14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Cronaca News

Emergenza coronavirus, «Siamo senza protezione»

L’associazione dei medici e dei dirigenti sanitari: la distribuzione dei dispositivi è stata disomogenea

Energenza coronavirus, Sos dei medici
Energenza coronavirus, Sos dei medici

Restano le criticità sanitari denunciate dalle organiz­zaizoni sindacali sull’emergenza Coronavirus. «I medici e i diri­genti sanitari della FASSID hanno segnalato ai loro Rappresentanti Aziendali di Taranto situazioni di elevatissimo rischio professionale in corso di emergenza Covid-19. I componenti della Segreteria Pro­vinciale FASSID, Antonio Sapo­naro (coordinatore provinciale), Osvaldo Blasi, Giuseppina Min­golla, Anna Piccinni hanno rite­nuto opportuno informare i vertici dell’ASL, chiedendo verifi-che urgenti sulla corretta applicazio­ne delle misure di prevenzione e protezione del rischio di conta-gio degli operatori sanitari. Il respon­sabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’ASL il 18 mar­zo ha riscontrato l’istanza della FASSID comunicando che si sta provvedendo ad un’equa distribu­zione dei dispositivi di protezione individuale a garanzia dell’eserci­zio in sicurezza della professione.

Nonostante queste dichiarazio­ni rassicuranti, di fatto, sia negli Ospedali che nei Servizi Territo­riali dell’ASL si continua a vivere un’emergenza nell’emergenza. Si combatte nelle corsie e sul ter­ritorio senza idonee protezioni, mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari; ad essere a rischio, in questo deli­cato momento, oltre al benessere psico-fisico dei dirigenti, è la tenu­ta del sistema sanitario«. Secondo quanto afferma la Fassid, inoltre, «risulta elevato il rischio di espo­sizione dei Farmacisti Ospedalieri e/o Territoriali, cui non sono stati destinati dispositivi di protezione individuale». Secondo l’organiz­zazione sindacale, «la distribuzio­ne dei dispositivi di protezione sul Territorio è avvenuta in maniera disomogenea; a tutt’oggi alcuni tra i servizi territoriali dell’ASL che si fanno carico di pazienti ad alta fragilità sono impossibilitati a garantire la continuità assistenzia­le perché non dotati dei necessari di-spositivi di protezione indivi­duale». E ancora: «negli Ospedali e nei Servizi Territoriali dell’ASL Taranto i dispenser di soluzione disinfettante non sarebbero mai stati ricaricati dopo l’esaurimento della prima fornitura o addirittura in alcuni casi mai dotati di prodot­ti igieniz-zanti; il trasporto dei pa­zienti sospetti e/o infetti alle sale TC e dalle sale TC ai reparti di degenza metterebbe a rischio sia gli operatori sanitari coinvolti, sia gli utenti che potrebbero staziona-re lungo il percorso utilizzato per il trasferimento; molti dei Presidi Ospedalieri dell’ASL non sareb­bero stati dotati di dispositivi di bonifica ambientale da utilizzare per la sanificazione di ambien­ti non aerabili, come ascensori e sale TC».

«Non conosciamo – afferma la Fassid – la reale giacenza di di­spositivi né i criteri con cui essi siano stati sinora distribuiti. L’Asl Taranto nella modalità di distri­buzione dei dispositivi non tiene in considerazione che nei presidi non-Covid ci sono percorsi Co­vid attivi, che impongono la ne­cessità inderogabile di rifornire adeguatamente anche le Strutture non identificate come Ospedale di riferimento per la gestione dell’e­mergenza in atto».

«Una disposizione perentoria – prosegue l’organizzazione sinda­cale – determinerà a partire dal 26 marzo il trasferimento di ventila­tori polmonari in dotazione alle Strutture Complesse di Radiodia­gnostica, di Pronto Soccorso e di Rianimazione del P.O. Orientale presso locali individuati nel P.O. Moscati. Non si considera che il P.O. Orientale è l’unico tra i presi­di non-Covid dell’ASL di Taranto ad essere anche sede di Terapia Intensiva. Presso il P.O. Orientale è stato inoltre allestito un reparto di osservazione Covid, dove sta­zionano pazienti sospetti in attesa di test specifico; durante la loro degenza tali pazienti si possono complicare dal punto di vista della funzionalità respiratoria e po­trebbero necessitare pertanto di intubazione e ricovero in terapia intensiva. Temiamo che possa sorgere il problema di dover ge­stire pazienti che necessitano di alta intensità di cure in un’area ge­ografica che resterebbe completa­mente scoperta e mal collegata dal centro di riferimento più vicino.

Per quanto riguarda uil supporto psicologico, «riteniamo tuttavia che sia utile favorire una più am­pia ed efficace divulgazione di tale misura di sostegno psicolo­gico specifico e qualificato rivolta agli operatori impegnati in prima linea. Riteniamo inoltre necessa­rio – scrive la Fassid – che sia reso obbligatorio l’isolamento fiducia­rio degli operatori sanitari che sia­no stati, senza idonea protezione, a stretto contatto con i pazienti Co­vid-19, sottoponendoli a tampone prima della scadenza del periodo per decidere sul proseguimento della quarantena. Ogni giorno le le infezioni dei medici e dei diri­genti sanitari dell’ASL Taranto, oltre che dei loro collaboratori, sia negli Ospedali che nei Servizi Territoriali, sono sempre più nu­merose».

«Pur soffrendo di tutte le criticità da noi rappresentate – si conclu­de – i professionisti della FASSID continuano ad ono-rare il campo di battaglia ma, in corso di pan­demia, intravediamo a Taranto incredibili analogie con i conflitti bellici mondiali; anche allora reto­rica sugli eroi a fronte di presunte inefficienze dei generali. Sappia­mo tutti che il passo tra eroi e martiri può essere molto breve; non vorremo mai dover constata­re che a pagare, alla fine, saranno proprio coloro che oggi vengono da molti riconosciuti come eroi».

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