19 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2021 alle 18:07:39

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Profeta e “figura” di future memorie

Dante Alighieri, così vicino alla nostra curiosità intellettuale ed alla nostra epoca

Dante Alighieri
Dante Alighieri

Il prossimo anno ricorrerà il set­timo centenario della morte di Dante, ma già i Comitati cittadi­ni della Società Dante Alighieri, non solo italiani ma di tutto il mondo – dalle Alpi al Lilibeo, dalle lontane Americhe all’estre­mo Oriente, dall’Occidente eu­ropeo alla Russia dove sono flo­ridi e attivissimi i comitati della nostra Società- sono impegnati a celebrare l’anniversario con iniziative importanti. Le cele­brazioni, in verità, – conferenze, convegni, articoli, pubblicazioni, concerti, spettacoli, eventi, con letterati, linguisti, attori, cantanti – sono iniziate nel 2015 e cioè in occasione del settecentocinquan­tesimo anniversario della nascita di Dante.

Se sappiamo con certezza quan­do Dante si congedò dalla vita – e cioè il 14 settembre del 1321, per febbri malariche – non sappiamo, con altrettanta certezza, il gior­no preciso della nascita dell’exul immeritus. Si sa che egli nacque sotto il segno dei Gemelli e quin­di tra la fine di maggio e la prima metà di giugno del 1265, a Firen­ze, l’odiosamata città del Giglio. O gloriose stelle, o lume pregno/ di gran virtù, dal quale io ricono­sco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno… Così scrive Dante nel canto XXII del Paradiso (vv.112-114), giunto nel cielo delle stelle fisse. Dall’alto della “sua” costel­lazione egli osserva i sette cieli attraversati e la Terra, l’aiuola che ci fa tanto feroci. Sette secoli pri­ma degli astronauti, dunque, Dan­te trovò le parole per raccontare, in poesia, l’emozione e la gioia della visione, dall’alto, di quel sasso umido che è il nostro piane­ta; e furono le parole in forma di versi, quelli del primo canto del Paradiso, che l’astronauta italia­na Samantha Cristoforetti lesse, commossa ma con voce calma, in collegamento dallo spazio nel mese di aprile del 2015: La glo­ria di colui che tutto move… Alle spalle della prima donna italiana nello spazio, intenta a recitare i versi danteschi, era visibile la Terra attraverso un oblò.

Insomma Dante, in netto anticipo sui tempi, profeta e “figura” di fu­ture memorie, è incredibilmente vicino alla nostra curiosità intel­lettuale e alla nostra epoca.

C’è addirittura chi ha detto che le navicelle spaziali della NASA si chiamavano Apollo in omaggio a Dante, primo “astronauta” della storia.

Nel canto II del Paradiso, infatti, verso 8, Dante scrisse: Minerva spira e conducemi Apollo , “ Mi­nerva gonfia le vele e Apollo mi conduce”. Una tesi molto sugge­stiva. E’ un dato certo, invece, che un piccolo asteroide della fascia principale, scoperto il 4 settem­bre del 2004 grazie agli astrono­mi dell’Osservatorio Astronomi­co di Andrusivka in Ucraina, è stato chiamato ufficialmente So­cietà Dante (esattamente 348239 Societadante), in omaggioab alla nostra storica istituzione che dal 1889, anno della fondazione, promuove e tutela la lingua e la civiltà italiane in Italia e all’este­ro. Per la cronaca, il Comitato di Taranto fu istituito ben oltre un secolo fa dall’avvocato Alessan­dro Criscuolo come espressione di amore per le belle lettere e or­goglio patriottico.

In questo clima di rinnovato fer­vore di studi e di interessi per la poesia di Dante, il 25 marzo è stato istituito come “Dantedì”, “La Giornata nazionale dedicata a Dante”. L’istituzione del Dante­dì (Dante dies, giorno di Dante) è stato accolto, ovviamente, con entusiasmo dalla Società Dante Alighieri, come pure dall’Acca­demia della Crusca e da tutte le associazioni culturali in prima fila nel territorio nazionale. Pur­troppo, quest’anno, a causa della maligna congiunzione astrale che imperversa in tutto il mondo, la Giornata sarà platonica o virtuale che dir si voglia. Anche noi soci della Dante di Taranto abbiamo annullato, per ora, a malincuore e in attesa di tempi migliori, una ricca serie di attività ad ampio raggio per onorare Dante. Pa­zienza. Ci rifaremo in tempi mi­gliori. Tuttavia può essere utile conoscere perché il Consiglio dei Ministri, su proposta del mini­stro Franceschini, ha approvato la direttiva che istituisce pro­prio per il 25 marzo il “Dante­dì”. Secondo Natalino Sapegno e altri illustri dantisti, il viaggio oltremondano di Dante avrebbe avuto inizio proprio il 25 marzo del 1300, giorno dell’Incarnazio­ne di Cristo ( ab incarnatione) e quindi della palingenesi per tutta l’umanità. E’ comunque comune­mente invalsa un’altra datazione: il viaggio di Dante nell’aldilà vie­ne narrato, secondo altri dantisti, dalla notte dell’8 aprile del 1300, Venerdì Santo, a quella del 14 aprile, giovedì dopo Pasqua, del 1300. Generalmente sono queste le coordinate temporali che noi insegnanti offriamo ai nostri stu­denti ai quali teniamo a dire che Dante è la lingua italiana, Dante è l’Italia, l’unità d’Italia. Non solo: nessun poeta lo ha superato in genio della fantasia e grandiosi­tà poetica. Diceva Carlo Azeglio Ciampi che l’italiano è la lingua di un libro: la Divina Commedia, “ultimo miracolo della poesia mondiale” affermava Monta­le. Insomma, la poesia immensa della Comedìa è l’espressione più alta e assoluta della civiltà italia­na di cui essere fieri nella consa­pevolezza e nell’orgoglio di una condivisa identità nazionale. E, dantescamente, altre parole non appulcro.

Josè Minervini
Presidente del Comitato cittadino della Società  Dante Alighieri

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