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Venga a prendere un caffè… in chat

Accade nelle case degli anziani del centro sociale

Venga a prendere un caffè... in chat
Venga a prendere un caffè... in chat

Le cinque tazzine di caffè, con annesso piattino, tante quante sono gli invitati, sono sul tavolo. Una tazzina invece è in mano all’assessore ai servizi sociali Gabriella Fi­cocelli, intenta allo scambio di convenevoli.

Al rito pomeridiano, frequen­te in molte case, gli ospiti non intervengono personalmente ma virtualmente, attraverso smartphone e computer, a cau­sa dell’isolamento per le note disposizioni governative per contrastare la pandemia di Co­ronavirus.

Gli sguardi dallo schermo esprimono contentezza per que­sto momento di convivialità a distanza ma ravvicinato nello stesso tempo.

Tanto avviene con l’iniziativa “Caffè in chat” che si svolge più volte durante la settimana fra i circa ottanta anziani che frequentano il centro sociale comunale al Tramontone, af­fidato all’associazione “Troisi Project”, su iniziativa della re­sponsabile Maria Teresa Liuzzi.

Si tratta dell’ideale completa­mento del corso d’informatica svoltosi al centro, finalizzato alla padronanza dei moderni mezzi di comunicazione con relative applicazioni, fra cui appunto quella della videochat. Le lezioni sono state tenute da­gli studenti dell’istituto profes­sionale Archimede (dirigente scolastico, la prof.ssa Patrizia Capobianco) nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Spiega l’assessore Gabriella Ficocelli : “In questo periodo in cui ognuno deve rimanere a casa, questo corso si è rivelato oltremodo utile per continuare una vita all’insegna della so­cialità. Gli ‘over 65’ così si ri­trovano virtualmente insieme, contenti di rivedersi e scambia­re due chiacchiere. Tutto questo avviene mentre ognuno sorseg­gia, sempre a casa propria, il caffè, con tanto di inquadratura della macchinetta sul fuoco”.

L’assessore ai servizi socia­li non manca di partecipare a questi incontri nella veste di animatrice, travolta dalla sim­patia dei suoi interlocutori, che si riuniscono a gruppi di sei, spesso con il coniuge al fianco. “È un’esperienza divertentissi­ma e coinvolgente ma alquanto impegnativa in quanto si tratta di coordinare gli interventi, evi­tando fastidiose sovrapposizio­ni e verbosità – dice – D’altron­de c’è da comprenderli, i nostri anziani, così pieni di vita e desi­derosi di condividere le proprie opinioni . Sono aggiornatissimi, anche grazie ai social, su quan­to accade quotidianamente nel mondo. Incontrandosi in vide­ochat, inoltre, possono dimenti­care almeno per un po’ l’ama­rezza per la lontananza dei figli e soprattutto degli amati nipoti­ni. Essi però mantengono viva la speranza di riabbracciare al più presto i loro cari, così come tutti gli amici del centro, facen­do festa e ballando fino a tardi, come avveniva fino a qualche tempo fa. Sa, sono tutti provetti ballerini. E magari con loro po­trei esserci anche io”.

 

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