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Anche a Taranto il laboratorio per esaminare i tamponi per il coronavirus

I casi di Covid 19 verranno diagnosticati con maggiore celerità. È il settimo in Puglia

Coronavirus
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È attivo nel capoluogo jonico il laboratorio di biologia molecolare, presso il quale sarà possibile esaminare i tamponi faringei eseguiti dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl. A dare la buona notizia il consigliere regionale del Partito Democratico Michele Mazzarano.

“È evidente il vantaggio derivante dalla maggiore celerità con cui verranno diagnosticati i casi di Covid-19, non dovendo più inviare i tamponi a Foggia. Quello avviato a Taranto – prosegue il consigliere – è il settimo laboratorio sul territorio regionale, dopo quelli di Ospedali Riuniti di Foggia, Istituto Zooprofilattico di Foggia, Policlinico di Bari, e quelli di Brindisi, Bat e Lecce già attivi e in via di attivazione. Partirà a breve anche l’Istituto Zooprofillatico di Putignano. Nella guerra al virus i tempi sono fondamentali ed è per questo che mi auguro si possa presto annunciare anche l’attivazione in Puglia del test rapido dei tamponi, che potrebbe consentire, grazie a sistemi tecnologicamente avanzati e innovativi, di eseguirne un numero maggiore e più velocemente. Questa notizia positiva– conclude Michele Mazzarano – conferma la particolare attenzione con cui la Regione sta affrontando la grave emergenza rappresentata dalla pandemia del Coronavirus”.

Intanto c’è un test rapido per riscontrare l’eventuale contagio da Coronavirus: il Rapid Test è di facile utilizzo, bastano poche gocce di sangue del paziente, il riscontro visivo arriva in 5 minuti e consente ai medici di conoscere subito la presenza del Covid 19 nel paziente. Il kit è in consegna alle prime strutture ospedaliere italiane. Il presidente della Regione Michele Emiliano ha comunicato che partirà dall’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari la sperimentazione del programma di screening sierologico per valutare la circolazione del virus Covid-19 anche su soggetti asintomatici. “Questo studio – spiega il prof. Pier Luigi Lopalco responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia – utilizza i cosiddetti test rapidi che, pur non essendo ancora validati per fare diagnosi individuali di malattia, sono comunque in grado di fornire importanti informazioni scientifiche sulla modalità di circolazione dei virus. Alla luce degli esiti di questa sperimentazione valuteremo l’estensione di questi test rapidi ad altre strutture ospedaliere. La scienza ha bisogno dei suoi tempi, in questo caso parliamo di pochi giorni di sperimentazione che però saranno fondamentali per stabilire se questo metodo dei test rapidi è quello più utile per le nostre finalità di prevenzione e analisi”. Antonio Delvino direttore generale dell’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” ha dichiarato: “Sono in arrivo in Puglia in queste ore 2800 kit: il test rapido utilizza un metodo colorimetrico, con un prelievo capillare attraverso la puntura del polpastrello; in 30 minuti dal prelievo consente di rilevare se sono presenti anticorpi anticoronavirus nelle due tipologie: immunoglobuline M, che marcano la risposta immunitaria precoce, e immunoglobuline G che marcano la risposta immunitaria successiva”.

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