Cronaca News

Mascherine e speculazioni. Settemila pezzi sequestrati dalla Guardia di Finanza

Al termine dell’operazione per otto titolari di attività commerciali è scattata la denuncia

Il sequestro di mascherine della Guardia di Finanza
Il sequestro di mascherine della Guardia di Finanza

Mascherine e spe­culazioni: sequestri e denuncia a piede libero per i titolari di otto attività commerciali del territorio jonico.

Il Comando provinciale della Guardia di Finanza per fronteg­giare l’emergenza sanitaria con­nessa al rischio da contagio da virus Covid-19 ha indirizzato la propria attività investigativa sul controllo dei prezzi di acquisto e di vendita praticati prima e durante la pandemia, per scon­giurare possibili manovre spe­culative.

Le attività sono state predispo­ste anche per il forte impul­so dato dal prefetto Demetrio Martino durante le numerose riunioni del Comitato Provin­ciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

E’ stato, inoltre, pianificato u n poderoso servizio di ordine e sicurezza pubblica in cui è coin­volto personale della Questura e dell’Arma dei Carabinieri, fortemente orientato al rispet­to delle prescrizioni normative emanate per ridurre il rischio di contagio per la popolazione e al cui interno la Guardia di Finan­za ha mantenuto le proprie pre­rogative di polizia economico-finanziaria.

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e della Compagnia di Taranto hanno sottoposto a controllo eserci­zi commerciali, tra cui anche farmacie e parafarmacie, che ponevano in vendita disposi­tivi di protezione individuale (DPI) utilizzati per la profilassi tesa a contenere il contagio da Covid-19 al fine di valutarne le oscillazioni di prezzo in rela­zione alla notoria difficoltà di reperimento in questo periodo di emergenza. Coordinati dalla Procura di Taranto i finanzie­ri hanno effettuato una attenta analisi dei prezzi praticati sia alle Asl che a privati nel periodo ante e post crisi sanitaria, con specifico riferimento alle ma­scherine protettive identificabili con le sigle FFP1, FFP2, FFP3 oltre a quelle definite “chirur­giche”. E’stato accertato che la variazione in aumento dei prez­zi in termini percentuali oscil­lava tra il 700% e il 1500%. Mascherine che nel 2019 veni­vano acquistate a 50 centesi­mi ora, in piena crisi sanitaria, sono state proposte in vendita agli enti pubblici ad oltre 5 euro il pezzo ed ai privati anche a 35 euro, con una evidente attività speculativa.

Il business è risultato così con­veniente che esercenti con og­getto sociale diverso dal sani­tario, come ad esempio titolari di negozi di telefonia, si sono improvvisati venditori di ma­scherine chirurgiche (aventi un prezzo pre crisi tra i 2 e 5 cen­tesimi) acquistando in un caso quantità per circa 15mila euro per ricavarne in pochi giorni guadagni per oltre 23mila euro. Al termine delle attività di con­trollo sono stati segnalati all’au­torità giudiziaria otto titolari di attività per il reato previsto all’art. 501-bis del codice pe­nale (manovre speculative su merci) procedendo al seque­stro di circa 7000 mascherine. I pezzi sequestrati, previo accer­tamento da parte dell’ Asl/Ta della loro conformità all’utiliz­zo sanitario, con apposito prov­vedimento del procuratore ag­giunto dott. Maurizio Carbone sono state messe a disposizione del Prefetto di Taranto e del Di­partimento di Protezione Civile per i necessari provvedimenti di acquisizione ai fini della suc­cessiva distribuzione agli Enti che ne abbiano necessità per far fronte alla contingente caren­za come disposto del Decreto “Cura Italia”.

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