10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca News

Mascherine a prezzi stellari: scattano altri sequestri

Operazione della Guardia di Finanza tarantina in otto regioni


La Guardia di Finanza di Taranto - Copyright: Tbs

La Guardia di Finanza ha sequestrato altre 23mila mascherine protettive pronte per essere messe in commercio a prezzi elevati su tutto il territorio nazionale. Nei giorni scorsi i militari del Comando provinciale, coordinati dalla Procura tarantina, per fronteggiare l’emergenza sanitaria connessa al rischio da contagio da “Covid-19” hanno concentrato l’attività investigativa sull’acquisizione di elementi utili per la determinazione dei prezzi di acquisto e di vendita praticati prima e durante la pandemia, per scongiurare possibili manovre speculative.

I militari del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria hanno sottoposto a controllo esercizi commerciali che ponevano in vendita dispositivi di protezione individuale (DPI) utilizzati per la profilassi tesa a contenere il contagio da Covid-19 per valutarne le oscillazioni di prezzo in relazione alla notoria difficoltà di reperimento in questo periodo. Dai riscontri è stato accertato che la variazione in aumento dei prezzi in termini percentuali oscillava tra il 700% e il 1500% circa. Mascherine che nel 2019 venivano acquistate a 0,50 centesimi ora, in piena crisi sanitaria, venivano proposte in vendita agli enti pubblici ad oltre 5 euro il pezzo e ai cittadini anche a 35 euro, prezzi frutto di una evidente attività speculativa. Al termine delle attività di controllo erano state segnalate alla autoriutrà giudiziarias otto persone (titolari di attività) per il reato di cui all’art. 501- bis del codice penale (manovre speculative su merci) procedendo al sequestro di circa 7mila mascherine.

Muovendo da tali premesse, la Procura di Taranto ha emesso un decreto di perquisizione a firma del procuratore aggiunto Maurizio Carbone e del sostituto procuratore Lucia Isceri, finalizzato al sequestro di tutte le mascherine pronte per la commercializzazione nella disponibilità del fornitore degli esercizi commerciali tarantini denunciati per aver praticato prezzi esorbitanti rispetto a quelli pre emergenza Covid-19. Il provvedimento è stato eseguito nelle sedi ubicate sul territorio nazionale della società avente sede legale a Milano e sedi secondarie in Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia e Marche. Per le operazioni il Nucleo di polizia economico finanziaria di Taranto si è avvalso della collaborazione dei reparti competenti per territorio i quali hanno messo a disposizione più di sessanta finanzieri.

Al termine delle attività sono state sottoposte a sequestro ulteriori 13mila mascherine protettive identificabili con le sigle FFP1, FFP2, FFP3. Inoltre, nell’ambito di un controllo ad una società con sede a Massafra, è stato rilevato che venivano proposte per la vendita mascherine FFP2 a 16,50 euro. Al momento del controllo, i finanzieri del Nucleo PEF hanno rilevato la presenza di operatori del 118 che, entrati per effettuare un acquisto di mascherine, hanno dovuto rinunciarvi a causa del prezzo eccessivamente lievitato rispetto a quello di poco superiore all’euro praticato in periodo pre emergenza Covid-19. Per tali ragioni, sono state sottoposte a sequestro circa 10mila mascherine e il titolare è stato segnalato alla Procura del capoluiogo jonioco per violazione dell’art.501 bis del codice penale. Tutti i dispositivi sequestrati, con provvedimento dell’autorità giudiziaria verranno messi, tramite i Prefetti territorialmente competenti, a disposizione del Dipartimento di Protezione Civile per i necessari provvedimenti di acquisizione ai fini della successiva distribuzione agli Enti che ne abbiano necessità per far fronte alla contingente carenza, come disposto del D.L. 18/2020 (Decreto “Cura Italia”). In totale, dunque, sono più di 30mila le mascherine sequestrate di cui 7mila già consegnate alla Asl di Taranto in esecuzione di ordinanza di requisizione emesso dal Prefetto di Taranto a seguito del provvedimento di messa a disposizione firmato dalla Procura tarantina nei giorni scorsi.

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