Cronaca News

Economia al tracollo, la proposta: sospendiamo i debiti

Stop ai pagamenti per salvare le famiglie dalla bancarotta. Sarebbe un atto di solidarietà autentica

Un negozio chiuso
Un negozio chiuso

Il Paese è al tracollo economi­co. Migliaia di aziende ferme, altre viaggia­no col motore al minimo dei giri. Il Consi­glio nazionale dei commercialisti stima tra gli 85 e i 100 miliardi la potenziale perdita del Pil per ogni mese di lockdown, cioè di isolamento per i provvedimenti legati a #io­restoacasa e il fermo di tutte le attività rite­nute non essenziali.

La Confcommercio calcola in 52 miliardi la crisi dei consumi nell’ipotesi che l’Italia possa realisticamente riaprire soltanto ad ottobre. Un colpo tremendo soprattutto – secondo i dati della Confcommercio – per alberghi e ristorazione (-23,4 mld di consu­mi nel 2020, -21,6%), trasporti e acquisto au­toveicoli (-16,5 mld con un -12,7%), cultura e tempo libero (-8,2 mld pari a un -10,8%), abbigliamento (-6,6 mld pari a un -11,3%).

Fin qui i numeri. Ma dietro i i numeri ci sono imprese e famiglie, ci sono produzioni che resterannmo al palo e stipendi che non verranno pagati. Imprese e professionisti che non incasseranno un centesimo perché il proprio lavoro è fermo. Migliaia e miglia­ia di famiglie non avranno la possibilità di far fronte ai pagamenti: dall’affitto di casa, al mutuo, alle rate per gli acquisti finanziati con prestiti al consumo. Con un effetto do­mino devastante per l’intero sistema econo­mico del Paese.

Il decreto “Cura Italia” ha previsto delle misure agevolative, ma non esaustive. Non solo in assoluto – si tratta pur sempre di un intervento per tamponare l’emergenza – ma soprattutto perché ha bisogno di mesi per dispiegare i suoi effetti. Le procedure buro­cratiche per godere di quelle agevolazioni e sostegni non sono semplici. Il rischio che il malato muoia prima che la cura faccia effet­to è purtroppo enorme. E allora serve una misura immediata, che dia subito respiro alle famiglie.

Questa misura potrebbe essere la sospen­sione dei pagamenti dei debiti. Stop ai pa­gamenti delle bollette delle utenze domesti­che, alle rate dei prestiti e alla restituzione di tutti gli altri debiti che milioni di italiani non saranno più in grado di fronteggiare rischiando pignoramenti e il deafult fami­liare. Senza dire delle imprese, ovviamen­te. Una misura di solidarietà autentica che magari andrebbe accompagnata fornendo gratuitamente la connessione internet che oggi, con milioni di cittadini fisicamente isolati fra loro, è l’indispensabile strumen­to per mantenere affetti e relazioni umane e professionali. Ci sono comuni della nostra provincia, come Taranto e Grottaglie, che, con sensibilità adeguata alla situazione, hanno subito deliberato la proroga delle sca­denze dei pagamenti dei tributi locali. Ma il problema è nazionale e deve essere risolto a monte con un intervento del governo cen­trale. Si tratterebbe di un provvedimento di solidarietà autentica, che coinvolga istituti di credito, gestori di servizi essenziali come forniture di servizi telefonici e di energia. Serve una sospensione, una moratoria, per salvare dalla bancarotta famiglie e imprese. Verrà il tempo della ricostruzione, perché dopo una guerra c’è sempre una ricostruzio­ne e si apriranno nuove prospettive di lavo­ro. Ma ora è il momento di fermare la strage.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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