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Mario Turco: presto il decreto “Sblocca Investimenti”

Nostra intervista al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Giuseppe Conte e Mario Turco
Giuseppe Conte e Mario Turco

«È una emergenza inaspet­tata, le prossime settimane saranno cru­ciali. Dopo capiremo cosa è asccaduto e come gestire il post emergenza, ora dob­biamo porre rimedio e limitare i danni e i cittadini devono osservare un compor­tamento rigoroso».

L’emergenza per il senatore Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Con­siglio con delega alla programmazione economica, non è solo quella sanitaria. C’è un’Italia produttiva a pezzi che va ricostruita.

Senatore, oltre al decreto Cura Italia, cosa si sta pensando di fare per soste­nere il tessuto produttivo del Paese?
Stiamo lavorando al decreto Sblocca In­vestimenti. Un provvedimento mirato alla ricostruzione. Da un paio di settima­ne è insediato presso la Presidenza del Consiglio un coordinamento ed io sono stato delegato a coordinare il lavoro dei ministri.

Quali strumenti prevede di utilizzare questo decreto?
Innanzitutto si punta a semplificare le procedure per gli investimenti infrastrut­turali, quindi con interventi sul codice degli appalti. Bisogna accelerare la spesa pubblica e pertanto vanno riviste le pro­cedure di gara. L’altro aspetto è il soste­gno alle imprese attraverso ad esempio una rimodulazione dei Sal (gli stati di avanzamento lavori, ndr). Quindi si farà in modo di liberare le risorse dei bilanci degli enti locali, per allentare i vincoli del patto di stabilità. Ci sarà più flessi­bilità.

A Taranto questa emergenza avrà ri­percussioni sul Cis e sulle altre inizia­tive per la diversificazione produttiva?
Il 20 marzo (giorno in cui ci sono stati incontri in modalità individuale in pre­fettura sul Contratto di Sviluppo, ndr) abbiamo messo a punto alcuni passaggi importanti. Innanzitutto va detto che dal 5 marzo la governance del Cis è torna­ta alla Presidenza del Consiglio. Io ave­vo già effettuato un monitoraggio degli interventi riscontrando delle criticità: a fronte di risorse per un miliardo e otto milioni, oltre ai 90 milioni per la Città Vecchia, solo 327 milioni sono stati im­piegati. Sono quindi disponibili oltre 700 milioni. Ci sono troppi interventi fermi, soprattutto su bonifiche e sanità. Il 20 ab­biamo condiviso un nuovo percorso: ora le stazioni appaltanti devono riformula­re un nuovo cronoprogramma. Ci siamo aggiornati ad una settimana. Intanto c’è una novità importante: le stazioni appal­tanti avranno il supporto di Invitalia e Investitalia, quest’ultima con trenta pro­fessionisti pronti a dare supporto.

Ci sono novità per il porto?
Ci sono residui da utilizzare, circa 8 mi­lioni. Ho quindi proposto di realizzare il laboratorio delle analisi merceologiche, che oggi vengono eseguite a Bari o ad­dirittura nel Nord Italia, con aggravio di costi che rendono meno competitivo il nostro porto. Dobbiamo verificare se possiamo già utilizzare per questo il Tecnopolo della Magna Grecia, nato da un protocollo tra Commissario Bonifi­che, Università, Enti Locali. Va verifi­cato se la strumentazione è adeguata ad effettuare le analisi merceologiche.

Un’ultima domanda: la stampa e l’in­formazione sono riconosciute come bene essenziale, ancora di più in que­sta fase di emergenza. Il Cura Italia contiene però misure che non sembra­no sufficienti a sostenere un settore già in crisi che, ovviamente, sta subendo ulteriori ripercussioni da queste emer­genza. Pensate di intervenire con altre misure?
L’editoria è fondamentale per il servizio che l’informazione sta svolgendo soprat­tutto in una fase come questa dove dila­gano le fake news e proprio per questo c’è bisogno di informare i cittadini in modo corretto. Il Cura Italia è un prov­vedimento di emergenza e contiene mi­sure calibrate sul mese di marzo. Non è un decreto definitivo ed esaustivo. Ci saranno ulteriori sostegni già ad aprile, grazie all’allentamento dei vincoli euro­pei, e confido che saranno previste misu­re per l’editoria.

Per concludere: come è cambiata la sua vita anche in relazione agli impe­gni istituzionali?
È diventato tutto molto più difficile. Non ci possiamo esimere dal correre dei ri­schi. Nell’ultima riunione del Cipe, mar­tedì scorso, abbiamo tutti rispettato rigi­de regole. Eravamo distanziati e tutti con guanti e mascherine.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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