13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca News

Cambiamenti climatici e Coronavirus: il ruolo della Natura e dell’uomo

Due fenomeni epocali che non possono non dare vita ad una profonda riflessione

Cambiamenti climatici
Cambiamenti climatici

Si sono susseguiti nell’arco di qualche decennio due fenomeni natu­rali di portata planetaria, a dir poco rac­capriccianti: “I cambiamenti climatici” ed il “ Corona virus”.

Mentre per il primo si discute sulle cau­se di natura ciclica o antropica, per il secondo s’interviene sul contenimento degli effetti in una situazione piena di incertezze, in quanto non si può fare al­tro che evitare le possibilità di contagio, oltretutto in un tempo aprioristicamente indeterminabile.

Questi eventi straordinari, comunque an­drebbero considerati come segnali pre­occupanti che la Natura manda all’Uma­nità affinché, perlomeno, si rifletta sulla riconsiderazione del rapporto Uomo – Natura, con riferimento a quanto sia sta­to forzato finora.

Per i “Cambiamenti climatici” la Chi­mica ci aiuta a capire quali sono le mo­lecole responsabili che impediscono la dispersione in alto nella troposfera di parte del calore che “Fratello Sole” man­da sulla superficie terrestre, vitale per­ché innesca tutti quei processi che per­mettono la nostra sopravvivenza. Senza inoltrarmi in altre molecole altrettanto importanti, la principale in quantità che provoca l’effetto paragonabile a quello che avviene in un serra, dove il calore rimane imprigionato, è l’anidride carbo­nica CO2; questa deriva soprattutto dai combustibili fossili (petrolio e derivati, metano, carbone e cellulosa), dagli ince­neritori, da alcune industrie dell’acciaio, del cemento, della calce ed in minore quantità, dalla degradazione biologica di sostanze organiche. Ma anche se non sono sufficienti a ridurre l’incremento di questo gas, esistono alcuni sequestranti naturali ed altri artificiali e di comporta­mento. La Natura attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana l’assorbe producendo ossigeno, quindi, meno defo­restazione e più forestazione anche nelle città; gli oceani l’assorbono attraverso un equilibrio dinamico di conversione dei carbonati in bicarbonati. Esistono poi alcuni processi chimici che riescono ad utilizzare questo gas come materia pri­ma per produrre altri prodotti o per altri scopi; infine esistono alcuni risultati del­la Ricerca che imita la Natura con la fo­tosintesi artificiale. La sfera dei compor­tamenti poi riguarda sia il pubblico che il singolo Cittadino per un equo utilizzo delle risorse naturali ed energetiche nella produzione industriale e per le necessità individuali e la movimentazione dei Cit­tadini. Ma al di sopra di tutto, saranno le energie rinnovabili la sfida strategica per l’oggi e per il domani che non è molto lontano.

Per quanto riguarda il secondo evento atipico, il “Corona Virus”, non esisto­no dati epidemiologici in letteratura, si sa soltanto che i virus per moltiplicarsi aggrediscono le cellule dell’ospite so­stituendo il proprio DNA a quello della cellula infettata, a questo punto l’ag­gredito attiva il proprio sistema immu­nitario contro l’aggressore. Ma poiché ogni essere vivente macro e micro per condizionamenti ambientali o stimola­zioni interindividuali ha la capacità di modificare la propria “doppia elica” le­gando gruppi funzionali proteici, si deve ipotizzare che l’esito della lotta, cioè la guarigione dipende sia da come il virus si è modificato e, da come il patrimo­nio immunologico dell’aggredito riesce a smascherarlo. Pertanto, mentre nella maggior parte dei casi delle influenze stagionali il sistema immunitario funzio­na, nel caso del “Corona virus” lo stesso funziona meno, o perché è indebolito, od anche perché non riconosce il nemico. Comunque anche se oggi stiamo vivendo un periodo di incertezza ed apprensione, dovremmo cogliere un dato positivo nel riflettere sulle conseguenze. E’ bastato un organismo di dimensione molecola­re per bloccare tutto ciò che i popoli più progrediti hanno conseguito, ma anche quelli che lo sono meno e aspirano a con seguirlo. Pensiamoci! Persino le nostre libertà sono bloccate, con il rischio che alcune di esse conquistate dopo il san­gue fratricida, vengano inficiate. Ecco perché questo ultimo evento dovrebbe essere interpretato come una lezione che viene dalla Natura e non dalla Storia che ne verrà; ed è: perché la vita è imprevedi­bile ed il futuro non è predetto, anche se a volte eventi premonitori possono pre­figurarlo. Ecco allora che la Natura di­venta Maestra di Vita perché come scrive il Rousseau riprendendo il concetto dai filosofi greci: “La Natura non mente mai e ciò che verrà da essa sarà vero”.

Ed oggi con Primo Levi sproniamo: “Se non ora, quando?”

Auspichiamo infine che dal dolore nasca la speranza che quando finirà questa tra­gica esperienza, continueremo ad essere non più Popoli, ma Umanità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche