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Arcelor Mittal, «non è escluso lo stop»

Il prefetto Demetrio Martino: «Interessato il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco»

ArcelorMittal
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«Lo scrivente ha già interessato il locale Comando pro­vinciale dei Vigili del Fuoco per una valutazione tecnica sulla effettiva necessità di mantenere la produzione attuale, quale misura indispensabile per non compromettere la sicurezza e la funzionalità degli impianti. In base agli esiti degli accertamenti disposti, lo scrivente non esclude di dover pro­cedere alla sospensione dell’attività produttiva, ai sensi dell’art. 1 lettera G del citato Dpcm, alla quale conse­guirà analogo provvedimento per le imprese dell’indotto».

“Lo scriven­te” è il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, “la produzione” è quella dello stabilimento siderurgico Ar­celor Mittal. Martino ha inviato al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ed al presidente della Provincia, Gio­vanni Gugliotti, il rapporto informa­tivo sull’ormai famoso Dpcm del 22 marzo, che “chiude” le attività non essenziali. E nel Tarantino le atten­zioni si sono rivolte in modo parti­colare allo stabilimento ex Ilva. Ar­celor Mittal, gestore degli impianti, «ha sostenuto» scrive il prefetto «in relazione alla tipologia di impianto connotato da ciclo continuo, la legit­timità della prosecuzione dell’attività produttiva che al momento impiega circa 4.000 dipendenti (50% della forza lavoro)». In una nota del Di­partimento di Prevenzione della Asl – Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro inviata a Pre­fetto e Sindaco si legge che «dalla ve­rifica della documentazione acquisita da parte di Arcelor Mittal non sono emerse particolari criticità ineren­ti l’aspetto riguardante la salute dei lavoratori connesse con misure adot­tate per il contenimento ed il contra­sto della diffusione del contagio del Covid-19, fermo restando la verifica costante da parte dell’azienda sulle misure adottate. In merito alle pro­blematiche correlate alla sicurezza della conduzione degli impianti è stata emanata apposita disposizio­ne relativa alla modalità di gestione previste per la sicurezza degli im­pianti, correlata dall’emergenza da epidemia Covid-19. In particolare, indicando le misure previste da even­tuali condizioni anomale che doves­sero verificarsi nello stabilimento in caso di assenze di personale tecnico specializzato, determinata da even­tualità di contagio Cov-Sars 2, che potrebbe essere di pregiudizio per la sicurezza impiantistica». Nella stessa nota si evidenzia come nel corso di una ispezione del 17 marzo «è stato accertato che un’azienda dell’indotto con cantiere produttivo all’interno dello stabilimento non aveva adottato le misure prescritte dal Dpcm dell’11 marzo (…) procedendo alla sospen­sione coatta delle attività lavorative dell’azienda suindicata (…) inviando relativa informativa alla Procura».

Altra notizia importante, la convo­cazione per venerdì 27 marzo della riunione per il Cis, il Contratto Isti­tuzionale di Sviluppo mentre ieri si è tenuta una videoconferenza tra il sindaco Melucci e la sua struttura tecnica con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Mario Turco ed i rappresentan­ti degli altri enti locali ionici in merito al Just Transition Fund. Agli enti locali ionici ora il compito di predisporre un pri­mo piano generale di indirizzo. «Sarò chiaro sin da subito – ha commentato Melucci – nessuno pensi che a valle dell’ennesimo piano e di queste nuove impor­tanti risorse per il nostro futuro, qualcuno che non sia tarantino fin dentro al midollo possa dirci in quale direzione deve svolger­si il nostro sviluppo. Non ripe­teremo in questa nuova stagio­ne tutti gli errori della vicenda Ilva e delle bonifiche. Abbiamo già un piano di transizione eco­logica, economica ed energeti­ca (Ecosistema Taranto), lavo­riamo su questa piattaforma, creata dal basso da cittadini, lavoratori e imprese».

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