao (Giancarlo Don­nola), Fassid (Antonio Saponaro), Fvm (Pasquale Miccolis), Cisl (Francesco Bailardi), Fesmed (Ca­taldo Simonetti). Il rapporto è sta­to inviato al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al presidente della Regione, Michele Emiliano, al responsabile per l’emergenza, Pier Luigi Lopalco, al direttore generale delal Asl, Stefano Ros­si, al direttore sanitario Gregorio Colacicco, al prefetto Demetrio Martino.

Tra le maggiori criticità vengono segnalate i rischi per gli accessi negli ospedali, l’inadeguatezza dei dispositivi di protezione indi­viduale, l’assenza di adeguate bo­nifiche delle sale non aerabili e i rischi connessi allo stesso traspor­to dei pazienti all’interno degli ambienti ospedalieri.

Punti di accesso.
È la prima criticità segnalata: «L’accesso ai presidi ospedalieri, sia pur limitato – scrivono le or­ganizzazioni sindacali – è gestito unicamente da Guardie Giurate che non sembrano essere munite di termo scanner per il controllo. Tale mancanza, se confermata, presuppone che non possano es­sere identificate le persone con febbre potenzialmente contagia­te. Inoltre non sembra siano stati predisposti ingressi alternativi a quello principale, eccetto che per l’Ospedale di Castellaneta». A Manduria «lo screening degli accessi sarebbe garantito da per­sonale infermieristico privo di di­spositivi di protezione individuali idonei a minimizzare il rischio di contagio; nessuno garantirebbe il mantenimento della distanza».

«A Taranto, pur essendoci quattro accessi (Padiglione Vinci, SS. An­nunziata principale, Via Minniti e Via Crispi) tutto il flusso, salvo i dipendenti che lavorano nel Padi­glione Vinci, viene concentrato a livello dell’ingresso principale». Seguono alcuni suggerimenti per assicurare la separazione dei flus­si.

Dispositivi di protezione.
Forse il nodo più critico.

«L’azione della Direzione Strate­gica Aziendale riguardo le dota­zioni di DPI – scrivono i sindacati – sembra essere abbastanza confusa. L’uso dei DPI deve essere razio­nalizzato e appropriato in base al tipo di attività e non per categoria. L’utilizzo di DPI senza chiare in­dicazioni valide per tutta l’azienda potrebbe avere gravi conseguenze, attesa la difficoltà di fornitura».

«Per mera coincidenza – scrivono ancora le organizzazioni firmata­rie del report – dopo una diffida rivolta da parte dell’Anaao al Di­rettore dell’Area Farmaceutica, sono iniziate ad arrivare fornitu­re, seppur limitate per quantità, di mascherine FFP3 e mascherine chirurgiche. Non sembra, invece, che ad oggi siano state dotate di idonei DPI alcune Unità Operative di Radiologia, ove si rischia ogni giorno l’interruzione di pubblico servizio in quanto i TSRM depu­tati all’esecuzione di esami RX del torace per pazienti con sospetta in­fezione da COVID-19 non avreb­bero idonee protezioni individua­li. Protezioni di cui non sarebbe stato dotato neanche il personale ausiliario , invitato ad eseguire operazioni di bonifica delle sale TC e radiografiche dopo l’esecu­zione di esami per pazienti infetti o presunti tali senza idonei DPI . Allo stesso personale non sarebbe stata garantita formazione specifi­ca relativa alle operazioni di boni­fica ambientale, ne’ ci risulta che le operazioni di bonifica possano avvenire in tutti i presidi dell’ASL con i mezzi tecnici adeguati a ga­rantire una sanificazione efficace di superfici, apparecchiature ed ambienti. La dotazione di disposi­tivi robotizzati per la sanificazio­ne delle sale diagnostiche sarebbe avvenuta a macchia di leopardo nelle Unità Operative di Radio­diagnostica dell’ASL, così come la dispensazione dei DPI per tecnici, medici e infermieri che, a parità di mansione e di livello di rischio sa­rebbero adeguatamente protetti in alcuni presidi dell’ASL, totalmen­te sprovvisti di idonei DPI in altri. La richiesta di effettuare verifiche urgenti in merito, trasmessa da al­cune delle scriventi OO.SS. alle figure aziendali deputate a sorve­gliare sulla sicurezza dei lavorato­ri, è stata a tutt’oggi ignorata.

Sembrerebbe inoltre che non siano state garantite idonee zone filtro per la vestizione/svestizione degli operatori che lavorano in aree con livello di rischio massimo».

«Praticamente introvabili, salvo smentite, le divise monouso che ovvierebbero alla criticità atavica che affligge questa ASL ovvero il tempo di riconsegna delle divise pulite e permetterebbe al persona­le a contatto con pazienti sospetti di poter cambiare le divise, poten­zialmente infette, procedendo allo smaltimento come rifiuto speciale. Inaccettabili le mascherine for­nite al “SS. Annunziata” che non rientrano fra quelle indicate dalle disposizioni ministeriali

Tamponi a domicilio
«L’effettuazione di tamponi a do­micilio da parte di personale in­fermieristico da reclutare tra quel­lo non impegnato in attività per chiusura di quelle ambulatoriali, sia ospedaliere che territoriali, potrebbe permettere non solo di limitare l’afflusso nei Pronto Soc­corso dei pazienti con sintoma­tologia dubbia ma anche di poter indirizzare i “sospetti reali” verso il Pronto Soccorso dell’Ospeda­le COVID e di monitorare quelli border-line o in fase di remissio­ne. Al momento sembrerebbe, per quanto riferito, che i medici com­petenti non siano al corrente della disponibilità e delle modalità di effettuazione dei tamponi a domi­cilio».

Distribuzione farmaceutica.
«La distribuzione farmaceutica lungi dal subire un ridimensiona­mento ha visto incrementare ilpro­prio carico di lavoro in seguito alla necessità non solo di ottemperare alla normale distribuzione di pre­sidi e farmaci ai reparti e al pub­blico ma anche di dover gestire la distribuzione dei DPI e delle for­niture di Ossigeno supplementari per pazienti domiciliari. Sarebbe opportuno, secondo noi, imple­mentare un servizio di distribuzio­ne domiciliare di tali presidi»

«Non bisogna scordare, inoltre, che normalmente tutto il persona­le delle Farmacie Ospedaliere è a contatto con il pubblico e dovreb­be essere munito degli appositi DPI».

Tende pre triage.
Aal Ss. Annunziata, «il personale impiegato non sembra rispettare le direttive ministeriali».

Ospedale Covid. La proposta.
«Per gestire l’emergenza CO­VID-19 l’ASL di Taranto potrebbe adottare, così come è stato fatto a Bologna, un’organizzazione a vasi comunicanti che parte dai cinque Pronto Soccorso esistenti: Taran­to, Castellaneta, Martina Franca e Manduria più quello dell’Ospe­dale Moscati trasformato tempo­raneamente da PPI in PS. Il PPI di Grottaglie, privo di pretriage, andrebbe chiuso. Da questi i pa­zienti sospetti andrebbero indiriz­zati verso un percorso protetto che li porti ai reparti appositamente dedicati dell’Ospedale COVID. Quelli trasportati dal domicilio, tramite Ambulanza 118, andreb­bero direttamente all’Ospedale designato come COVID. I positivi, se non hanno bisogno della Tera­pia intensiva vengono ricoverati nel reparto di Malattie infettive oppure in quello di Pneumologia che ha conglobato tutti i posti letto disponibili nel nosocomio dopo i trasferimenti temporanei degli al­tri reparti. Infine i pazienti che si aggravano sono indirizzati alle te­rapie intensive (Moscati o SS. An­nunziata) o semintensive (Man­duria) e in caso di necessità, per carenza di posti letto, alle strutture private munite di rianimazione o pneumologia. All’interno del no­socomio scelto, dovrebbero essere individuati i posti letto per moni­torare un paio di giorni i pazienti clinicamente guariti, che non pos­sono stare a casa in isolamento».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche