14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca News

Tra gli “angeli” della Croce Rossa

Tra gli “angeli” della Croce Rossa
Tra gli “angeli” della Croce Rossa

In tempi di pande­mia, come questa del coronavi­rus che stiamo vivendo ormai da settimane, le notizie ci vengono fornite attraverso i social, gli or­gani di stampa e la televisione. Sono diverse le attenzioni dei cittadini verso questo “male­detto”, sconosciuto anche alla Scienza Medica e alla Ricerca. C’è chi si interessa del numero dei contagiati, chi del numero dei guariti, chi del numero dei deceduti. C’è chi versa lacrime dal proprio domicilio osservan­do l’immenso e prezioso lavoro che viene svolto dal personale medico e paramedico nelle varie strutture ospedaliere, ormai al collasso, e chi, sia pur per pochi minuti al giorno, esulta ai balco­ni cantando e facendo festa, sco­prendo così la propria identità di italiani. C’è chi va alla ricerca delle mascherine sanitarie, dei guanti e dei disinfettanti, merce sempre più rara, e c’è chi, giusta­mente indignato, chiede di farla pagare cara a chi, in tutto questo inferno che ci avvolge, continua­re a fare la vita di sempre in bar­ba ai giusti divieti.

Tra gli “angeli” della Croce Rossa
Tra gli “angeli” della Croce Rossa

In questo scenario apocalittico non molto spazio viene riserva­to al Volontariato, una categoria invisibile per gli organi di infor­mazione eppure necessaria in questo momento così tragico per l’intera Umanità.

Anche nella nostra città, come nel resto del Paese, molte asso­ciazioni di volontariato, coordi­nate dalla Protezione Civile del Comune, stanno operando per aiutare gli anziani e le persone non autosufficienti ad affron­tare questa emergenza sanita­ria nel migliore dei modi. Tra questi i volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato di Taranto. Con la divisa rossa e il volto nascosto da mascherina e occhiali, discretamente si affac­ciano all’uscio delle case di chi per necessità li chiama e a loro si affida per svolgere quei ser­vizi che troppo risultano essere pericolosi, oggi, per chi è già in situazione di difficoltà.

“Sono giornate faticose, tor­niamo anche noi coi segni sul viso causati dalle mascherine, ma siamo soddisfatti del nostro operato. Proviamo a fare il pos­sibile per accontentare tutti, per­ché le richieste sono tante. An­che le difficoltà incontrate non sono poche, ma ce la faremo, ce la dobbiamo fare, per noi e per tutti”, dice Antonella Stani, vo­lontaria della CRI di Taranto e delegata per l’Area Sociale.

“Riceviamo più di 50 chiamate a turno – prosegue Antonella – e cerchiamo di rispondere alle esigenze di tutti. Copriamo tut­ta la città distribuendo alimenti e farmaci e non è facile riuscire ad evadere tutte le richieste che ci pervengono. Il servizio richie­de tempo, e anche precauzioni, e quindi, nonostante ci siano quasi dieci volontari a turno, non riusciamo a soddisfare tutti nell’ar­co della giornata. Capita spesso che le persone chiamino perché hanno bisogno di compagnia, cercano nel nostro sguardo, semi nascosto dalle mascherine, un conforto, un sorriso che pos­sono solo immaginare dietro le protezioni. Sono tutti disorienta­ti, impauriti. Molti ci chiedono mascherine, perché non riesco­no a trovarle. I malati oncologici sono i più disperati, i farmaci sono difficili da reperire”. “La domanda che ci rivolgono più frequentemente riguarda il prezzo del nostro servizio che, specifico, è completamente gra­tuito – continua la nostra amica – Le persone non riescono a cre­dere a questa possibilità e, quasi mortificati, chiedono scusa per il disturbo che ci hanno arrecato. Abbiamo ricevuto chiamate an­che dal nord Italia, da parte dei figli di persone anziane residenti a Taranto che sono forzatamente distanti dai loro genitori malati. Si affidano a noi come fratelli e sorelle per dare un suppor­to ai loro cari che non possono dare personalmente. Diventiamo unica anima, e con la forza e la passione che contraddistinguono noi volontari, cerchiamo di dare il massimo per rassicurarli e re­galiamo sorrisi a chi non ne ha. Abbiamo ancora molte difficoltà da superare, soprattutto per l’ac­quisto di alcune medicine che richiedono procedure di autoriz­zazione particolari, ma abbiamo già messo in campo tutte le no­stre risorse per superarle al me­glio. Ci auguriamo di riuscire il più possibile ad essere vicini alla cittadinanza, soprattutto ai più vulnerabili, in questo momento così difficile. E’ il momento del­la gentilezza e della solidarietà più che mai, e noi ci siamo!”.

Tra gli “angeli” della Croce Rossa
Tra gli “angeli” della Croce Rossa

Come dicevamo molti sono i volontari che, come Antonella, operano in maniera straordina­ria per i tanti cittadini bisogno­si non solo in questo periodo di emergenza “coronavirus” ma in tutto l’arco dell’anno.

Sono i volontari che cucinano per i poveri e che li servono a mensa. Sono i volontari che ac­compagnano all’Ospedale chi è solo. Sono i volontari che por­tano a casa degli impediti a va­rio titolo ogni giorno la spesa e i medicinali. Sono coloro che si sporcano le mani senza mostrar­le in pubblico. Sono coloro che non vogliono essere ringraziati. Sono coloro che tengono stret­ta la fredda mano dell’anziano solo.

Sono coloro che, come novelli samaritani, alleviano le piaghe che consumano i corpi prova­ti dei nostri nonni, sono coloro che indossano il grembiule del servizio per lavare chi, diversa­mente, resterebbe nella sporcizia rendendo così più rapida la fine della propria esistenza terrena. Sono questi i volontari che ci piacciono e per i quali tifiamo anche in un periodo così partico­lare tra mille restrizioni e divieti vari e precauzioni.

Si tratta di un mondo di un vo­lontariato invisibile, ma nella so­stanza efficace, nel corpo della società. Costoro non hanno biso­gno di elogi, di riconoscimenti e di premi. Rischiano ogni giorno anche di contrarre questo “male­detto” virus, ma la forza che pro­rompe dal loro cuore è più forte di ogni paura.

 

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